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Volterra: cosa vedere nella città etrusca dell'alabastro

Aggiornato a ottobre 2026

Il centro medievale di Volterra in cima alla collina con il palazzo dei Priori e le colline toscane intorno avvolte dalla foschia del mattino

Volterra sorge su un'alta collina tra la Val d'Era e la Val di Cecina, in provincia di Pisa. Fu una delle grandi città etrusche, poi municipio romano, poi libero comune nel Medioevo. Ogni epoca ha lasciato qualcosa: le mura e la porta etrusca, il teatro romano, i palazzi in pietra del centro. È anche la città dell'alabastro, lavorato qui da secoli.

Rispetto ad altri borghi della Toscana è meno affollata e ha un'aria più severa, anche per il vento che spesso soffia sulla collina. Il centro storico si gira a piedi in una giornata, ma chi vuole vedere con calma i musei e le Balze fa bene a fermarsi una notte.

In breve

Volterra è ideale per chi ama l'archeologia, i borghi medievali e l'artigianato. Da vedere: piazza dei Priori, il museo etrusco Guarnacci, la Porta all'Arco, il teatro romano, la Pinacoteca e le Balze. Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. Da prenotare c'è poco: l'alloggio nei fine settimana di primavera e d'autunno e, se volete, una visita guidata. Orari e biglietti dei musei cambiano con le stagioni: controllateli sul sito del Comune prima di partire.

Un po' di storia

Con il nome di Velathri la città fu una delle dodici più importanti dell'Etruria. Le sue mura racchiudevano anche campi e pascoli, utili in caso di assedio. In epoca romana divenne Volaterrae. Nel Medioevo fu un comune governato dai vescovi e poi dai priori, finché passò sotto il controllo di Firenze. Il saccheggio del 1472, nato da una contesa sulle miniere di allume con la Firenze di Lorenzo il Magnifico, segnò la fine della sua indipendenza.

Cosa vedere a Volterra

Piazza dei Priori e il Palazzo dei Priori

È il cuore della città, una piazza chiusa e tutta in pietra. Il Palazzo dei Priori, iniziato all'inizio del Duecento, è considerato il più antico palazzo comunale della Toscana ed è ancora sede del Comune. All'interno si visita la sala del Consiglio, con un grande affresco dell'Annunciazione di scuola fiorentina del Trecento. Salendo sulla torre si ha una delle viste più ampie sulla città e sulle colline. Di fronte c'è il Palazzo Pretorio, con la torre detta del Porcellino per la piccola scultura di un animale in alto.

A pochi passi, dietro il palazzo, si trovano il Duomo e il Battistero di San Giovanni, a pianta ottagonale. Nella cattedrale c'è un gruppo ligneo della Deposizione del XIII secolo, uno dei più noti della regione.

Il museo etrusco Guarnacci e l'Ombra della sera

Il museo etrusco Guarnacci è uno dei musei pubblici più antichi d'Europa: nacque nel Settecento dalla donazione dell'abate Mario Guarnacci. Raccoglie centinaia di urne cinerarie in alabastro, tufo e terracotta, con scene mitologiche e ritratti dei defunti sdraiati sul coperchio. Dopo il riallestimento ha riaperto nel 2022, con una terrazza panoramica.

L'opera più famosa è l'Ombra della sera, un bronzetto votivo di epoca ellenistica che rappresenta un giovane dal corpo molto allungato. Il nome viene dalla somiglianza con l'ombra di una persona al tramonto e si deve, secondo la tradizione, a Gabriele D'Annunzio. Merita attenzione anche l'Urna degli Sposi, in terracotta, con il ritratto realistico di una coppia anziana. Nel museo sono esposti anche alcuni reperti degli scavi dell'anfiteatro.

La Porta all'Arco

È la porta etrusca della città, con un arco in grandi blocchi di pietra e tre teste scolpite, ormai consumate dal tempo, che secondo l'interpretazione più diffusa rappresentano divinità protettrici. L'arco fu rifatto in epoca romana sulle basi etrusche. Nel 1944 i volterrani la salvarono dalla distruzione ordinata dalle truppe tedesche in ritirata, riempiendola di lastre di pietra in una sola notte. Una lapide lo ricorda.

Il teatro romano di Vallebuona

Il teatro romano fu costruito alla fine del I secolo a.C., in età augustea, sfruttando il pendio naturale della collina. Riportato alla luce a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, conserva parte della gradinata e alcune colonne della scena; accanto si vedono i resti di un impianto termale più tardo. Si vede bene anche dall'alto, dalle mura. L'area archeologica si visita con biglietto nei periodi di apertura: date e orari vanno verificati.

