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Ouarzazate e lo ksar di Aït-Ben-Haddou: la porta del sud del Marocco

Aggiornato a ottobre 2026

Lo ksar di Aït-Ben-Haddou al tramonto, case e torri di terra cruda color ocra arroccate su una collina, con il letto del fiume in primo piano e le montagne aride sullo sfondo

Ouarzazate è la città che si incontra scendendo dall'Alto Atlante verso il sud del Marocco, dopo il passo del Tizi n'Tichka: un centro moderno e ordinato, su un altopiano arido, che fa da snodo tra le montagne, la valle del Dades e le gole del Todra a est e la valle del Draa a sud. La chiamano spesso "la porta del deserto" e "la Hollywood del Marocco", perché da decenni i suoi paesaggi e i suoi studi cinematografici ospitano set di film e serie internazionali.

A nord-ovest della città, lungo la valle dell'Ounila, sorge lo ksar di Aït-Ben-Haddou, un villaggio fortificato di terra cruda iscritto nel 1987 nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO e diventato una delle immagini più famose del paese. Ouarzazate e Aït-Ben-Haddou sono una tappa quasi obbligata di chi va da Marrakech verso il Sahara: molti ci passano solo una notte, ma la zona merita almeno una giornata piena, meglio due se si vuole vedere lo ksar all'alba e al tramonto.

In breve

Ideale per: chi attraversa il sud del Marocco in auto o in tour, gli appassionati di architettura in terra cruda e di cinema, chi vuole spezzare il viaggio tra Marrakech e il deserto. Da vedere: lo ksar di Aït-Ben-Haddou, la kasbah di Taourirt, gli studi cinematografici e il museo del cinema, la strada del Tizi n'Tichka e la kasbah di Telouet. Periodo più piacevole: primavera e autunno, con giornate miti e notti fresche.

Cosa vedere e cosa fare

Lo ksar di Aït-Ben-Haddou

Lo ksar è un insieme compatto di case, granai e kasbah di terra e paglia che sale lungo il fianco di una collina, sulla riva dell'Ounila, sull'antica via carovaniera che univa il Sahara a Marrakech attraverso l'Atlante. L'UNESCO lo considera un esempio eccezionale dell'architettura tradizionale del sud del Marocco. L'ingresso al villaggio è libero: si entra attraversando il fiume, di solito asciutto per gran parte dell'anno, oppure dal passaggio pedonale, che però dopo le piogge può essere danneggiato o chiuso. Alcune case e kasbah all'interno sono aperte come piccoli "musei" privati e chiedono un contributo per la visita. La salita fino al granaio in cima alla collina è breve ma su gradini irregolari e a tratti scivolosi: servono scarpe comode. Dall'alto si vede tutta la valle, con il villaggio moderno sull'altra riva e le montagne intorno.

Qui sono state girate scene di molti film e serie, tra cui "Il gladiatore", "La mummia", "Prince of Persia" e "Il trono di spade". Oggi lo ksar è abitato da poche famiglie e ospita soprattutto botteghe e case per ospiti: per questo conviene arrivare presto la mattina o nel tardo pomeriggio, quando i gruppi in gita da Marrakech sono già ripartiti. La luce migliore per le foto è all'alba e al tramonto, dalla riva opposta.

Lo ksar e il terremoto del 2023

Il terremoto dell'Alto Atlante del settembre 2023 ha colpito anche Aït-Ben-Haddou, ma in modo molto più lieve rispetto ad altri siti. Secondo i rapporti presentati al Comitato del Patrimonio mondiale, gli edifici restaurati con tecniche tradizionali hanno retto bene; sono però crollati il granaio collettivo in cima alla collina e parte delle torri del suo recinto, e alcune costruzioni già in rovina si sono ulteriormente degradate. Restauri e consolidamenti sono previsti, ma senza un calendario preciso: è possibile trovare zone transennate o cantieri, quindi verificate sul posto quali parti sono accessibili.

