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Mae Hong Son: il lago Jong Kham, i templi shan e il loop di montagna

Aggiornato a ottobre 2026

I templi in stile birmano sul lago Jong Kham di Mae Hong Son, riflessi nell'acqua all'alba con le colline nella nebbia

Mae Hong Son è il capoluogo della provincia più occidentale e appartata del nord della Thailandia: una piccola città in una valle chiusa tra le colline shan, lungo il fiume Pai, a pochi chilometri dal confine con il Myanmar. Per secoli quest'area ha guardato più verso gli Stati shan birmani che verso Bangkok, e lo si vede ancora nei templi dai tetti traforati, nella cucina e nelle comunità tai yai (shan) che la abitano.

La città è il punto centrale del famoso "loop di Mae Hong Son", l'anello di strade di montagna che parte da Chiang Mai, passa per Pai e rientra da Mae Sariang. Intorno ci sono grotte, villaggi di frontiera, risaie, piantagioni di tè e, a novembre, colline coperte di girasoli selvatici. È una meta tranquilla, adatta a chi ha qualche giorno in più e non cerca la vita notturna.

In breve

Ideale per: chi viaggia in auto o in moto, chi ama la montagna, i templi poco affollati e le culture di confine. Da vedere: il lago Jong Kham con Wat Chong Kham e Wat Chong Klang, Wat Phra That Doi Kong Mu, la grotta di Tham Lod, Ban Rak Thai, il ponte di bambù Su Tong Pae e, in stagione, i girasoli di Doi Mae U-Kho. Periodo più piacevole: da novembre a febbraio; da evitare, se possibile, la stagione dei fumi tra marzo e aprile.

Cosa vedere e cosa fare

Il lago Jong Kham e i templi shan

Il cuore della città è il piccolo lago Jong Kham (scritto anche Chong Kham), con una passeggiata intorno e due templi affiancati sulla riva. Wat Chong Kham fu costruito nel 1827 da artigiani tai yai e custodisce un grande Buddha fuso da maestri birmani, tra colonne rivestite di foglia d'oro. Il vicino Wat Chong Klang conserva una serie di figure di legno di uomini e animali che illustrano le vite precedenti del Buddha, arrivate dalla Birmania nel 1857, e dipinti su vetro realizzati da artigiani tai yai di Mandalay. Al tramonto e la sera, quando i templi sono illuminati, i tetti a più livelli si riflettono nell'acqua: è il momento migliore per vederli.

Wat Phra That Doi Kong Mu

Sulla collina che domina la città sorge Wat Phra That Doi Kong Mu, voluto dal primo governatore di Mae Hong Son e di chiara impronta birmana, con due chedi riccamente decorati. Dalla terrazza si vede tutta la valle, con la città, le valli e le montagne intorno: si sale in auto o in moto, oppure a piedi con una scalinata. Ai piedi della collina c'è Wat Phra Non, con un grande Buddha reclinato di stile tai yai. All'alba, nei mesi freschi, la valle è spesso coperta dalla nebbia.

Il loop di Mae Hong Son

Il loop è un anello di circa 600 chilometri che parte e finisce a Chiang Mai: verso nord la strada 1095 sale a Pai, Soppong e Mae Hong Son, verso sud la strada 108 scende a Khun Yuam e Mae Sariang e torna a Chiang Mai. La cifra delle "1.864 curve" è diventata un simbolo del viaggio, ma è più una leggenda che una misura: le fonti non concordano nemmeno su quale tratto si riferisca. Di sicuro le curve sono tante, con tornanti stretti e tratti ripidi soprattutto tra Chiang Mai, Pai e Soppong, mentre il versante sud è più scorrevole. Servono almeno quattro giorni, meglio una settimana; molti allungano il giro verso il Doi Inthanon, la montagna più alta del paese.

La grotta di Tham Lod

Vicino a Soppong, nel distretto di Pang Mapha, la grotta di Tham Lod è attraversata dal fiume Nam Lang e si visita in parte su zattere di bambù. Non c'è illuminazione elettrica: la visita si fa solo con una guida locale che porta una lanterna a gas, e include alcune camere laterali con stalattiti raggiungibili con scale di legno. In una delle sale si trovano antiche bare di legno, scavate in tronchi, attribuite a popolazioni che vivevano nella zona molti secoli fa. Al tramonto centinaia di migliaia di rondoni rientrano nella grotta: chi vuole vederli deve organizzarsi per restare fino a sera.

