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Toamasina (Tamatave) e il canale delle Pangalanes

Aggiornato a ottobre 2026

Una piroga di legno scivola sull'acqua calma del canale delle Pangalanes, tra rive coperte di palme, ravenale e vegetazione tropicale sotto un cielo nuvoloso

Toamasina, ancora oggi chiamata spesso con il nome francese Tamatave, è il principale porto del Madagascar e la porta del Paese verso l'Oceano Indiano. Una barriera corallina davanti alla costa forma un porto naturale che ne ha fatto, fin dall'epoca coloniale francese, lo sbocco al mare della capitale e degli altopiani. È una città vivace e commerciale, con viali ampi, edifici coloniali, un grande mercato e un lungomare dove la sera si passeggia; per molti viaggiatori è soprattutto una tappa tra Antananarivo, le foreste dell'est e l'isola di Sainte-Marie.

A sud della città comincia il canale delle Pangalanes, una lunga via d'acqua che collega lagune, laghi e fiumi parallelamente alla costa, separata dall'oceano da una sottile striscia di terra. In gran parte fu scavato in epoca coloniale, all'inizio del Novecento, per evitare la navigazione pericolosa in mare aperto. Oggi è percorso da piroghe, chiatte e barche a motore e permette di raggiungere villaggi di pescatori, riserve con i lemuri e piccoli lodge sulle rive dei laghi. Chi parte ora deve sapere che a febbraio 2026 la città è stata colpita duramente dal ciclone Gezani: la ricostruzione è in corso e conviene verificare lo stato dei servizi prima di partire.

In breve

Ideale per: chi attraversa l'est del Madagascar e vuole aggiungere qualche giorno sull'acqua, tra laghi, lemuri e villaggi. Da vedere: il mercato Bazary Be, il lungomare, il parco di Ivoloina, la spiaggia di Foulpointe e, lungo le Pangalanes, il Palmarium e Manambato. Periodo più piacevole: da settembre a novembre, i mesi in genere meno piovosi; evitate il cuore della stagione dei cicloni.

Cosa vedere e cosa fare

Il centro e il mercato Bazary Be

Il cuore commerciale della città è il Bazary Be, il grande mercato centrale, dove si trovano pesce, frutta, spezie, tessuti, cesteria e artigianato. È il posto migliore per farsi un'idea della vita quotidiana della costa est e per comprare spezie e oggetti intrecciati. Intorno al mercato e lungo i viali del centro si vedono ancora edifici dell'epoca coloniale, alcuni restaurati e altri in cattive condizioni, e la cattedrale di San Giuseppe, sede dell'arcidiocesi. Il mercato è affollato: tenete d'occhio borse e telefoni.

Il lungomare e il porto

Il lungomare, con il boulevard Joffre e la zona affacciata sul porto, è il luogo della passeggiata di fine giornata, quando fa meno caldo e la città si anima. Da qui si vedono le navi in rada, le barche dei pescatori e i banchi di pesce e frutti di mare. Dopo il ciclone del 2026 alcune strutture affacciate sul mare potrebbero essere ancora chiuse o in ricostruzione. Per fare il bagno, più che le spiagge cittadine, si scelgono di solito quelle a nord della città.

Il parco di Ivoloina

A una dozzina di chilometri a nord del centro si trova il Parc Ivoloina, un parco zoologico e una stazione forestale gestiti dal Madagascar Fauna and Flora Group, un'organizzazione per la conservazione. Il piccolo zoo ospita lemuri, rettili e anfibi, ospiti di programmi di riproduzione o animali sequestrati al commercio illegale, mentre alcune specie di lemuri vivono in libertà nella foresta. Ci sono sentieri, un lago dove osservare gli uccelli e un centro di educazione ambientale. Si raggiunge in taxi o in tuk-tuk; verificate sul posto orari e condizioni dopo il ciclone.

