Aggiornato a ottobre 2026
Palinuro e Marina di Camerota sono le due località di mare più conosciute del Cilento meridionale, in provincia di Salerno, dentro il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le separano circa 8 chilometri di costa: in mezzo c'è la foce del fiume Mingardo con il suo famoso Arco Naturale. Palinuro è una frazione del comune di Centola e sorge sul promontorio di Capo Palinuro; Marina di Camerota è la frazione più popolosa del comune di Camerota, il cui borgo antico sta sulla collina alle spalle.
È una costa di falesie calcaree, grotte marine e calette raggiungibili solo in barca o a piedi, con acque molto limpide. A sud di Marina di Camerota comincia l'area marina protetta con Cala Bianca e la baia degli Infreschi. Per un quadro d'insieme leggi la guida al Cilento.
Da non perdere: il giro in barca delle grotte di Capo Palinuro con la Grotta Azzurra, l'Arco Naturale alla foce del Mingardo, Cala Bianca e la baia degli Infreschi, il sentiero costiero da Marina di Camerota, il borgo di Camerota. Periodo migliore: giugno e settembre. In agosto la zona è tra le più affollate del Cilento.
Capo Palinuro è un promontorio roccioso che si allunga per circa 2 chilometri nel Tirreno, tra il golfo di Velia e quello di Policastro. Il nome viene dall'Eneide di Virgilio: nel libro V Palinuro, il timoniere di Enea, è vinto dal dio Sonno e cade in mare; raggiunta la costa, viene ucciso dagli abitanti. Nel libro VI Enea ne incontra l'ombra negli Inferi, presso gli approdi della vicina Velia, e la Sibilla gli promette che il luogo porterà per sempre il suo nome.
Sul capo si trovano il faro, costruito nell'Ottocento a circa 200 metri di quota, resti di fortini e una stazione meteorologica. Sulle pareti rocciose cresce la primula di Palinuro, una pianta rara che vive solo su pochi tratti della costa tirrenica meridionale ed è il simbolo del Parco. Il paese ha un piccolo Antiquarium con reperti degli scavi della zona, tra cui materiali della necropoli antica: verifica le aperture prima di andare.
Il promontorio è traforato da numerose grotte marine, alcune visitabili in barca, altre solo con immersioni subacquee. La più famosa è la Grotta Azzurra: la luce del sole entra da un'apertura sotto il livello del mare e accende l'acqua di un azzurro intenso, più vivo nelle ore centrali della giornata. Il giro classico tocca anche la Grotta d'Argento, dai riflessi argentei, la Grotta del Sangue, con le pareti rossastre per gli ossidi di ferro, la Grotta dei Monaci, con stalagmiti che ricordano frati in preghiera, e la grotta sulfurea vicino a Cala Fetente, dove si sente l'odore di zolfo delle sorgenti.
Le barche partono dal porto di Palinuro, sul lato nord del capo. Con mare mosso l'ingresso nelle grotte può essere sospeso; durata e partenze cambiano secondo il periodo.
Sul versante di Palinuro che guarda il golfo di Policastro, alla foce del fiume Mingardo, si alza l'Arco Naturale, un grande arco di roccia calcarea scolpito dal mare, uno dei paesaggi più fotografati della Campania. Accanto si stende la lunga spiaggia del Mingardo, che prosegue per alcuni chilometri verso Marina di Camerota.
Avviso (ottobre 2026): l'arco è fragile. Dopo un crollo parziale nel 2007 l'accesso è stato a lungo vietato o limitato e nel novembre 2022 sono partiti lavori di consolidamento. Secondo la stampa dell'agosto 2026 la spiaggia è stata riaperta ai bagnanti, ma la situazione può cambiare: rispetta cartelli e transenne.
Tra il porto e la Grotta Azzurra si apre la baia del Buondormire, una spiaggia chiusa tra le falesie e la macchia, con acqua molto trasparente. Vicino c'è lo scoglio detto «del Coniglio» per la sua forma.
Avviso (ottobre 2026): da alcuni anni la spiaggia è interdetta per rischio di caduta massi, e secondo la stampa lo era ancora nell'estate 2026. Si vede dal mare durante il giro in barca.
