Aggiornato a ottobre 2026
Konya si trova sull'altopiano dell'Anatolia centrale, nel cuore della Turchia. Nel Medioevo fu la capitale del sultanato selgiuchide di Rum e qui visse e morì il poeta e mistico Mevlâna Celâleddin Rumi. Il suo mausoleo, sotto la celebre cupola verde, è ancora oggi uno dei luoghi più visitati del paese.
È una città grande e moderna, ma il centro storico si gira a piedi: tra il museo di Mevlâna e la collina di Alâeddin si concentrano moschee e scuole coraniche selgiuchidi del XIII secolo. Konya è anche la patria dei dervisci rotanti e una buona base per vedere Çatalhöyük, uno dei più antichi insediamenti del mondo. Si raggiunge comodamente con il treno ad alta velocità da Ankara e da Istanbul.
Da non perdere: il museo-mausoleo di Mevlâna, una cerimonia sema dei dervisci, la Karatay Medrese con le sue ceramiche, l'İnce Minareli Medrese, la moschea di Alâeddin e un'escursione a Çatalhöyük o a Sille. Periodo migliore: primavera (aprile-giugno) e inizio autunno (settembre-ottobre); a dicembre, per lo Şeb-i Arus, la città si riempie di pellegrini e visitatori.
Rumi nacque nel 1207 in Asia centrale, nell'area di Balkh, e arrivò con la famiglia a Konya intorno al 1228. L'incontro con il derviscio errante Shams di Tabriz, nel 1244, cambiò la sua vita e la sua poesia. Scrisse soprattutto in persiano: la sua opera più nota è il Mesnevi, un lungo poema mistico in sei libri. Morì a Konya il 17 dicembre 1273. Dopo la sua morte il figlio Sultan Veled organizzò la confraternita dei Mevlevi, i dervisci della cerimonia rotante.
Il mausoleo fu costruito sopra la tomba di Rumi e completato nel 1274. La sua cupola conica, rivestita di piastrelle turchesi, è chiamata «Yeşil Kubbe», la cupola verde, ed è il simbolo della città. Il complesso era la casa madre dell'ordine Mevlevi. Dopo la chiusura delle confraternite religiose, nel 1925, fu trasformato in museo e aperto al pubblico nel 1927.
Sotto la cupola ci sono il sarcofago di Rumi e le tombe del padre, del figlio e di altri membri della famiglia e dell'ordine. Nella piccola moschea e nella sala del sema sono esposti manoscritti antichi del Corano e del Mesnevi, strumenti musicali, tappeti e abiti dei dervisci. È un luogo di pellegrinaggio: si entra in silenzio e con abiti adeguati. Negli ultimi anni l'ingresso è stato gratuito; orari e regole vanno verificati prima della visita.
Il sema è la cerimonia dei Mevlevi: i dervisci, con il cappello alto di feltro e la gonna bianca, girano su sé stessi al suono del flauto ney e dei canti. Non è uno spettacolo ma un rito di preghiera, e va seguito in silenzio, senza applaudire. Dal 2008 è nella lista UNESCO del patrimonio culturale immateriale.
A Konya le cerimonie si tengono al Centro culturale Mevlâna (Mevlâna Kültür Merkezi), un edificio moderno distinto dal museo. Durante l'anno di solito c'è una cerimonia il sabato sera: verifica giorno, orario e modalità di ingresso sul posto o all'ufficio turistico.
Il momento più importante è lo Şeb-i Arus, la «notte nuziale»: così i Mevlevi chiamano la morte di Rumi, vista come l'unione con Dio. Ogni anno a dicembre si ricorda l'anniversario con giorni di cerimonie, concerti e incontri. L'edizione 2026, la 753ª, è in programma dal 7 al 17 dicembre 2026 con il tema «İnsan Vakti» («il tempo dell'uomo»). Le cerimonie sema si tengono nella sala del Centro culturale Mevlâna e sono a pagamento: i biglietti sono in vendita dal 9 ottobre 2026 sulla piattaforma turca Biletinial, mentre gli altri eventi culturali sono annunciati come gratuiti. Il programma può cambiare: controlla prima di prenotare.
La collina di Alâeddin è un'antica altura artificiale nel centro della città, abitata fin dall'età del bronzo. In cima sorge la moschea di Alâeddin, la principale moschea dei sultani selgiuchidi: iniziata nel 1155 e completata nel 1220-1221 sotto il sultano Alâeddin Keykubad, da cui prende il nome. All'interno c'è un pulpito (minbar) in legno intagliato del 1155, considerato la più antica opera datata dell'arte selgiuchide in Anatolia. Nel cortile un mausoleo custodisce i sarcofagi di otto sultani. Sulla collina restano anche i resti di un padiglione del palazzo selgiuchide.
