Aggiornato a ottobre 2026
L'Île aux Nattes, in malgascio Nosy Nato, è un piccolo isolotto tropicale al largo della costa orientale del Madagascar, separato dalla punta meridionale di Sainte-Marie (Nosy Boraha) da un braccio di mare molto stretto. Non ci sono strade né automobili: ci si sposta a piedi lungo i sentieri che attraversano la vegetazione e uniscono le spiagge, i piccoli villaggi e le case per ospiti. È il posto che molti scelgono per qualche giorno di riposo vero dopo un itinerario impegnativo nell'interno dell'isola.
Secondo la spiegazione più diffusa, il nome malgascio deriva dal nanto, un albero dal legno duro un tempo abbondante sull'isola, mentre quello francese sarebbe nato da una trascrizione errata dell'Ottocento, che lo ha trasformato in "isola delle trecce". Oggi l'Île aux Nattes vive di pesca, di piccola agricoltura e di un turismo fatto di bungalow sulla spiaggia. Si abbina in modo naturale a Sainte-Marie, di cui è di fatto un'appendice, e d'estate australe alla stagione delle balene megattere.
Ideale per: chi cerca mare, silenzio e ritmi lenti, senza traffico e senza grandi strutture. Da vedere: le spiagge del nord, il giro dell'isola a piedi, il faro all'estremità meridionale, i villaggi dell'interno, la barriera corallina e, nella stagione giusta, le balene. Periodo più piacevole: da agosto a novembre, quando piove meno; da luglio a settembre per le balene.
L'isola è orlata di spiagge di sabbia chiara con palme da cocco e lagune poco profonde, protette verso il largo dalla barriera corallina. Le più belle, secondo chi la conosce bene, sono quelle del nord, di fronte a Sainte-Marie, dove si trova anche la maggior parte dei bungalow. Sul lato esposto all'oceano il mare può essere più mosso e le correnti più forti: prima di fare il bagno lontano dalla riva chiedete sempre a chi vive sull'isola. Fuori dalla stagione delle balene capita spesso di avere un tratto di spiaggia quasi tutto per sé.
Il modo migliore per conoscere l'Île aux Nattes è percorrerla a piedi. Il giro completo richiede qualche ora, circa tre con calma, e conviene farlo con la bassa marea, perché in alcuni punti bisogna guadare o attraversare tratti d'acqua. I sentieri non sono asfaltati e passano tra palme, bananieri, piccoli orti e villaggi di case in legno e foglie. Partite al mattino presto, portate acqua, cappello e scarpe che si possano bagnare, e informatevi sugli orari delle maree prima di partire.
All'estremità meridionale dell'isola si trova un piccolo faro, meta classica della passeggiata attraverso l'interno. Dalla zona del faro lo sguardo spazia sull'oceano aperto e, nelle giornate limpide, verso la costa di Sainte-Marie. Non è un monumento da visitare con biglietto e orari, ma un punto di riferimento per orientarsi e una buona scusa per attraversare l'isola da nord a sud. Se l'accesso alla torre è possibile dipende dalle condizioni del momento: chiedete sul posto.
Al centro dell'isola si trovano i piccoli villaggi in cui vivono gli abitanti, che hanno conservato tradizioni e ritmi malgasci. Lungo i sentieri si incontrano pescatori che rientrano con le piroghe, bambini che vanno a scuola e piccoli banchi di frutta. È un ambiente molto semplice, dove la discrezione è d'obbligo: chiedete il permesso prima di fotografare le persone e le case, e vestitevi in modo sobrio quando lasciate la spiaggia. L'isola è nota anche per un'orchidea dai grandi fiori rosa, chiamata "regina del Madagascar", che si può notare nella vegetazione.
Le acque intorno all'Île aux Nattes sono calde e trasparenti, e oltre la laguna si trova una barriera corallina ricca di vita. Lo snorkeling si fa sia dalla riva, nelle giornate calme, sia con brevi uscite in piroga o in barca organizzate dai bungalow o dai pescatori. Per le immersioni con bombole ci si appoggia ai centri di Sainte-Marie. Usate una crema solare rispettosa dei coralli, non toccate né calpestate il reef e non date da mangiare ai pesci.
Ogni anno, indicativamente da luglio a settembre, le balene megattere risalgono dall'Antartide per riprodursi e partorire nelle acque calme del canale tra Sainte-Marie e la costa del Madagascar. Dalle spiagge dell'Île aux Nattes capita di vederle saltare al largo, e dai bungalow o da Sainte-Marie partono uscite in barca dedicate all'osservazione. Scegliete operatori locali che rispettino le regole di avvicinamento agli animali e che dispongano di giubbotti di salvataggio per tutti. Per scegliere il periodo, la guida su dove andare a luglio può essere un buon punto di partenza.
Per arrivare all'Île aux Nattes bisogna prima raggiungere Sainte-Marie. La via più semplice è l'aereo: l'isola ha un piccolo aeroporto nella parte meridionale, servito da Madagascar Airlines con voli da Antananarivo e inserito nel programma di nuove rotte regionali avviato all'inizio del 2026 tra Toamasina, Sainte-Marie e altre città del nord-est. La compagnia ha anche annunciato la ripresa, da metà dicembre 2026, di un collegamento La Réunion - Sainte-Marie - Antananarivo. L'alternativa è via terra fino a Soanierana-Ivongo, a nord di Toamasina, e poi in battello fino a Sainte-Marie. Dalla spiaggia a sud-ovest della pista dell'aeroporto, o dalla punta sud dell'isola, le piroghe dei barcaioli attraversano il braccio di mare in pochi minuti: il prezzo si contratta sul posto e molti bungalow organizzano il trasferimento.
Sull'Île aux Nattes si va a piedi: non ci sono auto né moto, e i sentieri collegano i villaggi, le spiagge e le strutture. Per tornare su Sainte-Marie, per esempio per andare in paese, al cimitero dei pirati o alle spiagge del versante occidentale, si riprende la piroga e poi si usano i tuk-tuk, i taxi o gli scooter a noleggio disponibili sull'isola principale. Le uscite in mare, per lo snorkeling o le balene, si organizzano con i bungalow o direttamente con i piroghieri. Con il mare grosso o la pioggia forte le traversate possono essere sospese: tenetene conto il giorno del volo.
La costa orientale del Madagascar è la più piovosa del Paese e a Sainte-Marie la pioggia può arrivare in qualunque mese. Da novembre ad aprile il clima è più caldo e umido, con il picco delle piogge in genere intorno a marzo; è anche la stagione dei cicloni, che possono colpire la costa est e interrompere voli e traversate. Da giugno a settembre l'aria è più fresca e il mare un po' meno caldo, ed è la stagione delle balene. I mesi tra agosto e novembre sono di solito i meno piovosi: vedi anche dove andare a ottobre.