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Viaggi e Racconti

Gavdos, sulle rotte della Grecia e ai confini dell'Europa

Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2012 · Aggiornato a ottobre 2026

Arco naturale di roccia a Capo Tripiti, sull'isola di Gavdos, sopra un mare blu intenso

Nel 2012, quando il destino della Grecia dentro o fuori dall'euro sembrava incerto, restava comunque una grande verità: questo paese continua ad affascinare e ad attirare visitatori da tutto il mondo, per la bellezza del suo mare, la storia millenaria e un senso di appartenenza, una sorta di richiamo alle proprie radici che sembra cogliere soprattutto chi arriva dall'Italia. È il ritorno a una terra ancestrale, dove non ci sono più confini, solo il mare e la storia, sempre presente nei resti che il passato ha lasciato nei luoghi più impensati, a volte tra i campi dove pascolano le pecore, come parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana.

L'isola di Calipso

Ci sono mete e isole ormai visitate da frotte di turisti, ma anche posti selvaggi e appartati. Uno di questi è l'isola di Gavdos, che si trova circa 50 chilometri a sud di Creta ed è il lembo più meridionale dell'Europa, in un'Europa che Ulisse o Calipso non avrebbero mai potuto immaginare. È proprio la ninfa Calipso il personaggio legato a Gavdos: secondo una tradizione era questa la sua isola.

Gavdos è così remota che negli anni Trenta del Novecento fu usata come luogo di confino per gli oppositori politici. Oggi gli abitanti stabili sono poco più di un centinaio, su un'isola di circa 30 chilometri quadrati; d'estate arrivano migliaia di campeggiatori e visitatori. Fu un'isola abbandonata a sé stessa perfino sotto la dominazione di Venezia, tanto da diventare un rifugio di pirati. È il luogo ideale per chi cerca in Grecia una dimensione ai confini del mondo.

Arrivare e vivere sull'isola

Da Creta, Gavdos è collegata con il traghetto, soprattutto in estate, dai porti della costa sud come Chora Sfakion e Paleochora; in inverno le corse sono molto ridotte e il mare può fermarle. Orari e frequenze cambiano ogni stagione: da verificare prima di partire.

Andare a Gavdos significa adattarsi a poche e semplici soluzioni per dormire, e fare i conti con un'isola dove l'acqua è un bene prezioso, in un ambiente rimasto selvaggio, salvo qualche nuova costruzione come a Sarakiniko, la località più frequentata, che attira per la sua grande spiaggia. Proprio qui si vedono le case abitate un tempo dai confinati.

Le spiagge e Capo Tripiti

Sull'isola ci sono altre spiagge tranquille, con le dune e i ginepri, le piante più diffuse, che riescono a crescere perfino nella sabbia, oppure spiagge circondate da rocce che formano archi naturali, come a Capo Tripiti.

Qui non ci si sente solo a sud dell'Europa, ma nel più profondo sud del meridione europeo, perché Tripiti è il punto più meridionale di Gavdos e del continente. Per sentirsi un po' più a nord basta cercare altre spiagge: ecco la piccola baia di Korfos, circondata dal verde e dalle rocce, oppure Agios Ioannis, con le sue dune e la vista su Creta. Lontana dalle strade, raggiungibile con un sentiero o in barca, Potamos è una bella spiaggia di sabbia dal colore dorato e rossastro.

Gavdos è abitata da parecchi scorpioni, e questo spiega perché molti non indossino sandali o scarpe leggere ma calzature robuste: così ci si protegge dalla puntura di questi piccoli animali, che comunque, si dice, non è pericolosa. Non sarà certo questa presenza a scoraggiare chi considera la Grecia un'amata meta di vacanza e cerca angoli ancora fuori dal mondo, proprio come l'isola di Gavdos.

Prima di partire

Gavdos ha servizi minimi: pochi negozi, nessun ospedale e collegamenti che dipendono dal mare. Porta con te contanti, acqua, una piccola scorta di medicinali e lascia un giorno di margine prima del volo di rientro.

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