Il Parco archeologico e la Fortezza Medicea

Nella parte più alta della città si trova il Parco archeologico Enrico Fiumi, un giardino pubblico dove si vedono i resti dell'acropoli etrusca, con le fondamenta di due templi.

Accanto domina la Fortezza Medicea, formata da una rocca più antica e da una più recente voluta da Lorenzo il Magnifico dopo la conquista del 1472. È uno dei simboli di Volterra ma non si visita: da secoli è un carcere, ancora oggi in funzione. Al suo interno lavora da molti anni una nota compagnia teatrale di detenuti, che a volte apre i suoi spettacoli al pubblico su prenotazione.

L'alabastro e le botteghe

L'alabastro si estrae nella zona di Volterra fin dall'epoca etrusca, e le urne del museo Guarnacci ne sono la prova. La lavorazione artigianale vive ancora in diversi laboratori del centro, dove si possono vedere gli artigiani al lavoro e comprare oggetti, dalle piccole sculture alle lampade. L'Ecomuseo dell'Alabastro racconta la storia di questo materiale, dalle cave alle botteghe. Chiedete sempre se il pezzo è stato lavorato a mano sul posto.

La Pinacoteca e la Deposizione di Rosso Fiorentino

La Pinacoteca civica si trova in un palazzo rinascimentale del centro. Il capolavoro è la Deposizione dalla croce di Rosso Fiorentino, dipinta nel 1521: un'opera del primo Manierismo, con colori accesi e figure inquiete, che sorprende ancora oggi. È stata restaurata negli ultimi anni ed è di nuovo esposta. Nella collezione ci sono anche opere di Domenico Ghirlandaio e Luca Signorelli.

Le Balze

Sul lato ovest della città, fuori dalle mura, il terreno argilloso e sabbioso frana da secoli formando pareti scoscese chiamate Balze. L'erosione ha inghiottito nel tempo necropoli etrusche, tratti di mura e antiche chiese. Sul bordo resta la Badia camaldolese, in parte danneggiata e da tempo minacciata dalle frane. Si arriva a piedi dal centro in una ventina di minuti; restate sempre sui percorsi segnalati e lontani dai bordi.

L'anfiteatro romano scoperto nel 2015

Nel 2015, durante i lavori su un corso d'acqua appena fuori dalle mura, è venuto alla luce per caso un grande anfiteatro romano, rimasto sepolto per secoli. È una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni in Italia. Secondo quanto ha dichiarato a luglio 2026 la direttrice degli scavi, era in corso la nona campagna, stava iniziando il restauro delle strutture e restavano circa diciotto mesi di lavoro per riportare alla luce la maggior parte del monumento. Per ora è un cantiere e non è aperto alle visite ordinarie: eventuali aperture straordinarie vengono annunciate dal Comune.

Come arrivare

In auto. Da Pisa e da Pontedera si prende la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e si esce verso Pontedera, poi si segue la strada per Volterra che passa per Capannoli e Lajatico, circa quaranta chilometri di curve tra le colline. Da Firenze e da Siena si percorre il raccordo Firenze-Siena fino all'uscita di Colle Val d'Elsa, poi la statale per Volterra, una trentina di chilometri. Dalla costa si sale da Cecina lungo la Val di Cecina. In inverno su queste strade può essere previsto l'obbligo di catene o pneumatici invernali.

Il centro storico è in gran parte zona a traffico limitato: non entrate con l'auto se non avete un permesso, per esempio fornito dalla struttura in cui dormite. Lungo le mura ci sono diversi parcheggi a pagamento, collegati al centro da brevi salite a piedi.

In autobus. Volterra non ha una stazione ferroviaria comoda: quella più vicina è a Saline di Volterra, qualche chilometro più in basso. La soluzione più semplice è arrivare in treno a Pontedera, sulla linea Firenze-Pisa, e proseguire con il bus extraurbano. Da Firenze e da Siena si va in bus a Colle Val d'Elsa e lì si cambia per Volterra; le corse sono poche, soprattutto nei festivi. Gli autobus arrivano a piazza Martiri della Libertà, a ridosso del centro. Il servizio è gestito da Autolinee Toscane: controllate orari e coincidenze sul loro sito o sull'app prima di partire.

Quando andare

La primavera e l'autunno sono i periodi migliori, con temperature miti e colline verdi o dorate. In estate fa caldo, ma le serate sono più fresche che in pianura. Ad agosto si svolge una rievocazione medievale che riempie il centro di figuranti; in autunno ci sono iniziative dedicate ai prodotti del territorio, come il tartufo. Le date cambiano ogni anno. Altre idee di stagione nella guida su dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

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