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Zagora e la valle del Draa: palmeti, kasbah e le porte del deserto

Aggiornato a ottobre 2026

La valle del Draa vista dall'alto, un lungo nastro verde di palme da dattero lungo il fiume, con un antico ksar di terra cruda in primo piano e montagne rocciose e aride sullo sfondo

La valle del Draa scende dalle montagne a sud di Ouarzazate verso il Sahara, seguendo il corso del fiume Draa: un lungo nastro verde di palme da dattero, orti e campi stretto tra montagne nere e pietraie, punteggiato di ksar e kasbah di terra cruda. È uno dei paesaggi più caratteristici del sud del Marocco e, per secoli, è stata una via delle carovane che dal deserto risalivano verso Marrakech.

Zagora è la città principale della valle: un centro moderno e piuttosto semplice, oggi base per le escursioni nei palmeti e verso il deserto. Più a sud la strada continua fino a M'Hamid, l'ultima oasi della valle, da cui si parte per le grandi dune di Erg Chigaga. Rispetto a Merzouga questa parte del Sahara è meno frequentata, e il viaggio lungo la valle, con le sue soste nei villaggi, vale quanto la meta finale.

In breve

Ideale per: chi vuole un assaggio di deserto lontano dai percorsi più battuti, chi ama le oasi, l'architettura di terra e l'artigianato. Da vedere: Agdz e la kasbah di Tamnougalt, i palmeti e gli ksar lungo il Draa, Zagora e il cartello per Timbuctù, la biblioteca e le ceramiche di Tamegroute, M'Hamid e le dune di Erg Chigaga. Periodo più piacevole: da ottobre ad aprile; l'estate è torrida.

Cosa vedere e cosa fare

Agdz e la kasbah di Tamnougalt

Agdz è la prima oasi che si incontra scendendo da Ouarzazate, ai piedi del Jbel Kissane, la montagna che domina il paese. Qui comincia il grande palmeto della valle. Poco fuori dal centro sorge Tamnougalt, un antico villaggio fortificato con la kasbah che fu residenza dei caid della regione: un dedalo di vicoli, passaggi coperti e cortili in terra cruda, in parte restaurati e in parte in rovina. È una buona sosta per sgranchirsi le gambe e passeggiare tra le palme; se volete entrare nella kasbah, chiedete in loco se è aperta e se serve una guida.

I palmeti e gli ksar lungo il Draa

Tra Agdz e Zagora la strada segue il fiume e attraversa una lunga serie di oasi e villaggi, molti dei quali costruiti come ksar fortificati sui bordi del palmeto, dove la terra coltivabile era troppo preziosa per costruirci sopra. Vale la pena fermarsi più volte e camminare lungo i canali d'irrigazione all'ombra delle palme, tra orti, campi d'orzo e alberi da frutto. Tenete presente che l'oasi è sotto forte pressione: anni di siccità, lo sfruttamento eccessivo della falda e alcune colture che consumano molta acqua hanno fatto seccare parte dei palmeti, e durante le ondate di calore ci sono stati anche incendi. In alcuni tratti la valle appare quindi meno verde di come la descrivono le guide di qualche anno fa.

Zagora

A Zagora la foto più classica è quella davanti al celebre cartello stradale che indica la strada per Timbuctù "a dorso di cammello", ricordo dei tempi in cui da qui partivano le carovane che attraversavano il Sahara. Sopra la città si alza il Jbel Zagora, una montagna rocciosa che si può salire a piedi per avere una vista ampia sul palmeto e sul deserto, meglio nelle ore fresche. Intorno alla città si possono fare passeggiate tra i giardini irrigati e visitare piccoli ksar, come quello di Tissergate, poco a nord, che ospita un museo dedicato alle tradizioni della valle. Il mercato, con datteri, spezie e prodotti dell'oasi, si tiene in alcuni giorni della settimana, tradizionalmente il mercoledì e la domenica: verificatelo sul posto.

