Aggiornato a ottobre 2026
Efeso è uno dei siti archeologici più visitati della Turchia. Fu una grande città greca e poi romana, con un porto sul fiume Caistro. I detriti del fiume hanno spinto la costa verso ovest: oggi l'antico porto è a circa 5 km dal mare. Dal 2015 Efeso è nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Le rovine sono vicine alla cittadina di Selçuk, nella provincia di Izmir. Efeso fu anche una città chiave del primo cristianesimo: qui visse San Paolo e qui si tenne nel 431 il Concilio che proclamò Maria «Madre di Dio». Servono almeno un giorno pieno, meglio due o tre per vedere anche i dintorni.
Da non perdere: la Biblioteca di Celso, la via dei Cureti, il Grande Teatro, le case a terrazza, il Museo di Efeso a Selçuk, la Basilica di San Giovanni e il villaggio di Şirince. Periodo migliore: aprile, maggio, fine settembre e ottobre. D'estate fa molto caldo: conviene entrare all'apertura.
Il sito ha due ingressi, la Porta superiore (vicino all'Agorà di Stato) e la Porta inferiore (vicino al Teatro). Il biglietto vale per entrambi. Partendo dall'alto si visita quasi tutto in discesa. Non è permesso salire sui monumenti.
Entrando dall'alto si incontra l'Agorà di Stato, la piazza politica della città romana. Accanto c'è l'Odeon, un piccolo teatro coperto costruito verso il 150 d.C. da Publio Vedio Antonino e dalla moglie. Ospitava circa 1.500 persone.
La via dei Cureti scende dall'Agorà fino alla Biblioteca, tra fontane, statue e resti di negozi. Lungo la strada c'è il Tempio di Adriano, del II secolo, piccolo ed elegante, con un arco decorato. Vicino si trovano le latrine pubbliche romane, con i sedili di marmo ancora al loro posto.
Sul fianco della collina, lungo la via dei Cureti, ci sono le case a terrazza (Yamaçevler). Erano le abitazioni delle famiglie ricche, usate dal I secolo a.C. fino al VII secolo d.C. Oggi sono protette da una grande copertura e si visitano su passerelle e scale. Si vedono affreschi, mosaici e pavimenti in marmo. Serve un biglietto a parte, che si compra all'ingresso delle case. Non tutte le fonti concordano su quali Museum Pass le comprendano: se ne hai uno, chiedi alla cassa.
È il monumento simbolo di Efeso. La fece costruire Gaio Giulio Aquila in onore del padre, Tiberio Giulio Celso Polemeano, senatore e governatore romano. Celso è sepolto in un sarcofago sotto l'edificio, che era anche la sua tomba. La biblioteca conservava migliaia di rotoli. Un incendio del III secolo distrusse l'interno; la facciata a due piani che vediamo oggi è stata ricomposta dagli archeologi austriaci negli anni Settanta. Di fianco c'è la Porta di Mazeo e Mitridate, che porta all'Agorà commerciale.
Restauri: a fine 2024 l'Istituto archeologico austriaco ha annunciato un ampio intervento di conservazione sulla facciata, con conclusione prevista entro la fine del 2027. Durante i lavori ci possono essere impalcature in alcune parti.
L'Agorà commerciale era il grande mercato della città, circondato da portici. Poco oltre c'è il Grande Teatro, con circa 24.000 posti. Secondo gli Atti degli Apostoli qui si radunò la folla aizzata dall'argentiere Demetrio contro San Paolo, al grido di «Grande è l'Artemide degli Efesini».
Dal 2023, all'interno del sito, c'è l'Efes Deneyim Müzesi, un museo con proiezioni immersive che racconta la storia della città, con narrazione in più lingue. Secondo il sito ufficiale dei musei turchi l'ingresso è compreso nel biglietto di Efeso.
Tra Efeso e Selçuk si trova ciò che resta dell'Artemision, il tempio di Artemide, una delle sette meraviglie del mondo antico. Fu ricostruito più volte: quello di epoca arcaica fu finanziato in parte dal re Creso e bruciato nel 356 a.C., secondo la tradizione da Erostrato; poi fu ricostruito. Oggi resta un campo con le fondazioni e una sola colonna, rimontata con pezzi originali.
