Aggiornato a ottobre 2026
Le isole Marchesi sono l'arcipelago più settentrionale e più isolato della Polinesia francese, a circa 1.400 km a nord-est di Tahiti. Non hanno le lagune turchesi di Bora Bora o delle Tuamotu: sono isole vulcaniche alte, con scogliere a picco sull'oceano, valli profonde e verdissime, picchi di basalto spesso avvolti dalle nuvole e poche spiagge, molte di sabbia nera. Le isole abitate sono sei: Nuku Hiva, Ua Pou e Ua Huka nel gruppo settentrionale, Hiva Oa, Tahuata e Fatu Hiva in quello meridionale.
Gli abitanti chiamano il loro arcipelago Te Henua Enata, "la terra degli uomini". La cultura marchesiana, con i tiki di pietra, le piattaforme di pietra (paepae), i luoghi di culto (me'ae), la scultura, il tatuaggio e la danza, è una delle più forti del Pacifico, e il 26 luglio 2024 l'UNESCO ha iscritto le Marchesi nella Lista del patrimonio mondiale come bene misto, culturale e naturale, che comprende valli, siti archeologici e zone marine di più isole. È un viaggio per chi cerca paesaggi grandiosi e un contatto diretto con la vita delle valli, più che il mare da cartolina.
Ideale per: viaggiatori curiosi e camminatori, chi ama l'archeologia e la cultura polinesiana, chi ha già visto le isole della Società e cerca un'altra Polinesia. Da vedere: la valle di Hakaui e la cascata Vaipo, Hatiheu e i siti archeologici di Nuku Hiva, Atuona con le tombe di Gauguin e Brel, i tiki di Puamau, i picchi di Ua Pou, la baia di Hanavave a Fatu Hiva. Periodo più piacevole: tutto l'anno, con la stagione più asciutta della Polinesia da maggio a ottobre.
Nuku Hiva è la più grande delle Marchesi e il loro centro amministrativo. Il villaggio principale, Taiohae, si affaccia su un'ampia baia circondata da montagne ed è la base più comoda per organizzare le escursioni. La più celebre porta alla valle di Hakaui: si va in barca fino alla baia di Hakatea e poi si cammina lungo un antico sentiero lastricato, tra castagni tahitiani, grotte funerarie e resti di abitazioni, fino alla cascata Vaipo, che con i suoi circa 350 metri è la più alta della Polinesia francese. La valle è una delle zone incluse nel patrimonio UNESCO; conviene andarci con una guida locale.
Sul versante nord dell'isola, raggiungibile in auto da Taiohae, la baia di Hatiheu ha una spiaggia chiara, un piccolo villaggio e alcuni dei siti archeologici più importanti delle Marchesi. Il sito di Kamuihei, dominato da un enorme banian, conserva piattaforme di pietra, tiki, luoghi di culto e numerosi petroglifi; quello di Hikokua ha un grande tohua rettangolare, la piazza delle cerimonie, circondato da gradinate di pietra. Poco lontano c'è la baia di Anaho, che insieme alla cascata Vaipo è una delle escursioni più belle dell'isola. Dall'altra parte dell'isola la valle di Taipivai è l'ambientazione di "Taipi", il romanzo di Herman Melville.
Hiva Oa, detta il "giardino delle Marchesi" per la vegetazione, è l'isola principale del gruppo meridionale. Ad Atuona, il villaggio sulla baia di sabbia nera, trascorsero gli ultimi anni due artisti europei: il pittore Paul Gauguin e il cantante Jacques Brel, sepolti entrambi nel piccolo cimitero sulla collina sopra il paese. In paese un centro culturale è dedicato a Gauguin, e l'Espace Jacques Brel ricorda gli anni del cantante sull'isola ed espone anche il piccolo aereo con cui volava tra le isole. Orari e giorni di apertura dei due spazi possono cambiare: verificateli sul posto o con la vostra pensione.
