Viaggi e Racconti

Pamukkale e Hierapolis: le terrazze bianche e la città antica

Aggiornato a ottobre 2026

Le terrazze bianche di travertino di Pamukkale con le vasche d'acqua azzurra in primo piano e la pianura sullo sfondo nella luce del pomeriggio

Pamukkale, nell'entroterra egeo della Turchia, nella provincia di Denizli, è famosa per le sue terrazze bianche. Il nome in turco significa «castello di cotone». Le terrazze sono di travertino: l'acqua calda delle sorgenti, ricca di calcare, scende lungo il pendio e, raffreddandosi, deposita il minerale. Nel tempo si sono formate vasche, gradini e cascate pietrificate.

Sopra le terrazze si trovano le rovine di Hierapolis, città termale ellenistica e poi romana, con un grande teatro, una delle necropoli più estese dell'Anatolia e il santuario legato all'apostolo Filippo. Dal 1988 Hierapolis-Pamukkale è patrimonio mondiale dell'UNESCO, come sito sia naturale sia culturale. Si visita in una giornata, ma vale la pena dormire qui per vedere le terrazze con la luce del tardo pomeriggio.

In breve

Da non perdere: le terrazze di travertino a piedi nudi, il teatro di Hierapolis, la porta di Domiziano con la necropoli nord, il Martyrion di San Filippo, il museo archeologico. Da aggiungere, se c'è tempo: Laodicea, Afrodisia e le acque rosse di Karahayıt. Periodo migliore: primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre).

Cosa vedere a Pamukkale

Le terrazze di travertino

Le terrazze sono il motivo principale della visita. Si percorrono lungo un sentiero segnato, che dal paese sale fino alle rovine. Le regole sono rigide e servono a proteggere il travertino:

La superficie è ruvida in alcuni punti e scivolosa in altri: cammina con calma. Dagli anni Settanta sopra le terrazze erano sorti alberghi che usavano l'acqua delle sorgenti; dopo l'iscrizione UNESCO sono stati demoliti e la strada che attraversava il travertino è stata chiusa. A febbraio 2025 un docente dell'Università di Muğla ha segnalato un calo della portata delle sorgenti: le vasche piene d'acqua possono essere meno di quanto mostrano le foto.

Hierapolis

La città fu fondata in età ellenistica come centro termale e passò a Roma nel 133 a.C., con il regno di Pergamo. Fu distrutta da due terremoti, sotto Tiberio e poi sotto Nerone nel 60 d.C., e ricostruita in età imperiale. Gli scavi sono condotti dal 1957 da una missione archeologica italiana. L'area è grande: calcola almeno mezza giornata.

Il teatro

Il teatro romano, scavato nella collina, è il monumento più impressionante della città. Poteva ospitare migliaia di spettatori e conserva parte della scena con rilievi dedicati ad Apollo e Artemide. È stato restaurato tra il 2004 e il 2014. Dall'alto delle gradinate la vista sulla pianura è ampia.

La porta di Domiziano e la necropoli

Verso l'ingresso nord si incontra la porta di Domiziano, a tre fornici tra due torri rotonde, costruita dal proconsole Giulio Frontino tra l'84 e l'86 d.C. Da lì parte la via principale della città. Fuori dalle mura si estende la necropoli nord, con oltre mille tombe lungo circa due chilometri: semplici fosse, sarcofagi, tumuli circolari e tombe di famiglia a forma di tempietto. Si attraversa a piedi entrando dal nord.

Il Martyrion di San Filippo

Su una collina fuori dalle mura, a est, sorge il Martyrion, santuario del V secolo dedicato all'apostolo Filippo, che secondo la tradizione morì martire a Hierapolis. Ha una pianta ottagonale con stanze disposte intorno. Nel 2011 gli archeologi italiani hanno annunciato la scoperta, a poca distanza, di una tomba che potrebbe essere quella dell'apostolo. La salita è ripida: d'estate conviene farla di prima mattina o verso sera.

Il Plutonion e il tempio di Apollo

Vicino al teatro si trovano il santuario di Apollo e il Plutonion, la «porta degli Inferi» degli antichi: una grotta da cui escono gas, chiusa in età cristiana e riportata alla luce dagli scavi italiani.