Sulle pendici del monte Koressos (Bülbüldağı), a circa 7 km da Selçuk, c'è la Meryem Ana Evi, la piccola casa in pietra dove secondo una tradizione avrebbe vissuto Maria. Fu individuata alla fine dell'Ottocento seguendo le visioni della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick. La Chiesa non si è mai pronunciata sulla sua autenticità, ma ne ha fatto un santuario: l'hanno visitata Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La frequentano pellegrini cristiani e musulmani. L'ingresso è a pagamento e non rientra nei Museum Pass. Non ci sono autobus di linea: si sale in taxi, in auto o con un'escursione. Il 15 agosto si celebra l'Assunta.
Sulla collina di Ayasuluk, sopra Selçuk, l'imperatore Giustiniano fece costruire nel VI secolo una grande basilica sulla tomba attribuita all'apostolo Giovanni. Oggi restano le basi, alcune colonne rialzate e il luogo della tomba. In cima alla collina c'è la fortezza, con torri e mura di epoca bizantina, selgiuchide e ottomana. Ai piedi della collina si trova la moschea di İsa Bey, del 1374-75, costruita per l'emiro İsa Bey della dinastia degli Aydınidi.
Selçuk è la base più comoda per visitare Efeso: è piccola, tranquilla e ha la stazione dei treni. Il Museo di Efeso, aperto nel 1964, conserva molti reperti del sito: le statue di Artemide (la «Grande» e la «Bella» Artemide), gli oggetti delle case a terrazza, il fregio d'avorio, le monete.
Sulle colline a circa 8 km da Selçuk c'è Şirince, un villaggio di case bianche e tetti di tegole, un tempo abitato da greci ortodossi. Dopo lo scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia vi arrivarono famiglie musulmane dalla zona di Salonicco. È famoso per i vini di frutta (mela, more, amarene) e per l'olio d'oliva. Nei fine settimana d'estate è molto affollato. Da Selçuk ci sono i minibus (dolmuş).
Kuşadası è la località di mare più vicina a Efeso. Nel porto attraccano molte navi da crociera, i cui passeggeri fanno spesso la visita di Efeso in mezza giornata. In città ci sono l'isolotto fortificato di Güvercinada, unito alla terraferma da una diga, e il caravanserraglio ottomano del 1618; a sud il parco nazionale della penisola di Dilek. Da Kuşadası partono anche i traghetti per l'isola greca di Samos, giornalieri in stagione e meno frequenti d'inverno: verifica orari e documenti prima di partire.
A sud di Efeso ci sono tre siti da visitare in una giornata, in auto o con un'escursione.
Nella zona si mangia la cucina egea, con verdure all'olio d'oliva, erbe e, a Kuşadası, pesce. Per scoprire tutti i piatti leggi la guida alla cucina turca.
In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Izmir Adnan Menderes, collegato con Istanbul e, in stagione, con diverse città europee: verifica rotte e frequenze.
In treno: i treni regionali delle ferrovie turche (TCDD) collegano Izmir con Selçuk; alcuni fermano alla stazione dell'aeroporto e il viaggio dura circa un'ora. Controlla gli orari prima di partire.
In crociera o in traghetto: le navi arrivano al porto di Kuşadası, a breve distanza in auto da Efeso.
Efeso si unisce facilmente in un itinerario con Pamukkale e Bodrum.
Da Selçuk a Efeso ci sono pochi chilometri: si va in taxi, in bici, a piedi o con i dolmuş, che fermano lungo la strada a pochi minuti a piedi dall'ingresso. I dolmuş collegano Selçuk anche con Kuşadası e con Şirince. Per la Casa della Vergine e per Priene, Mileto e Didima servono l'auto, il taxi o un'escursione organizzata.
I mesi migliori sono aprile, maggio, settembre e ottobre: clima mite, campagne verdi in primavera, meno folla. A luglio e agosto il caldo è molto forte e nel sito c'è poca ombra. In inverno può piovere, ma c'è meno gente.
Visite serali: nell'estate 2026 Efeso ha aderito alle aperture serali dei musei turchi, dal 1° giugno fino al 15 ottobre, in alcuni giorni della settimana. Date e biglietti cambiano ogni anno.