Marina di Camerota è un paese di mare con un porto turistico da cui partono le barche verso le calette a sud. Vicino al centro ci sono le spiagge sabbiose della Calanca, a fondale basso e adatta ai bambini, e della Marina delle Barche; a circa un chilometro c'è Lentiscelle, di ciottoli, da cui parte il sentiero costiero. Lungo la costa restano diverse torri di avvistamento costruite contro le incursioni dei pirati.
Nelle grotte calcaree di Camerota sono stati trovati importanti reperti del Paleolitico. Verso Lentiscelle si incontrano la Grotta della Cala, l'unica attrezzata per le visite, e la Grotta della Serratura, dalla forma curiosa.
A sud di Marina di Camerota la costa diventa selvaggia. Cala Bianca è una caletta di ciottoli chiarissimi sotto le pareti rocciose; nel 2013 è stata votata «spiaggia più bella d'Italia» in un concorso di Legambiente. Più avanti si trova la baia degli Infreschi, un porto naturale riparato usato per secoli come rifugio dalle barche, con la piccola cappella di San Lazzaro. Il nome viene dalle sorgenti di acqua dolce che sgorgano anche sott'acqua e rinfrescano il mare. Non ci sono servizi: porta acqua, cibo e scarpe da scoglio.
Questo tratto fa parte dell'Area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, istituita nel 2009 e gestita dall'Ente Parco: circa 14 chilometri di costa dalla Torre dello Zancale, a Marina di Camerota, fino a Scario. Nella zona A la balneazione è vietata, le moto d'acqua sono vietate ovunque e navigazione e ancoraggio sono regolati. Le regole aggiornate sono sulla pagina dell'Area marina protetta del Parco.
Avviso (2026): d'estate l'accesso alla spiaggia degli Infreschi è contingentato, con un numero massimo di persone e un tempo di permanenza limitato; nel 2026 il Parco ha anche fissato un tetto alle barche a noleggio nell'area protetta. Chiedi le regole in vigore al porto di Marina di Camerota.
Alle spalle della costa, Camerota è un borgo medievale arroccato in collina, con i resti del castello (mura, torri e fossato) e diverse chiese antiche, tra cui San Daniele, Santa Maria delle Grazie e San Nicola. Nel 1552 il paese fu saccheggiato dai turchi del corsaro Dragut; dopo quell'attacco lungo la costa furono costruite o restaurate molte torri di vedetta.
Lungo i sentieri l'acqua manca: parti presto, con scorte e protezione dal sole.
La cucina è quella del Cilento: pesce azzurro, verdure, legumi e l'olio extravergine Cilento DOP. Nel mare della vicina Pisciotta si pescano di notte le alici di menaica, con un'antica rete che dà il nome al prodotto, presidio Slow Food; tipici anche i fichi bianchi del Cilento DOP, venduti essiccati.
In treno: sulla linea Battipaglia-Reggio Calabria ci sono due stazioni vicine. Pisciotta-Palinuro è a circa 8 chilometri da Palinuro; Centola-Palinuro-Marina di Camerota si trova nella frazione San Severino di Centola. Fermano treni regionali e, secondo il periodo, alcuni treni a lunga percorrenza. Dalle stazioni servono un autobus locale, poco frequente fuori stagione, o un taxi: verifica orari e collegamenti prima di partire.
In auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Battipaglia e si segue la SS 18 attraverso il Cilento, poi si scende verso la costa in direzione di Centola e Palinuro. Le strade sono tortuose e i tempi di percorrenza più lunghi di quanto suggeriscano i chilometri. Tra Palinuro e Marina di Camerota la strada costiera attraversa il Mingardo vicino alla foce.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono Salerno Costa d'Amalfi e Napoli, poi si prosegue in treno o in auto.
Senza auto ci si muove con gli autobus locali. Le calette più belle si raggiungono via mare: dai porti di Palinuro e Marina di Camerota partono gite, trasporti alle spiagge e noleggi di piccole barche. In agosto i parcheggi si riempiono presto.
I mesi migliori sono giugno e settembre: mare caldo, barche in servizio e meno folla. In agosto spiagge e parcheggi sono pieni. Primavera e autunno sono ideali per i sentieri. Per altre idee leggi dove andare a giugno e dove andare a settembre.