Tamegroute: la biblioteca e la ceramica verde

Una ventina di chilometri a sud di Zagora, Tamegroute è un villaggio di terra cruda noto per due motivi. Il primo è la zaouia Nasiriyya, una confraternita religiosa che divenne un importante centro di studi nel XVII secolo e che conserva una biblioteca di manoscritti antichi, tra cui Corani antichi, manoscritti miniati e decorati con calligrafie e un Corano su pelle di gazzella; un tempo la raccolta era molto più grande, e gran parte dei libri è stata trasferita in altre istituzioni del paese. Nella biblioteca non si possono fare foto. Il secondo motivo è la ceramica verde: nei laboratori del villaggio l'argilla del fiume viene modellata al tornio, essiccata al sole e cotta in forni di terra, con uno smalto ottenuto da materiali naturali come manganese e ossido di rame che le dà il tipico colore verde scuro e irregolare. Il villaggio si gira volentieri con una guida locale, perché per arrivare alla zaouia si passa anche per vicoli coperti e passaggi poco intuitivi. Poco oltre Tamegroute si trovano le piccole dune di Tinfou, una sosta breve per chi non ha tempo di arrivare fino a Erg Chigaga.

M'Hamid ed Erg Chigaga

M'Hamid è l'ultimo villaggio della valle prima del deserto e del confine con l'Algeria, ed è il punto di partenza per Erg Chigaga, considerato il più grande mare di sabbia del Marocco. A differenza dell'Erg Chebbi di Merzouga, le dune di Erg Chigaga non si raggiungono su strada asfaltata: ci si arriva in fuoristrada attraverso la hamada, il deserto di pietre, oppure con un trekking in dromedario di qualche giorno. Si dorme in campi tendati tra le dune, più isolati e silenziosi di quelli intorno a Merzouga. Il deserto qui va affrontato sempre con una guida o un'organizzazione locale: le piste sono confuse ed è facile perdersi. Alcuni itinerari proseguono poi verso ovest, attraverso il lago di Iriqui, quasi sempre asciutto, fino a Foum Zguid. A M'Hamid si tiene ogni anno, di solito in primavera, un festival dedicato alla cultura nomade, con musica e artigianato: verificate le date prima di partire.

Cosa mangiare

La valle del Draa è terra di datteri, di cui esistono molte varietà locali, da assaggiare freschi in autunno, al momento della raccolta. Nelle case per ospiti si mangiano soprattutto i piatti della tradizione berbera: tajine di verdure e carne cotte a lungo, cuscus, zuppe e pane fatto in casa. Per conoscere meglio i piatti tipici c'è la guida alla cucina marocchina.

Come arrivare

Zagora si raggiunge quasi sempre da Ouarzazate, con la strada nazionale che supera le montagne a sud della città, scende ad Agdz e poi segue la valle del Draa fino a Zagora e M'Hamid; da Marrakech il viaggio, che include anche la traversata dell'Alto Atlante, è lungo e conviene spezzarlo con una notte a Ouarzazate o ad Aït-Ben-Haddou. Ci sono bus di linea diretti da Marrakech e da Ouarzazate, oltre ai taxi collettivi (grand taxi) che partono quando sono pieni; orari e corse vanno verificati sul posto o presso le compagnie di autobus. Zagora ha anche un piccolo aeroporto con pochi voli nazionali; collegamenti e frequenze cambiano spesso, verificateli al momento della prenotazione. Molti visitatori arrivano infine con un tour organizzato di più giorni da Marrakech, che unisce la valle del Draa al deserto.

Come muoversi

L'auto a noleggio è il modo più comodo per percorrere la valle con calma, fermandosi nei villaggi e nei palmeti; la strada principale è asfaltata fino a M'Hamid, ma fate attenzione agli animali, ai pedoni e ai controlli di velocità. Per Erg Chigaga e per le piste del deserto servono invece un fuoristrada e un autista o una guida locale: non avventuratevi da soli con un'auto normale. A Zagora e nei dintorni ci si sposta con i taxi locali, concordando il prezzo in anticipo, oppure con le escursioni organizzate dalle case per ospiti.

Quando andare

Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, con giornate tiepide e cieli limpidi (vedi anche dove andare a novembre e dove andare a marzo). In inverno di giorno si sta bene, ma nel deserto le notti sono fredde e nei campi tendati servono abiti caldi. L'estate è molto calda e sconsigliata per il deserto. In autunno, durante la raccolta, i palmeti sono carichi di datteri. Le piogge sono rare, ma possono essere violente: nel settembre 2024 forti alluvioni hanno colpito il sud-est del Marocco, compresa la regione di Zagora, interrompendo strade e piste. Se sono previsti temporali, informatevi sulle condizioni delle strade prima di partire.

Dove dormire

Consigli pratici

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