Aggiornato a ottobre 2026
La Mata Nacional do Buçaco (scritta anche Bussaco) è una foresta storica cintata da mura sulla Serra do Buçaco, nel comune di Mealhada, a nord-est di Coimbra. Fu creata nel Seicento dai Carmelitani Scalzi, che vi costruirono un convento e piantarono, accanto alla vegetazione locale, alberi arrivati da molte parti del mondo. Oggi è un luogo unico in Portogallo: sentieri tra cedri e alberi secolari, cappelle, fontane, laghetti e, al centro, il fiabesco Palace Hotel in stile neomanuelino. Dal 2018 la foresta è monumento nazionale.
Ai piedi della serra c'è Luso, piccola località termale conosciuta in tutto il Portogallo per la sua acqua minerale, che sgorga anche da una fontana pubblica nel centro del paese. Buçaco e Luso si visitano bene insieme in una giornata, partendo da Coimbra o facendo tappa lungo il viaggio tra Lisbona e Porto.
Da non perdere: il Palace Hotel e i resti del convento di Santa Cruz, la scalinata della Fonte Fria, il Vale dos Fetos, la salita alla Cruz Alta e la fontana di Luso. Periodo migliore: dalla primavera all'autunno; la foresta è ombrosa e fresca anche d'estate. Avvertenza: le tempeste dell'inverno 2026 hanno abbattuto molti alberi; i monumenti e gli alberi più importanti non hanno subito danni significativi, ma possono esserci sentieri chiusi per lavori di pulizia. Verifica prima di partire sul sito ufficiale della Fondazione.
I Carmelitani Scalzi scelsero la serra come luogo di ritiro e nel 1628 fondarono il convento. Chiusero la foresta con un muro e ottennero dai papi una protezione speciale: una bolla di Gregorio XV del 1623 vietava l'ingresso agli estranei e alle donne, e una di Urbano VIII del 1643 minacciava la scomunica a chi avesse danneggiato gli alberi. I frati introdussero specie esotiche, tra cui il cosiddetto cedro di Buçaco (Cupressus lusitanica), che si accompagnano alla vegetazione originaria. Tra le rarità c'è l'adernal, un bosco di piante sempreverdi autoctone che vive su pochissimi ettari. I religiosi rimasero fino al 1834, quando in Portogallo furono soppressi gli ordini religiosi.
Nel 1888 iniziò la costruzione di un palazzo reale sul sito del convento, che fu in parte demolito per fargli spazio. Il cantiere durò fino ai primi anni del Novecento e il risultato è uno degli edifici più scenografici del Paese, in un esuberante stile neomanuelino, il revival dell'architettura portoghese dell'epoca delle scoperte, con torri, arcate e pietre lavorate come merletti. L'edificio è diventato un albergo ed è il simbolo di Buçaco: anche chi non vi soggiorna può ammirarne l'esterno dai giardini. Accanto si visitano i resti del Convento de Santa Cruz, la parte del complesso religioso sopravvissuta alla costruzione del palazzo; l'ingresso al convento ha un biglietto a parte.
La Fonte Fria è l'immagine più fotografata della foresta: una lunga scalinata di pietra lungo la quale l'acqua scende fino a una vasca circondata da alberi. Negli ultimi anni la fontana e la scalinata, insieme ad altre fonti della foresta, sono state oggetto di un progetto di restauro. Poco lontano si apre il Vale dos Fetos, la valle delle felci, umida e ombrosa, con grandi felci arboree e alberi altissimi, e si incontrano i laghetti.
Dal convento sale la Via Sacra, un percorso con cappelle che rappresentano le stazioni della Passione. Lungo la foresta sono sparse anche le piccole ermidas, gli eremi dove i frati si ritiravano in preghiera. Il punto più alto della serra è la Cruz Alta: la salita è ripida ma la vista, nelle giornate limpide, si apre su un grande panorama del Portogallo centrale.
Il 27 settembre 1810, durante la guerra peninsulare, sulla cresta della serra l'esercito anglo-portoghese guidato da Wellington respinse gli assalti delle truppe francesi del maresciallo Masséna. Fu una vittoria tattica: poco dopo Wellington si ritirò verso le Linee di Torres Vedras, a difesa di Lisbona, dove l'avanzata francese si fermò. Il ricordo della battaglia è affidato a un obelisco commemorativo e al Museu Militar do Buçaco, vicino alla foresta; un sentiero militare collega i luoghi legati allo scontro. Orari e aperture del museo vanno verificati prima della visita.
Luso deve la sua fama all'acqua: l'acqua minerale che porta il nome del paese è tra le più note del Portogallo. Nel centro c'è la Fonte de São João, accanto alla cappella di São João Evangelista, dove si vede sempre qualcuno riempire le bottiglie. Le terme di Luso offrono trattamenti e percorsi benessere con l'acqua termale: servizi, periodi di apertura e prenotazioni vanno controllati direttamente con lo stabilimento. Il paese è piccolo e tranquillo e si gira facilmente a piedi.
Luso e Buçaco sono a due passi dalla Bairrada, la zona del leitão, il maialino da latte arrosto servito con salsa al pepe, specialità della vicina Mealhada. La Bairrada è anche una regione vinicola, nota per i rossi e per gli spumanti. Per il dessert si possono assaggiare i dolci conventuali della zona di Coimbra.
In auto: è la soluzione più comoda. Da Coimbra si raggiunge Luso in poco tempo; dall'autostrada A1 si esce verso Mealhada e si seguono le indicazioni per Luso e Buçaco. Le auto entrano nella foresta solo da alcune porte e pagano un pedaggio d'ingresso; vicino al Palace Hotel c'è un ampio parcheggio. A piedi e in bicicletta l'ingresso è gratuito.
In treno: la stazione di Luso-Buçaco si trova sulla linea della Beira Alta, che è stata a lungo chiusa per lavori ed è tornata in servizio. Le fermate a Luso non sono frequenti: controlla orari e coincidenze da Coimbra-B o da Pampilhosa sul sito delle ferrovie portoghesi CP.
In autobus: i collegamenti con Mealhada e Coimbra possono essere scarsi; informati su linee e orari all'ufficio turistico prima di partire.
Da Luso si sale alla foresta a piedi lungo sentieri e scalinate: è una bella passeggiata ma richiede un po' di gambe. Dentro la Mata i sentieri sono segnalati per temi (l'acqua, la Via Sacra, il percorso militare) e si possono combinare a piacere. La Fondazione organizza anche visite guidate al convento e alla foresta, su prenotazione.
La foresta è bella tutto l'anno. In primavera la vegetazione è al massimo del verde, in estate l'ombra la rende un rifugio dal caldo, in autunno i colori e la nebbia del mattino creano un'atmosfera speciale. In inverno fa fresco e dopo le piogge i sentieri possono essere fangosi; con vento forte è meglio rinviare la visita. Gli orari cambiano con le stagioni. Per altre idee: dove andare a maggio e dove andare a ottobre.