La kasbah di Taourirt

Nel centro di Ouarzazate, la kasbah di Taourirt è un grande complesso di terra cruda con torri decorate, cortili e stanze di rappresentanza. Era una delle residenze della famiglia Glaoui, i potenti signori dell'Atlante che controllavano le vie tra Marrakech e il sud nella prima metà del Novecento. Una parte è visitabile e restaurata, con stanze dai soffitti dipinti e terrazze sulla valle; il resto, ancora abitato o in rovina, si percorre dall'esterno, lungo i vicoli intorno. Ospita anche spazi per mostre ed eventi culturali.

Gli studi cinematografici e il museo del cinema

Ouarzazate ha alcuni studi cinematografici, il più noto dei quali si trova alla periferia della città, lungo la strada per Marrakech, ed è visitabile con un percorso guidato tra scenografie e set di produzioni internazionali, in gran parte di ambientazione storica. Di fronte alla kasbah di Taourirt c'è invece il museo del cinema, più piccolo, con set, oggetti di scena, locandine e vecchie macchine da presa. Sono visite leggere, adatte anche a chi viaggia con i bambini; orari e biglietti cambiano spesso, verificateli prima di andare.

La strada del Tizi n'Tichka e Telouet

La strada nazionale che sale da Marrakech e attraversa l'Alto Atlante al passo del Tizi n'Tichka è già un'esperienza: tornanti, villaggi berberi aggrappati ai pendii e panorami ampi sulle montagne. Poco dopo il passo, una deviazione porta a Telouet, dove sorge la grande kasbah dei Glaoui, in gran parte in rovina ma con alcune sale di rappresentanza restaurate e riccamente decorate. La kasbah è stata danneggiata dal terremoto del 2023 ed è rimasta chiusa al pubblico per un periodo: verificate se è visitabile prima di fare la deviazione. Da Telouet una strada più tranquilla scende lungo la valle dell'Ounila, tra villaggi e kasbah di terra, fino ad Aït-Ben-Haddou.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

La maggior parte dei viaggiatori arriva da Marrakech in auto, in bus o con un tour organizzato, attraverso il Tizi n'Tichka: è una strada di montagna lunga e lenta, con tratti stretti e molti tornanti, da percorrere con calma e di giorno. Dopo forti piogge la strada può essere interrotta da frane e caduta di massi, come è successo più volte negli ultimi anni: controllate le condizioni prima di partire, soprattutto in inverno, quando al passo può nevicare. Ouarzazate ha anche un piccolo aeroporto, collegato con voli nazionali da Casablanca e, in alcune stagioni, con voli diretti da qualche città francese e spagnola; dall'Italia non ci sono voli diretti e conviene arrivare via Marrakech o Casablanca. Collegamenti e frequenze cambiano spesso: verificateli al momento della prenotazione.

Come muoversi

A Ouarzazate il centro si gira a piedi, mentre per gli studi cinematografici e per Aït-Ben-Haddou servono un'auto, un taxi o un'escursione organizzata. L'auto a noleggio è la soluzione più libera per esplorare la zona e proseguire verso il Dades o la valle del Draa; fate attenzione ai limiti di velocità, ai controlli frequenti e agli animali sulla strada. Tra Ouarzazate e Aït-Ben-Haddou si può anche usare un taxi collettivo (grand taxi) fino al bivio o al villaggio, oppure noleggiare un taxi per mezza giornata, concordando il prezzo prima di partire. I bus di linea collegano Ouarzazate con Marrakech e con le altre città del sud, ma i posti sono limitati: meglio prenotare in anticipo.

Quando andare

I mesi più piacevoli sono quelli di primavera e autunno, con giornate tiepide, cielo limpido e notti fresche (vedi anche gli approfondimenti su dove andare ad aprile e su dove andare a ottobre). L'estate è molto calda e secca, e conviene visitare lo ksar solo all'alba o verso sera. In inverno le giornate sono spesso soleggiate ma le notti sono fredde, e la neve può rendere difficile il passaggio del Tizi n'Tichka. Le rare piogge intense, possibili soprattutto tra autunno e primavera, possono far crescere l'Ounila e rendere difficile l'attraversamento verso lo ksar.

Dove dormire

Consigli pratici

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