Aggiornato a ottobre 2026
Le Cinque Torri sono un gruppo di guglie di roccia che si alzano isolate dai prati sopra Cortina d'Ampezzo, tra la strada del Passo Falzarego e il Passo Giau. Non sono montagne altissime, ma la loro forma, con torri in parte spezzate e crollate, le rende una delle immagini più riconoscibili delle Dolomiti. Secondo il sito turistico ufficiale di Cortina sono ciò che resta di un enorme crollo preistorico del vicino Monte Averau.
Da più di un secolo le Cinque Torri sono una palestra di arrampicata, legata alle guide alpine di Cortina e agli "Scoiattoli", il gruppo di rocciatori ampezzani. Durante la Prima guerra mondiale ospitarono le retrovie e le batterie dell'artiglieria italiana, puntate contro le postazioni austriache del Lagazuoi e del Sass de Stria: le trincee restaurate fanno oggi parte di un museo all'aperto. Con la seggiovia e i rifugi a due passi, la zona è adatta sia a passeggiate tranquille sia a escursioni più lunghe verso il Nuvolau e l'Averau.
Ideale per: famiglie e camminatori che vogliono un giro facile in alta quota, appassionati di storia della Grande Guerra, arrampicatori, fotografi; d'inverno sciatori e chi cammina con le ciaspole. Da vedere: il giro tra le torri, le trincee e le postazioni italiane restaurate, il rifugio Nuvolau con la sua vista, il Passo Giau. Periodo più piacevole: da fine giugno a metà settembre; d'inverno da dicembre a marzo.
La passeggiata più classica è il giro ad anello attorno alle torri, che parte dal rifugio Scoiattoli (2.255 metri), all'arrivo della seggiovia, e si snoda tra prati, massi e piccoli passaggi tra una guglia e l'altra. Il sentiero passa anche tra la Torre Quarta Alta e la Torre Quarta Bassa, in una sorta di stretta galleria naturale, e costeggia la Torre Grande, la più imponente del gruppo. È un percorso senza difficoltà tecniche, adatto anche ai bambini abituati a camminare, ma su terreno di montagna, a tratti sassoso: servono comunque scarpe da escursionismo. In poche ore si può combinare con la visita alle trincee e con una sosta in uno dei rifugi della zona.
Sul lato nord delle torri si trova il tratto del museo all'aperto della Grande Guerra dedicato alle postazioni italiane: trincee, camminamenti, ricoveri e piazzole d'artiglieria restaurati, con pannelli che spiegano gli avvenimenti. Da qui i cannoni italiani colpivano le linee austriache sul Lagazuoi e il Forte Tre Sassi, al Passo Valparola, che fu danneggiato già nelle prime settimane di guerra. Il rifugio Cinque Torri (2.137 metri), inaugurato nel 1904 per gli alpinisti che frequentavano le pareti, durante il conflitto fu sede del comando della Brigata Reggio. Il museo fa parte dello stesso sistema di percorsi che comprende il Lagazuoi, il Sass de Stria e il Forte Tre Sassi, ed è visitabile liberamente.
Le pareti delle Cinque Torri, in dolomia stratificata, offrono vie di ogni difficoltà, con altezze fino a circa 150 metri: per questo sono considerate una palestra storica, dove le guide di Cortina hanno cominciato a insegnare l'arrampicata ai clienti, prima sui massi e poi sulle pareti più alte. Nelle giornate d'estate è normale vedere cordate impegnate sulle torri, anche dal sentiero. Chi non ha esperienza può rivolgersi alle guide alpine della zona per un'uscita accompagnata; chi arrampica in autonomia trova le relazioni delle vie sulle guide specializzate.
Dalle Cinque Torri un sentiero sale verso la forcella tra l'Averau e il Nuvolau, con il rifugio Averau, e poi fino al rifugio Nuvolau, a 2.575 metri, costruito nel 1883 come primo rifugio della valle d'Ampezzo, quasi distrutto durante la guerra e ricostruito nel 1930. La posizione, su un cocuzzolo isolato, regala uno dei panorami più ampi sulle Dolomiti ampezzane e bellunesi. La salita è più impegnativa del giro delle torri e richiede allenamento; la cima dell'Averau si raggiunge invece con una via ferrata, solo con esperienza e attrezzatura adeguate. Un anello classico parte dal Passo Giau e tocca i rifugi Scoiattoli, Averau e Nuvolau: il sito turistico di Cortina lo indica come escursione per esperti, di circa cinque ore.
D'inverno le Cinque Torri fanno parte del comprensorio sciistico di Cortina e sono collegate con il Passo Falzarego e il Lagazuoi; la zona è una tappa del Giro sciistico della Grande Guerra. Tra le torri innevate si cammina anche con le ciaspole, su itinerari segnalati dal consorzio turistico di Cortina che partono dalla zona di Bai de Dones. I rifugi della zona aprono in genere anche nella stagione invernale, con periodi che cambiano di anno in anno.
La partenza principale è Bai de Dones, lungo la strada che da Cortina sale al Passo Falzarego, dove c'è il parcheggio della seggiovia che porta al rifugio Scoiattoli. In alternativa si può lasciare l'auto a Cortina e salire con la cabinovia Cortina Skyline, che collega la zona di Pocol (stazione di Son dei Prade) con Bai de Dones in circa un quarto d'ora, passando per la stazione intermedia di Cianzopè; funziona anche d'estate e trasporta le biciclette. La strada sterrata che sale al rifugio Cinque Torri è a traffico regolamentato, aperta alle auto private solo in alcune fasce orarie: verificate le regole in vigore prima di partire. Cortina non ha stazione ferroviaria: si arriva con gli autobus di linea dalle stazioni del Cadore e della Val Pusteria.
D'estate le linee di Dolomiti Bus servono i passi intorno a Cortina; nell'estate 2026 è stata introdotta anche una linea Cortina–Passo Giau–Pescul. Combinando bus, cabinovia e seggiovia si possono fare escursioni da un punto all'altro senza dover tornare all'auto, per esempio salendo dal Passo Giau e scendendo a Bai de Dones o a Cianzopè. Orari e periodi di servizio cambiano ogni anno e le corse estive terminano in genere a inizio settembre: controllateli prima di organizzare la giornata. I parcheggi alle partenze, nelle settimane di agosto, si riempiono presto.
La stagione migliore per camminare va da fine giugno a metà settembre: il rifugio Cinque Torri, per esempio, apre di solito da metà giugno a fine settembre, ma le date di rifugi e impianti cambiano ogni anno. Luglio e agosto sono i mesi più frequentati, con il rischio di temporali nel pomeriggio; settembre offre spesso giornate limpide e meno gente. Tra metà ottobre e dicembre, e di nuovo in primavera, impianti e rifugi restano in gran parte chiusi. D'inverno la zona è aperta agli sciatori e a chi cammina con le ciaspole. Se state scegliendo il periodo, date un'occhiata anche a dove andare a luglio.