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Torino esoterica: il tour del mistero per riscoprire la città

Di Marta Tempra · scritto nel 2017 · Aggiornato a ottobre 2026

La chiesa della Gran Madre di Dio a Torino all'imbrunire, con le due statue davanti alla scalinata e il Po in primo piano

Torino, prima capitale del Regno d'Italia e una delle città italiane più famose all'estero, è una meta che molti hanno già spuntato dal proprio carnet di viaggio. Come molte città d'arte italiane, anche Torino ha la sua lista tradizionale di monumenti e attrazioni da non perdere: la Mole Antonelliana, la Reggia di Venaria, il Museo Nazionale del Cinema, Palazzo Madama e lo straordinario Museo Egizio, il più antico al mondo interamente dedicato alla civiltà egizia e considerato secondo per importanza solo a quello del Cairo. Si torna a casa, quindi, con l'idea di una città solida, monumentale, comoda da girare a piedi e imponente nelle sue grandi piazze, negli edifici storici e nelle vestigia romane.

Eppure potreste scoprire che tutto questo non è che una (splendida) facciata, la rispettabile maschera di una città che ha molto da nascondere.

Una città tra magia bianca e magia nera

Da sempre, infatti, Torino ha avuto un ruolo importante nel mondo dell'arcano e dell'occulto, in bilico tra positivo e negativo. Secondo la tradizione, la città ha una posizione ambigua: è un vertice del triangolo della magia bianca, insieme a Lione e Praga, ma anche di quello della magia nera, con Londra e San Francisco. Ma da dove nascono queste credenze?

In primo luogo dalla geografia. Si credeva che, sorgendo alla confluenza tra la Dora (la luna) e il Po (il sole), Torino fosse una porta magica, e che la Y formata dai due fiumi simboleggiasse il bivio tra bene e male, tra vita e morte. Inoltre il 45° parallelo attraversa la città e, per i Romani, la sua posizione a occidente era infausta, perché è la direzione in cui il sole tramonta per lasciare spazio alle tenebre.

Che ci si creda o no, approfondire queste leggende può essere un modo per scoprire una Torino diversa da quella che avete sempre immaginato, calarsi per un giorno in un'atmosfera irreale e sentirsi un po' come in un libro di Dan Brown.

Piazza Castello e i Dioscuri

Attraversando la celebre piazza Castello, fermatevi davanti a Palazzo Reale e osservatene la massiccia cancellata: secondo la tradizione, le statue dei Dioscuri che la adornano fanno del palazzo un punto cruciale, dove una linea immaginaria divide il bene dal male. È proprio al di là di essa, dai Giardini Reali alla Fontana dei Tritoni, che si troverebbe l'epicentro della magia bianca.

Si dice poi che nel sottosuolo, tra cunicoli e gallerie, si nascondano delle grotte alchemiche capaci di materializzare i pensieri dell'inconscio: la leggenda narra che lo stesso re Umberto I ne avesse varcata una poco prima di essere ucciso a Monza, sua grande paura.

La Gran Madre e il Sacro Graal

Protagonista dei retroscena esoterici di Torino è però la chiesa della Gran Madre di Dio: se l'avete visitata dal punto di vista architettonico, preparatevi a scoprirla sotto un nuovo volto, che rimanda a uno dei più discussi misteri templari.

Osservate le due statue davanti alla chiesa. Una rappresenta la Religione, e sulla sua fronte si scorge il triangolo con l'occhio divino (simbolo adottato anche dalla Massoneria); l'altra rappresenta la Fede e regge un calice. La leggenda vuole che lo sguardo di quest'ultima statua indichi nientemeno che il luogo di sepoltura del Sacro Graal.

La Mole Antonelliana

Per finire di capovolgere la vostra opinione sui «luoghi da cartolina» di Torino, anche il simbolo stesso della città si riveste di un nuovo significato: la Mole Antonelliana, con la sua forma che richiama la piramide, avrebbe il compito di catturare l'energia del cielo per trasferirla sulla terra.

Continuando questo «tour del mistero» potrete scoprire moltissimi simbolismi e dietrologie nascosti tra le piazze, le fontane e gli edifici della città: abbandonate per un attimo scetticismo e razionalità e, come altri prima di voi (da Cagliostro a Lombroso, da Paracelso a Nietzsche), lasciatevi catturare dal fascino esoterico di Torino.

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