Aggiornato a ottobre 2026
Minorca (in catalano Menorca) è la seconda isola per estensione delle Baleari, dopo Maiorca: circa 700 km² e intorno ai 100.000 abitanti, distribuiti soprattutto tra le due città alle estremità opposte, Mahón a est e Ciutadella a ovest. Rispetto alle sorelle più famose ha scelto da tempo un turismo più misurato: dal 1993 l'intera isola è Riserva della Biosfera UNESCO, e buona parte della costa è rimasta libera dal cemento.
Il risultato è un'isola di cale dall'acqua trasparente, campagne divise da chilometri di muretti a secco, villaggi bianchi e monumenti preistorici sparsi ovunque. È una meta adatta a famiglie, coppie e camminatori, a chi vuole il mare senza la vita notturna di Ibiza o le folle di Maiorca. In questa pagina trovi un quadro generale dell'isola e i collegamenti alle guide dedicate alle singole località.
Da non perdere: il porto di Mahón, il centro storico di Ciutadella, le cale del sud come Cala Macarella, Cala Mitjana e Cala en Turqueta, la costa selvaggia del nord, i siti della Minorca talaiotica e almeno un tratto del Camí de Cavalls. Periodo migliore: da maggio a ottobre, con giugno e settembre i mesi più piacevoli. Per girare l'isola conviene un'auto a noleggio, ma d'estate gli autobus collegano bene città e spiagge.
Mahón (Maó) è il capoluogo, costruito in alto sulla scogliera che domina uno dei più grandi porti naturali del Mediterraneo. È diventata capitale nel Settecento, durante la dominazione britannica, e ne conserva le tracce: facciate sobrie, finestre a ghigliottina, il gin e qualche parola inglese nel dialetto. Da vedere la chiesa di Santa Maria con il suo grande organo, il chiostro del Carme trasformato in mercato, il Museu de Menorca e, giù al porto, le isole, le fortezze e il borgo di Es Castell con la caletta di Cales Fonts. Tutto è raccontato nelle guide a Mahón e al porto di Mahón.
All'altro capo dell'isola, a circa 45 chilometri, Ciutadella è stata la capitale fino al Settecento e ha un carattere più aristocratico e mediterraneo: la cattedrale, i palazzi nobiliari, i portici di Ses Voltes, il piccolo porto stretto tra le rocce dove la sera si cena sull'acqua. A fine giugno ospita le feste di Sant Joan, le più famose dell'isola, con i cavalli che si impennano tra la folla.
Minorca ha due coste molto diverse. A nord il paesaggio è più aspro, con rocce scure e rossastre, colline brulle e cale di sabbia dorata o rossiccia come Cala Pregonda, Binimel·là e Cavalleria, spesso battute dal vento di tramontana. A sud prevalgono le scogliere calcaree e le pinete che scendono fino a cale di sabbia bianca e acqua turchese: Macarella e Macarelleta, Cala Mitjana, Cala en Turqueta, Cala Galdana, e le lunghe spiagge di Son Bou e Sant Tomàs.
Nel sud-est, vicino a Mahón, ci sono località più tranquille e comode per le famiglie, come Punta Prima, davanti all'Illa de l'Aire con il suo faro, e il villaggio bianco di Binibeca Vell. Molte delle cale più belle si raggiungono solo a piedi o dal mare, e d'estate alcune hanno l'accesso in auto limitato, con parcheggi a numero chiuso o navette: tutti i dettagli nella guida alle spiagge di Minorca.
Il Camí de Cavalls è il sentiero di circa 185 chilometri (GR 223) che fa il giro completo dell'isola lungo la costa, diviso in 20 tappe. Nato come via di sorveglianza delle coste, oggi è il modo migliore per raggiungere le cale vergini e per scoprire il paesaggio interno, tra pinete, dune, fari e torri di guardia. Non serve percorrerlo tutto: basta una tappa, come quella da Cala Galdana a Macarella, per capire perché è così amato.
Minorca è una delle zone del Mediterraneo con la più alta concentrazione di monumenti preistorici. Sono le testimonianze della cultura talaiotica, sviluppatasi a partire dalla fine del II millennio a.C.: i talaiot (torri di pietra), le taules (grandi strutture a forma di T, uniche al mondo), i villaggi e le navetes, tombe collettive a forma di barca rovesciata. Dal 2023 la Minorca talaiotica è iscritta nel Patrimonio Mondiale UNESCO. Tra i siti più noti ci sono la Naveta des Tudons, vicino a Ciutadella, il villaggio di Torre d'en Galmés, nel sud dell'isola, e, alle porte di Mahón, Trepucó e Talatí de Dalt.
Dopo i talaiotici, l'isola passò sotto fenici, cartaginesi, romani, vandali, bizantini e arabi, fino alla conquista catalano-aragonese del 1287. Nel Settecento la sua posizione strategica, e soprattutto il porto di Mahón, la resero contesa tra Gran Bretagna, Francia e Spagna: gli inglesi la governarono per gran parte del secolo, i francesi per pochi anni, e solo nel 1802 tornò definitivamente spagnola. Questo intreccio si vede ancora oggi nelle fortezze del porto, nell'architettura delle due città e perfino in tavola.
Il prodotto più famoso è il formaggio Mahón-Menorca, a denominazione di origine, di latte vaccino, dalla crosta arancione e dal sapore che va dal dolce al piccante secondo la stagionatura. L'eredità britannica sopravvive nel gin locale, che d'estate si beve nella pomada, con la limonata. Il piatto simbolo è la caldereta de llagosta, la zuppa di aragosta, tipica soprattutto dei porticcioli del nord come Fornells; da assaggiare anche la sobrassada, gli ensaïmades e i dolci di mandorle. Una tradizione mai davvero dimostrata attribuisce a Mahón anche l'origine della maionese. Tra i prodotti artigianali spiccano le avarques, i sandali di cuoio con la suola di gomma.
In aereo: l'aeroporto di Minorca si trova a circa 5 chilometri da Mahón. Dall'Italia ci sono voli diretti soprattutto nella stagione estiva; negli altri mesi si passa in genere da Barcellona, Madrid o Palma di Maiorca.
In traghetto: le navi da Barcellona arrivano a Mahón e, in alcune stagioni, a Ciutadella; Ciutadella è collegata anche ad Alcúdia, sulla costa nord di Maiorca, con traversate di poche ore. Chi viaggia con la propria auto dall'Italia può arrivare a Barcellona in nave e proseguire da lì: verifica sempre orari e frequenze, che cambiano da una stagione all'altra.
La strada principale, la Me-1, attraversa l'isola da Mahón a Ciutadella passando per Alaior, Es Mercadal e Ferreries; da qui partono le strade verso le località della costa. L'auto a noleggio è il modo più comodo per raggiungere le cale, ma d'estate conviene partire presto, perché i parcheggi vicini alle spiagge più famose si riempiono e alcuni accessi sono regolati. Gli autobus di linea collegano le due città e, nella stagione turistica, anche le principali spiagge. Per brevi spostamenti si trovano noleggi di scooter e biciclette.
Il periodo migliore va da maggio a ottobre. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e affollati, con i prezzi più alti; giugno e settembre offrono mare caldo, giornate lunghe e meno gente, mentre maggio e ottobre sono ideali per camminare sul Camí de Cavalls. A fine giugno ci sono le feste di Sant Joan a Ciutadella, a inizio settembre quelle di Gràcia a Mahón. In inverno molti hotel e ristoranti chiudono e il vento si fa sentire, ma le città restano vive e piacevoli. Per altre idee leggi dove andare a settembre.