🌴
Viaggi e Racconti

Capo Caccia: l'affascinante angolo roccioso della Sardegna

Di Nadia F. Poli · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026

Il promontorio di Capo Caccia con le falesie calcaree a picco su un mare blu intenso, vicino ad Alghero

Capo Caccia, Alghero. Un mare indimenticabile, d'un azzurro straordinariamente intenso. Guglie e pinnacoli calcarei scolpiti dal vento. Alghero, con le sue nobili memorie catalane, è a pochi chilometri. Ma qui è tutta un'altra storia, scritta con un linguaggio impervio, rude ed emozionante come può esserlo uno dei luoghi più selvaggi della Sardegna settentrionale.

Paesaggi unici anche nel panorama sardo. Nessuna spiaggia: solo rocce e bastioni a picco sul mare. La classica costa da percorrere in barca, oppure da esplorare con pinne e boccaglio, alla scoperta di fondali profondi, affascinanti per la ricchezza della vegetazione, il mistero delle cavità subacquee, la strabiliante varietà di pesci e crostacei.

Insomma, Capo Caccia rappresenta l'alternativa di qualità. Un luogo lontano dal vociare allegro dell'Alghero estiva. Un angolo di silenzio, osservatorio perfetto di ogni bellezza che la costa e l'entroterra possono offrire.

Punta del Giglio e il monte Timidone

I bastioni panoramici d'altronde non mancano: dalla Punta del Giglio, a oriente, lo sguardo è libero di correre lontanissimo, a perdersi fra rocce e cale che sembrano non finire mai. Così come dal monte Timidone, che introduce alla grande riserva naturale chiamata Arca di Noè per una ragione evidente: la fauna straordinaria che la popola, miracolosamente al riparo da ogni assalto.

Tra guglie e falesie a picco sul mare si possono ammirare pernici, lepri, mufloni, daini, gabbiani, rapaci rari come il grifone e il falco pellegrino e persino i cavallini della Giara, i celebri puledri dagli occhi a mandorla portati qui dall'altopiano di Gesturi per riprodursi in un habitat certo non meno invitante.

Interessante anche la flora, con la palma nana e tutta la vegetazione caratteristica della macchia mediterranea. All'interno della riserva si aprono alcune cale di incomparabile bellezza, Cala della Puntetta e Cala della Barca, da cui si ammirano le falesie più alte: quelle di Punta Carene, di Punta del Leone e di Punta Cristallo, che precipita in mare quasi a perpendicolo.

La Grotta di Nettuno

Impossibile rimanere indifferenti al fascino della Grotta di Nettuno, una delle più belle dell'isola, meta ogni anno di migliaia di visitatori. Si raggiunge via mare, con le barche che partono da Alghero o da Porto Conte, oppure da terra, scendendo gli oltre 650 gradini dell'Escala del Cabirol, la «scala del capriolo», scavata nella parete del promontorio. Scavata dall'azione dolce dell'acqua, la grotta custodisce al suo interno un lago salato lungo circa cento metri, il lago La Marmora.

L'isola Foradada

C'è un luogo però che, al di là di ogni considerazione naturalistica, rappresenta forse il simbolo di quest'angolo straordinario del territorio algherese: l'isola Foradada, che si può ammirare affacciandosi sulla vertiginosa falesia subito dopo il porto di Tramariglio. Un'isola scura, rocciosa, solitaria, che sembra precipitata direttamente dal cielo sul mare.

Porto Conte, nuraghi e domus de janas

Capo Caccia chiude a ovest la baia di Porto Conte, a una ventina di chilometri da Alghero, nel nord-ovest della Sardegna. Tutta la zona è un susseguirsi di meraviglie naturalistiche e di testimonianze storiche. Fra le tante merita una visita attenta il nuraghe Palmavera, sulla strada per Porto Conte.

Non lontano da Alghero, sulla strada per Porto Torres, si trova l'importantissima necropoli di Anghelu Ruju («Angelo Rosso»), un complesso di domus de janas scoperto nel 1903 e costituito da decine di tombe scavate nell'arenaria. Notevole anche la tomba di Santu Pedru, sulla strada per Ittiri, appartenente all'antica cultura di Bonnanaro.

Un panorama straordinario su tutta la costa si può ammirare infine dalla Scala Piccada, la strada in ripidissima salita che porta verso Villanova Monteleone.

Prima di partire

La Grotta di Nettuno si visita solo con condizioni di mare favorevoli e con orari che cambiano secondo la stagione: orari, biglietti e partenze delle barche sono da verificare prima di partire. La discesa dell'Escala del Cabirol è lunga e la risalita impegnativa, soprattutto nelle ore calde.

Altre guide e racconti