Questa scuola coranica fu fatta costruire nel 1251 dal visir Celâleddin Karatay, che vi è sepolto. Il suo tesoro è la cupola, rivestita all'interno di piastrelle turchesi e blu scuro che ricordano un cielo stellato; sotto l'apertura centrale c'è una vasca per l'acqua. Dal 1955 ospita il museo delle ceramiche (Çini Eserleri Müzesi), con piastrelle selgiuchidi e ottomane, tra cui quelle a forma di stella provenienti dal palazzo di Kubadabad, sul lago di Beyşehir.
La «medrese dal minareto sottile» fu costruita intorno al 1264 per il visir Sahib Ata Fahreddin Ali. È famosa per il portale in pietra, coperto di iscrizioni coraniche intrecciate: uno dei capolavori della scultura selgiuchide. Il minareto che le dà il nome fu in parte distrutto da un fulmine nel 1901. Dal 1956 ospita il museo delle opere in pietra e in legno, con lapidi, rilievi e figure simboliche come l'aquila bicipite e gli angeli alati. Nell'ottobre 2024 è iniziato un restauro dell'edificio: verifica che il museo sia aperto prima di andarci.
Nel quartiere del bazar, a breve distanza dal museo di Mevlâna, la moschea di Aziziye è diversa da tutte le altre di Konya. Fu ricostruita dopo un incendio a partire dal 1872, con il contributo del sultano Abdülaziz e della madre Pertevniyal. Lo stile mescola influenze europee: si riconosce dai due minareti scanalati con balconi dalla forma insolita.
A una sessantina di chilometri da Konya, vicino a Çumra, Çatalhöyük è uno dei più importanti siti neolitici del mondo ed è patrimonio UNESCO dal 2012. Sulla collinetta orientale si trovano 18 livelli di abitato, datati circa tra il 7400 e il 6200 a.C. Le case erano addossate le une alle altre, senza strade: si entrava dal tetto. Qui sono state trovate pitture murali e statuette tra le più antiche conosciute. Gli scavi si visitano con il custode o una guida.
A circa 8 chilometri dal centro, Sille è un antico villaggio in una valle, con case in pietra, chiese e cappelle scavate nella roccia. Fino agli anni Venti del Novecento vi convivevano musulmani e cristiani greco-ortodossi. Il monumento principale è la chiesa di Aya Elena, restaurata e aperta alle visite: secondo la tradizione fu fondata nel 327 da Elena, madre dell'imperatore Costantino. È una meta da mezza giornata.
Chi prosegue verso la Cappadocia passa da Sultanhanı, sulla strada tra Konya e Aksaray. Qui sorge il caravanserraglio fatto costruire nel 1229 dal sultano Alâeddin Keykubad e ampliato nel 1278 dopo un incendio: è considerato il più grande caravanserraglio medievale della Turchia. Si visitano il portale scolpito, il cortile con la piccola moschea al centro e la grande sala coperta.
La cucina di Konya è sostanziosa, a base di carne e di pane cotto nel forno a legna. Il piatto simbolo è l'etli ekmek, una focaccia lunga e sottile con carne tritata. Il fırın kebabı è carne cotta a lungo nel forno, servita con pane e cipolla. Da provare anche la bamya çorbası, una zuppa acidula di gombo essiccato e carne di agnello, il tirit (carne e pane, con ricette che cambiano da un locale all'altro) e la pide con il formaggio locale. Per scoprire tutti i piatti leggi la guida alla cucina turca.
In treno: i treni ad alta velocità (YHT) collegano Konya ad Ankara in circa due ore e a Istanbul (stazioni asiatiche di Söğütlüçeşme, Bostancı e Pendik) in circa cinque ore. I biglietti si comprano sul sito e sull'app delle ferrovie turche TCDD; conviene prenotare in anticipo, soprattutto a dicembre e nei fine settimana.
In aereo: l'aeroporto di Konya è a circa 18 chilometri dalla città, con voli da Istanbul e alcuni collegamenti stagionali con l'Europa. Verifica rotte e frequenze secondo la stagione.
In autobus: ci sono collegamenti a lunga percorrenza con molte città, tra cui la Cappadocia e Antalya.
Il centro storico, tra il museo di Mevlâna e la collina di Alâeddin, si gira a piedi. Per il resto ci sono tram, autobus e taxi. Per Çatalhöyük e Sultanhanı servono un'auto, un taxi o un'escursione organizzata.
Konya è sull'altopiano, a circa mille metri di quota, con un clima continentale: estati calde e secche, inverni freddi, a volte con neve. I mesi migliori sono la primavera e l'inizio dell'autunno (vedi anche dove andare a ottobre). A dicembre fa freddo, ma lo Şeb-i Arus è l'occasione più intensa per vedere i dervisci: prenota treno, albergo e biglietti con largo anticipo.