Aggiornato a ottobre 2026
Zanzibar è un arcipelago dell'Oceano Indiano, al largo della costa della Tanzania, di cui è una regione semiautonoma con un proprio governo. L'isola principale si chiama Unguja, ma tutti la chiamano semplicemente Zanzibar; la seconda è Pemba, più a nord, verde e poco turistica. Spiagge di sabbia bianchissima, lagune turchesi, barriere coralline e villaggi di pescatori ne fanno una delle mete di mare più amate dagli italiani, spesso abbinata a un safari in Tanzania o in Kenya.
Ma Zanzibar non è solo mare. Per secoli è stata uno dei grandi porti della costa swahili, crocevia di mercanti arabi, persiani e indiani; nell'Ottocento divenne la capitale dei sultani dell'Oman e il centro del commercio dei chiodi di garofano e, tragicamente, degli schiavi. Questa storia è scritta nei vicoli di Stone Town, patrimonio UNESCO, nelle sue porte di legno intagliate, nelle moschee, nei mercati e in una cucina profumata di spezie che ha dato all'isola il soprannome di «isola delle spezie».
Da non perdere: i vicoli, i mercati e il lungomare di Stone Town, le spiagge del nord a Nungwi e Kendwa, le lagune della costa est a Paje e Jambiani, lo snorkeling a Mnemba, le tartarughe giganti di Prison Island, i delfini di Kizimkazi, i colobi rossi della foresta di Jozani e un tour delle spezie. Periodi migliori: le stagioni secche, da giugno a ottobre e da dicembre a febbraio. Per entrare servono il visto e l'assicurazione di viaggio obbligatoria. Moneta: lo scellino tanzaniano, ma i dollari sono molto usati. Si guida a sinistra.
La città vecchia di Zanzibar City è un labirinto di vicoli stretti, case in pietra corallina con balconi di legno e grandi porte intagliate, moschee, templi indù e chiese. Si visitano il mercato di Darajani, il Forte Arabo, la cattedrale anglicana costruita sul luogo dell'ultimo mercato degli schiavi, il Museo del Palazzo dei sultani, i bagni persiani di Hamamni e la Old Dispensary. La sera, nei giardini di Forodhani sul lungomare, si cena con lo street food alla griglia. Leggi la guida a Stone Town.
Sulla punta settentrionale dell'isola, Nungwi è un villaggio di pescatori diventato una delle località più animate, famoso per i cantieri dove si costruiscono a mano i dhow, le barche a vela tradizionali, e per i tramonti sul mare. Poco più a sud, Kendwa ha una lunga spiaggia bianca dove la marea si ritira poco e si fa il bagno a quasi tutte le ore. Sono le zone più adatte a chi vuole nuotare senza dipendere dalle maree.
Lungo la costa nord-orientale si susseguono i villaggi e le spiagge di Matemwe, Pwani Mchangani e Kiwengwa, con molti resort e una barriera corallina al largo. Davanti a Matemwe si trova l'atollo di Mnemba, area marina protetta e uno dei posti migliori dell'isola per lo snorkeling, le immersioni e l'incontro con i delfini.
La costa orientale meridionale è il regno delle grandi lagune e delle maree, che con l'acqua bassa scoprono centinaia di metri di sabbia e di fondali. La penisola di Michamvi ha il raro privilegio di affacciarsi anche a ovest, sulla baia di Chwaka, e quindi sui tramonti. Paje è la capitale del kitesurf, mentre Jambiani è un lungo villaggio tranquillo, con le coltivazioni di alghe curate dalle donne del posto. In mezzo si trovano Bwejuu e Dongwe, con spiagge lunghissime e palmeti.
All'estremità meridionale dell'isola, Kizimkazi è conosciuta per le uscite in barca alla ricerca dei delfini e per una delle moschee più antiche dell'Africa orientale. Il tratto di mare davanti è un'area di conservazione marina, la baia di Menai, con isolotti e banchi di sabbia.
A breve distanza in barca dalla città, Prison Island (Changuu) ospita una colonia di tartarughe giganti di Aldabra e il vecchio edificio che le ha dato il nome. Le gite in barca toccano spesso anche i banchi di sabbia che emergono con la bassa marea, perfetti per un bagno e lo snorkeling.
Nel centro-sud dell'isola, la foresta di Jozani, parte del parco nazionale di Jozani-Chwaka Bay, protegge il colobo rosso di Zanzibar, una scimmia che vive solo qui, e ha una passerella tra le mangrovie. A nord di Stone Town si visitano le piantagioni dei tour delle spezie, dove si scoprono chiodi di garofano, cannella, noce moscata, pepe, vaniglia e cardamomo, e si assaggia la frutta tropicale.
La seconda isola dell'arcipelago, Pemba, è più collinare, verde e coltivata, con foreste, mangrovie e fondali apprezzati dai sub. Ha pochi alberghi e un turismo molto più tranquillo: si raggiunge con voli interni o in traghetto da Unguja.