Ban Rak Thai

Ban Rak Thai, chiamato anche Mae Aw, è un villaggio di origine cinese a ridosso del confine birmano, circa 45 chilometri a nord di Mae Hong Son. Lo fondarono negli anni Sessanta soldati e famiglie del Kuomintang, i nazionalisti fuggiti dalla Cina dopo la vittoria comunista del 1949. Oggi si vive soprattutto di tè: le case per ospiti e le sale da tè, con le insegne in caratteri cinesi, si affacciano su un lago circondato da terrazzamenti di oolong, ed è un buon posto per assaggiare i tè coltivati qui e quelli dello Yunnan. Lungo la strada si può fermarsi al lago di Pang Ung, tra pinete e nebbie mattutine, molto frequentato nei mesi freschi.

Il ponte di bambù Su Tong Pae

Nel villaggio di Ban Kung Mai Sak, poco fuori città, il ponte Su Tong Pae attraversa per oltre 500 metri le risaie e un piccolo corso d'acqua. Lo costruirono monaci, novizi e abitanti per permettere ai monaci del centro di meditazione di Phu Sa Ma di raggiungere il villaggio, e ancora oggi è percorso dai monaci per la questua. Il nome significa più o meno "preghiera per il successo", come ricorda il sito ufficiale del governo thailandese. È più bello nella stagione delle piogge, con il riso verde, e quando il riso matura e i campi si fanno dorati.

I villaggi kayan, le "donne dal collo lungo"

Intorno a Mae Hong Son ci sono alcuni villaggi kayan (detti anche padaung), come Huay Pu Keng, raggiungibile anche in barca lungo il fiume Pai, e Huay Sua Tao. Le donne kayan portano spirali di ottone che in realtà non allungano il collo, ma abbassano clavicole e costole. Molte famiglie sono arrivate dal Myanmar come rifugiati, non hanno la cittadinanza thailandese e hanno limiti negli spostamenti; per questo da anni si parla di "zoo umani", e alcune guide sconsigliano la visita. D'altra parte, in diverse interviste gli stessi kayan hanno chiesto ai turisti di non boicottarli, perché la vendita di artigianato è una delle poche entrate. Se decidete di andare, fatelo con rispetto: chiedete sempre prima di fotografare, comprate direttamente dalle donne, fermatevi a parlare invece di "visitare" e informatevi su chi incassa il biglietto d'ingresso.

I girasoli di Doi Mae U-Kho

Nel distretto di Khun Yuam, a sud di Mae Hong Son, i pendii del Doi Mae U-Kho, intorno ai 1.600 metri, si coprono ogni anno di bua tong, i girasoli messicani, su circa 80 ettari. La fioritura va di solito da metà novembre a inizio dicembre e la stagione viene aperta ufficialmente con una festa: le date esatte dipendono dal meteo, quindi verificatele prima di partire. Nei fine settimana di fioritura la zona e gli alloggi della provincia si riempiono di visitatori thailandesi, conviene andare in un giorno feriale e presto la mattina.

Come arrivare

Mae Hong Son ha un piccolo aeroporto a ridosso della città. Nok Air ha chiuso la sua rotta nel 2023, ma per ottobre 2026 la compagnia regionale EZY Airlines ha annunciato due voli giornalieri da Chiang Mai: orari e continuità dei voli cambiano spesso, verificateli prima di partire. Via terra si arriva da Chiang Mai lungo una delle due metà del loop: da nord via Pai (strada 1095), il percorso più breve ma con più curve, o da sud via Mae Sariang (strada 108), più lungo ma più scorrevole. Ci sono anche autobus e minivan da Chiang Mai; chi soffre il mal d'auto si porti un rimedio.

Come muoversi

La città si gira a piedi intorno al lago. Per i dintorni servono un mezzo proprio o un autista: si noleggiano moto e auto a Chiang Mai e in loco, oppure si prenotano escursioni di una giornata con autista. Le strade sono asfaltate ma ripide e con molti tornanti; con la pioggia o la ghiaia diventano scivolose. Il casco è obbligatorio e la polizia controlla patente e documenti del mezzo.

Quando andare

I mesi migliori vanno da novembre a febbraio: cielo limpido, giornate miti e notti fresche, a volte fredde in quota; a novembre ci sono anche i girasoli (vedi dove andare a novembre). Tra febbraio e aprile, con il picco di solito tra marzo e aprile, arriva la stagione dei fumi: gli incendi di boschi e campi riempiono le valli di foschia, il PM2.5 supera spesso i limiti di sicurezza e i panorami spariscono. Nell'aprile 2026 le autorità hanno chiuso per tutto il mese nove riserve forestali in sette distretti della provincia, compresi Pai e Pang Mapha; aprile è anche il mese più caldo. Da maggio a ottobre è la stagione delle piogge, con paesaggi verdissimi ma strade più impegnative.

Dove dormire

Consigli pratici

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