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A Chios, nella terra di Omero

Di Luciana Cattaneo · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026

Facciate di case a Pyrgi, sull'isola di Chios, decorate con motivi geometrici bianchi e grigi lungo un vicolo

Un po' fuori dalle solite mete della Grecia, soprattutto per gli italiani, Chios è la quinta isola greca per superficie e vanta oltre 200 km di coste, con spiagge per tutti i gusti. Fa parte delle isole dell'Egeo settentrionale, il gruppo più verde e meno turistico tra gli arcipelaghi dell'Egeo.

Le spiagge

Vicino al capoluogo, che porta lo stesso nome dell'isola, si estende la spiaggia di Karfas, una delle più belle e rinomate, con sabbia fine e acque poco profonde. Attrezzata per i turisti, si raggiunge facilmente anche con i mezzi pubblici. Più a sud, vicino a Neochori, un'altra spiaggia rinomata è Agia Fotia, di ciottoli, con acque limpide e profonde. Più in là si trova la spiaggia, più tranquilla, di Agios Aimilianos.

A sud, presso Kalamoti, c'è la bella spiaggia di sabbia fine di Komi. Caratteristica è la spiaggia di Mavra Volia, a pochi chilometri da Pyrgi, che con i suoi ciottoli neri testimonia le origini vulcaniche dell'isola; qui l'acqua è molto profonda. Ciottoli colorati si trovano anche a Nagos, nei pressi di Kardamyla, circondata da sorgenti e da una natura rigogliosa. Nella parte nord-occidentale dell'isola ci sono le spiagge più incontaminate: vicino a Volissos si trova Managros, la più lunga dell'isola, circa un chilometro e mezzo di sabbia grossa e mare cristallino.

Un'isola di confine

Come tante altre isole dell'Egeo orientale, Chios è vicinissima alle coste della Turchia, in una zona da sempre contesa per la sua posizione strategica e commerciale tra Oriente e Occidente. Ciò nonostante, a Chios è molto forte il senso di appartenenza alla Grecia, a cui l'isola fu unita solo nel 1912, dopo le dominazioni di Persiani, Romani, Bizantini e Turchi.

Chios conobbe anche la dominazione italiana: dopo Venezia, soprattutto quella della Repubblica di Genova, che lasciò traccia nell'architettura, ad esempio nelle mura che circondano il castello del capoluogo.

Il capoluogo e Omero

La zona commerciale più importante del capoluogo è intorno a piazza Vounaki. In un'antica moschea che si affaccia sulla piazza è allestito il Museo Bizantino, dove si può ripercorrere la storia dell'isola.

Nella ricca biblioteca Korais sono conservate molte edizioni delle opere di Omero, che secondo la tradizione nacque sull'isola, mentre l'opulenza di vestiti e ricami ottocenteschi si ritrova nella collezione dedicata all'arte e alle tradizioni popolari. Appena fuori dal capoluogo, a Vrontados, si dice che Omero insegnasse, come ricorda la famosa «Pietra di Omero» (Daskalopetra) sopra il piccolo porto, mentre la presunta casa del poeta a Volissos, dall'altra parte dell'isola, con ogni probabilità non gli è mai appartenuta.

Nea Moni, il mastice e Pyrgi

All'epoca bizantina risale il monastero di Nea Moni, a una decina di chilometri dal capoluogo, dichiarato Patrimonio UNESCO per le splendide opere d'arte che contiene, in particolare i mosaici dell'XI secolo.

Nella parte meridionale dell'isola il paesaggio è dominato dagli alberi di lentisco da cui si ricava il mastice, una resina fortemente aromatica celebre fin dall'antichità: un tempo era usata come rimedio, oggi anche per liquori e dolci. La coltivazione del mastice di Chios è riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale.

Ancora più a sud, nel villaggio di Pyrgi, le facciate delle case e delle chiese sono ornate da caratteristiche decorazioni geometriche bianche e grigie, e c'è una piccola chiesa medievale che ricorda in miniatura il monastero di Nea Moni.

Tra le tante versioni sull'origine del nome dell'isola, una lo fa risalire a Chio, figlio di Poseidone, nato mentre sull'isola imperversava una tempesta di neve (chion, in greco).

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