Nel nord-est di Hiva Oa, nella valle di Puamau, il sito di Iipona conserva alcuni dei tiki più grandi della Polinesia francese: il più alto supera i due metri e mezzo. La strada per arrivarci è lunga e con forti pendenze, e conviene percorrerla con un fuoristrada o con una guida. A ovest di Atuona, nella valle di Taaoa, si trova invece un vasto complesso archeologico di piattaforme e terrazze nella foresta. Entrambe le zone fanno parte del bene UNESCO e vanno visitate con rispetto: i tiki non si toccano e non ci si arrampica sulle strutture di pietra.
Le altre isole si raggiungono con più fatica, ma valgono il viaggio. Ua Pou si riconosce da lontano per i suoi picchi di basalto a forma di colonne, uno dei profili più fotografati del Pacifico. Ua Huka, più piccola e meno visitata, è quella in cui l'area protetta riguarda soprattutto il mare costiero. Tahuata, poco distante da Hiva Oa, ha baie con sabbia chiara. Fatu Hiva, la più remota, è famosa per la baia di Hanavave tra pinnacoli di roccia e per il tapa, il tessuto ricavato dalla corteccia battuta; anche la valle di Hanavave è inclusa nel patrimonio UNESCO.
Le Marchesi sono il cuore della scultura polinesiana: nei villaggi si trovano tiki, ciotole e oggetti intagliati in legno e in pietra, oltre al tapa di Fatu Hiva; comprate direttamente dagli artigiani. In tavola il protagonista è il frutto dell'albero del pane, anche nella versione tradizionale del kaaku, una pasta cotta nel forno sotterraneo, accanto al pesce e alla frutta delle valli. Il grande festival delle arti delle Marchesi (Matavaa o te Fenua Enata), nato nel 1986, riunisce artisti di tutte le isole tra danze, canti, tamburi e tatuaggi e si svolge a rotazione su isole diverse: verificate date e sede della prossima edizione prima di organizzare il viaggio.
Per arrivare in Polinesia dall'Italia si vola su Papeete, a Tahiti, di solito con scalo a Parigi e poi in Nord America o in Asia: se lo scalo è negli Stati Uniti serve l'autorizzazione ESTA anche solo per il transito. Da Tahiti la compagnia interna Air Tahiti vola su Nuku Hiva e Hiva Oa, con un volo di circa 3 ore e 15 minuti; voli più piccoli collegano anche Ua Pou e Ua Huka. L'aeroporto di Nuku Hiva è nel nord-ovest dell'isola, lontano da Taiohae, e il trasferimento va prenotato in anticipo. L'alternativa via mare è l'Aranui 5, nave mista da carico e passeggeri che parte da Papeete e fa il giro delle sei isole abitate: è un modo lento ma molto apprezzato di vedere l'arcipelago.
Sulle singole isole le strade sono poche e ripide: a Nuku Hiva e a Hiva Oa si può noleggiare un'auto, meglio un fuoristrada, ma molti preferiscono affidarsi a una guida con autista, che conosce i sentieri e la storia dei siti. Per alcune baie, come Hakaui o Anaho, la barca è il mezzo più pratico. Tra le isole ci sono voli interni e collegamenti in barca, per esempio tra Hiva Oa, Tahuata e Fatu Hiva, ma sono poco frequenti: costruite il programma con margini e verificate gli orari prima di partire.
Le Marchesi si visitano tutto l'anno: escursioni e visite culturali non dipendono dalla stagione. In generale in Polinesia la stagione più asciutta va da maggio a ottobre, mentre da novembre ad aprile le piogge sono più frequenti, soprattutto tra dicembre e febbraio. Alle Marchesi il clima è caldo e umido e il mare aperto è spesso mosso, quindi gli spostamenti in barca possono essere scomodi. Se volete abbinare il viaggio alle lagune delle Tuamotu, come Rangiroa o Fakarava, i mesi da maggio a ottobre sono i più adatti; per altre idee di stagione c'è la guida su dove andare a settembre.