Per scegliere dove dormire a Zanzibar bisogna conoscere le maree. Sulla costa est, da Matemwe a Jambiani, la differenza tra alta e bassa marea è molto forte: con l'acqua bassa il mare si ritira lontano e si cammina sui fondali tra stelle marine e pozze, ma per nuotare bisogna aspettare la risalita o allontanarsi in barca verso la barriera. Al nord, a Nungwi e soprattutto a Kendwa, il mare si ritira molto meno e si fa il bagno quasi sempre. Sulla costa est soffiano anche i venti stagionali, ideali per il kitesurf a Paje.
Tra le attività più amate ci sono lo snorkeling e le immersioni a Mnemba e sulla barriera, le uscite al tramonto in dhow, la pesca d'altura e le gite ai banchi di sabbia. Usa scarpette da scoglio: sui fondali ci sono ricci di mare e coralli. Per le uscite con i delfini scegli operatori che non inseguono gli animali.
La cucina di Zanzibar unisce sapori africani, arabi, persiani e indiani. Da provare il pilau, riso speziato, il biryani, il curry di pesce o di polpo al latte di cocco, il pesce alla griglia, gli spiedini mishkaki, i chapati e le samosa. A Stone Town lo street food di Forodhani propone la «pizza di Zanzibar», una sfoglia ripiena cotta sulla piastra, e l'urojo, una zuppa speziata. Da bere, il succo di canna da zucchero con zenzero e lime e il caffè speziato dei venditori ambulanti. Leggi la guida alla cucina di Zanzibar.
La cultura di Zanzibar è swahili e la grande maggioranza degli abitanti è musulmana. La musica più tipica è il taarab, nato dall'incontro tra melodie arabe, indiane e africane. A Stone Town si tengono ogni anno festival di musica e di cinema, mentre a Makunduchi, nel sud, si celebra il Mwaka Kogwa, il capodanno tradizionale. Durante il Ramadan la vita rallenta di giorno e molti locali chiudono fino al tramonto. Le date di festival e feste cambiano ogni anno: verificale prima di partire.
L'aeroporto internazionale Abeid Amani Karume si trova a pochi chilometri da Stone Town. Dall'Italia si vola in genere con uno scalo, per esempio nel Golfo Persico, in Africa orientale o in Europa; nella stagione invernale ci sono anche voli diretti stagionali. In alternativa si arriva da Dar es Salaam con un volo breve o con i traghetti veloci, e dagli aeroporti dei safari con voli interni: per questo è facile combinare qualche giorno di mare con un safari nei parchi della Tanzania.
Documenti e assicurazione obbligatoria. Per entrare in Tanzania, Zanzibar compresa, i cittadini italiani hanno bisogno di un visto. Conviene chiederlo online prima della partenza sul portale ufficiale dell'immigrazione tanzaniana, visa.immigration.go.tz, evitando i siti intermediari; il visto all'arrivo in aeroporto è ancora possibile, ma con tempi più lunghi. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno sei mesi e qualche pagina libera. Dal 1° ottobre 2024 chi entra a Zanzibar deve avere l'assicurazione di viaggio obbligatoria emessa dall'assicurazione pubblica di Zanzibar, da acquistare online sul portale ufficiale visitzanzibar.go.tz; dal 1° ottobre 2026 un'assicurazione analoga è obbligatoria anche per chi entra nella Tanzania continentale. Secondo le indicazioni diffuse finora ne basta una, scelta in base al primo punto d'ingresso, ma conviene verificarlo. Copre solo alcune emergenze: un'assicurazione sanitaria di viaggio completa resta consigliata. Visti, assicurazioni, vaccinazioni e moduli cambiano spesso: controlla la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
L'isola si gira con taxi e transfer, da concordare prima della corsa, con le escursioni organizzate o con l'auto a noleggio: si guida a sinistra, le strade secondarie sono lente e ci sono controlli frequenti, e per guidare può servire un permesso locale, da chiedere al noleggiatore. I dala-dala, i minibus locali, collegano Stone Town ai villaggi a prezzi bassissimi, ma sono lenti e affollati. Da Stone Town ci vuole circa un'ora per raggiungere le spiagge del nord o della costa sud-est.
Zanzibar è appena a sud dell'equatore e fa caldo tutto l'anno. Le stagioni dipendono dalle piogge e dai monsoni. Le piogge lunghe cadono tra marzo e maggio, con il picco ad aprile, quando alcune strutture chiudono; le piogge brevi arrivano tra novembre e inizio dicembre, di solito con acquazzoni che lasciano spazio al sole.
La stagione secca più fresca va da giugno a ottobre, con giornate soleggiate e il vento del monsone di sud-est sulla costa orientale; quella più calda va da dicembre a febbraio, con mare spesso calmo e il vento di nord-est. Entrambe sono alta stagione, e luglio-agosto e le feste di fine anno sono i periodi più cari. Per altre idee leggi dove andare a dicembre, dove andare a gennaio e dove andare a Capodanno.