La piscina antica (di Cleopatra)

Al centro di Hierapolis c'è la piscina antica, detta «di Cleopatra»: una vasca termale naturale con colonne di marmo cadute sul fondo. È l'unico punto in cui si può fare il bagno. L'area si visita con il biglietto del sito, ma per nuotare serve un biglietto a parte, non coperto dai pass dei musei. Porta il costume.

Il museo archeologico di Hierapolis

Il museo occupa le grandi sale delle terme romane, vicino alla piscina antica. Espone sarcofagi, statue e iscrizioni di Hierapolis e di Laodicea, rilievi con lotte di gladiatori e i rilievi della scena del teatro, oltre a reperti più antichi della zona. Bastano un'ora o poco meno, ed è un riparo utile nelle ore più calde.

Escursioni nei dintorni

Laodicea

A pochi chilometri da Denizli, Laodicea sul Lico fu fondata nel III secolo a.C. dal re seleucide Antioco II e dedicata alla moglie Laodice. È una delle sette Chiese dell'Asia citate nell'Apocalisse. Gli scavi, in corso dal 2002, hanno riportato alla luce strade colonnate, chiese e due teatri; il teatro ovest è stato restaurato. Il sito è nella lista propositiva UNESCO della Turchia.

Afrodisia

Afrodisia, patrimonio UNESCO dal 2017, si trova vicino al villaggio di Geyre, nella provincia di Aydın, a circa due ore e mezza d'auto da Pamukkale. Era la città di Afrodite e un centro di scultori famosi in tutto il mondo romano, grazie alle cave di marmo vicine. Da vedere il Sebasteion, il Tetrapylon, lo stadio, tra i meglio conservati del Mediterraneo, e il museo con le sculture. Con i mezzi pubblici servono più cambi (via Nazilli e Karacasu): meglio l'auto o un'escursione organizzata.

Karahayıt e le acque rosse

A pochi chilometri a nord di Pamukkale, il paese termale di Karahayıt ha una sorgente di acqua calda ricca di ferro, che colora di rosso e arancio le piccole terrazze intorno. È più piccola e meno spettacolare di Pamukkale, ma molto meno affollata.

Denizli

Denizli, una ventina di chilometri a sud, è il capoluogo della provincia e il nodo dei trasporti: qui arrivano autobus e treni. È una città moderna e di solito ci si passa solo per cambiare mezzo.

Come arrivare

In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Denizli Çardak, a circa 65 km da Denizli, con voli giornalieri da Istanbul. Il Comune di Denizli organizza navette verso la città; da lì si prosegue per Pamukkale. Verifica voli e navette prima di partire. In alternativa si può volare su İzmir o Antalya e proseguire via terra.

Da Selçuk ed Efeso: ci sono autobus e treni regionali tra İzmir e Denizli che fermano a Selçuk; il viaggio dura circa tre ore. La guida di Efeso aiuta a combinare le due visite.

Da Antalya: autobus per Denizli, con un viaggio di circa tre ore e mezza in auto e qualcosa in più in pullman. Vedi anche la guida di Antalya.

Da Istanbul: in aereo fino a Çardak oppure con autobus notturni per Denizli, molto lunghi (oltre dieci ore).

Dalla stazione degli autobus di Denizli partono frequenti minibus (dolmuş) per il paese di Pamukkale. Molti visitatori arrivano anche con escursioni in giornata da Antalya, Bodrum o dalla costa egea: sono comode, ma lasciano poco tempo.

Come muoversi

Il paese di Pamukkale si gira a piedi e da qui si sale alle terrazze. Per gli ingressi alti, Karahayıt e i siti dei dintorni servono minibus, taxi o auto. Per Laodicea e Afrodisia l'auto a noleggio è la soluzione più pratica.

Quando andare

La primavera e l'autunno sono i periodi migliori: temperature gradevoli e luce bella sul travertino. D'estate fa molto caldo, il bianco delle terrazze riflette il sole e non c'è quasi ombra; le ore centrali vanno evitate. Nell'estate 2026, dal 1° giugno al 1° ottobre, Hierapolis è stata aperta anche la sera, fino alle 23, nel programma di visite notturne del Ministero della cultura e del turismo: verifica se l'iniziativa viene ripetuta e con quale biglietto. L'inverno è più tranquillo, ma può essere freddo e piovoso. Per altre idee leggi dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

Altre guide sulla Turchia