Foulpointe e la costa a nord

Risalendo la costa verso nord, Foulpointe è la località balneare più frequentata dagli abitanti di Toamasina: una laguna protetta da una barriera corallina offre acque calme adatte al bagno. Vicino al paese restano le mura del forte Manda, costruito all'epoca del re Radama I. Più a nord si incontrano altre spiagge e villaggi, come Mahambo, sulla strada che conduce verso l'imbarco per Sainte-Marie. Nei fine settimana Foulpointe può essere affollata.

Il canale delle Pangalanes

Navigare sulle Pangalanes è il modo più bello per vedere la costa orientale da vicino: la barca segue canali stretti tra la vegetazione e poi si apre su laghi ampi, passando accanto a villaggi di pescatori, nasse, piroghe e rive coperte di palme e ravenale, l'"albero del viaggiatore". Il tratto più frequentato dai viaggiatori è quello a sud di Toamasina, verso i laghi Ampitabe e Rasoabe. Le escursioni partono dalla stazione fluviale di Toamasina o dai villaggi sui laghi e si organizzano con le strutture sulle rive o con operatori locali: chiedete sempre giubbotti di salvataggio e verificate le condizioni meteo.

Il Palmarium (Ankanin'ny Nofy)

Sulla penisola di Ankanin'ny Nofy, il "nido dei sogni", tra il lago Ampitabe e l'oceano, si trova il Palmarium, una riserva privata nata come giardino botanico, con una ricca collezione di palme endemiche del Madagascar. Vi vivono in libertà una decina di specie di lemuri, alcune introdotte, tra cui indri, sifaka e varecia, molto abituati alla presenza delle persone. Con un'escursione notturna su una piccola isola vicina si può osservare l'aye-aye, difficile da vedere in natura. Si arriva solo in barca: per questo conviene prenotare in anticipo trasporto e alloggio.

Manambato e il lago Rasoabe

Manambato è un villaggio sulle rive del lago Rasoabe, un lago d'acqua dolce lungo il percorso delle Pangalanes, separato dal mare da una stretta lingua di terra. È un buon punto di partenza per raggiungere in barca il Palmarium e per le escursioni sui canali verso Andevoranto, e quando il vento è favorevole sul lago si pratica il kitesurf. Si raggiunge con una deviazione dalla strada nazionale 2 dopo Brickaville, su una pista che nella stagione delle piogge può diventare quasi impraticabile senza un 4x4.

Come arrivare

Toamasina ha un piccolo aeroporto vicino alla città, con voli interni di Madagascar Airlines da Antananarivo ed è inclusa nel programma di nuove rotte regionali avviato all'inizio del 2026 verso Sainte-Marie e le città del nord-est; orari e frequenze cambiano spesso. Via terra la città è collegata alla capitale dalla strada nazionale 2 (RN2), che passa per la foresta di Andasibe-Mantadia: con i taxi-brousse il viaggio dura gran parte della giornata, a seconda delle soste e dello stato della strada. La ferrovia tra la capitale e Toamasina esiste, ma il servizio passeggeri è irregolare: non contateci senza averlo verificato. Da Toamasina si prosegue verso nord per l'imbarco per Sainte-Marie e l'Île aux Nattes.

Come muoversi

In città ci si sposta con i pousse-pousse, i tradizionali risciò a trazione umana, con i tuk-tuk per le brevi distanze e con i taxi per i tragitti più lunghi; il prezzo si concorda prima di salire. Per Ivoloina e Foulpointe si possono usare taxi o taxi-brousse, mentre per le Pangalanes servono una barca e, per arrivare a Manambato, un'auto con autista. Evitate di spostarvi fuori città dopo il tramonto: le strade sono poco illuminate e nelle aree rurali di notte aumenta il rischio di rapine.

Quando andare

Toamasina ha un clima tropicale umido, caldo tutto l'anno e molto piovoso. I mesi più umidi sono in genere tra febbraio e aprile, mentre tra settembre e novembre piove di meno: è il periodo più indicato per la navigazione sulle Pangalanes. Da novembre ad aprile è la stagione dei cicloni, che possono colpire direttamente la costa, come è successo con Gezani a febbraio 2026. Da luglio a settembre, al largo dell'est, è la stagione delle balene, da abbinare a Sainte-Marie. Per idee sul periodo, vedi la guida su dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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