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L'Abbazia di San Michele Arcangelo, il cuore spirituale di Procida

Aggiornato a ottobre 2026

L'interno di una chiesa abbaziale barocca con il soffitto a cassettoni dorato, il grande dipinto dell'arcangelo Michele e l'altare in marmi policromi

L'Abbazia di San Michele Arcangelo è il luogo sacro più importante di Procida e, insieme a Palazzo d'Avalos, il monumento principale di Terra Murata, il borgo fortificato sul punto più alto dell'isola. È dedicata all'arcangelo Michele, patrono di Procida.

Le sue origini risalgono all'XI secolo, quando sul promontorio sorse una piccola chiesa che divenne poi un monastero benedettino. I monaci lasciarono l'isola alla fine del Quattrocento, anche a causa delle continue incursioni saracene; nei secoli successivi il complesso fu trasformato e più volte rimaneggiato, fino all'aspetto attuale. Intorno all'abbazia è cresciuto il borgo di Terra Murata.

In breve

Da vedere: la Porta del Carmine, il grande soffitto a cassettoni con il dipinto di San Michele, le quattro tele di Nicola Russo nell'abside, la statua dell'arcangelo in argento e oro, il museo con la biblioteca e gli ex voto dei marinai. Intorno: il belvedere sulla Corricella e Palazzo d'Avalos. Periodo migliore: primavera e autunno.

La storia

Secondo la tradizione la prima chiesa, dedicata a Sant'Angelo, fu fondata intorno al 1026. Nel Duecento divenne un monastero benedettino dedicato all'arcangelo Michele. Dopo la partenza dei monaci, alla fine del XV secolo, il complesso divenne chiesa e residenza cardinalizia e fu ampliato e rimaneggiato tra il Seicento e l'Ottocento. Alla storia dell'abbazia è legata la leggenda più cara agli abitanti: l'apparizione di San Michele che avrebbe messo in fuga i pirati saraceni durante un'incursione nel 1535.

Cosa vedere

La Porta del Carmine

L'ingresso principale della chiesa è la Porta del Carmine. Sopra l'ingresso secondario si trova invece una prima statua dell'arcangelo, il santo protettore dell'isola.

Il soffitto a cassettoni

Alzando lo sguardo nella navata si ammira l'imponente soffitto a cassettoni in legno dorato della fine del Seicento, con al centro il dipinto di San Michele che sconfigge Satana, riferito alla scuola di Luca Giordano. È l'elemento più spettacolare dell'interno.

L'abside e le tele di Nicola Russo

Nell'abside, sopra il coro ligneo seicentesco, si trovano quattro tele del 1690 del pittore napoletano Nicola Russo. La più famosa raffigura San Michele che protegge Procida dall'assalto saraceno ed è preziosa anche come documento: mostra l'aspetto dell'isola e di Marina Grande di quel tempo.

Le cappelle e la statua di San Michele

Tra le cappelle spicca quella che custodisce la venerata statua di San Michele in argento e oro del 1727. Nella chiesa si trovano anche tele di scuola napoletana e la statua lignea della Madonna del Carmelo.

Il museo, la biblioteca e gli ex voto

Il percorso di visita comprende un piccolo museo con la biblioteca, che conserva testi antichi e corali benedettini, e i quadri ex voto donati dai marinai scampati ai naufragi: una testimonianza toccante del legame tra Procida e il mare. Fa parte delle collezioni anche un presepe con antichi pastori di scuola napoletana.

I sotterranei

Sotto la chiesa si sviluppano ambienti sotterranei con antiche cappelle, sedi delle congreghe dell'isola, e un ossario. Non sempre sono aperti al pubblico: chiedi sul posto se sono inclusi nella visita.

Feste e tradizioni

San Michele è festeggiato due volte l'anno: l'8 maggio, in ricordo dell'apparizione che avrebbe salvato l'isola, e il 29 settembre, giorno della sua festa liturgica. Molto sentita è anche la processione dei Misteri del Venerdì Santo. Per le altre tradizioni leggi la guida a Procida.

Come arrivare

L'abbazia si trova in cima a Terra Murata. Da Marina Grande si sale a piedi attraverso il centro o con un bus locale o un microtaxi fino al punto più vicino; gli ultimi tratti sono a piedi.

Informazioni per la visita

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