Di Nadia F. Poli · scritto nel 2011 · Aggiornato a ottobre 2026
In Lapponia è facile farsi stregare dalla breve magia dell'autunno artico, tra fiumi e foreste protetti dall'UNESCO, che nel 1996 ha riconosciuto Laponia come Patrimonio dell'Umanità. Il territorio copre «solo» 9.400 chilometri quadrati di natura selvaggia, compresi tra Jokkmokk, Gällivare, Kiruna e il confine norvegese. Ed è uno dei pochissimi luoghi al mondo dove è ancora presente la popolazione autoctona, i Sami, motivo principale dell'iscrizione nella lista UNESCO.
La scelta, insolita, di tutelare una terra artica è facilmente comprensibile. Chi pensa all'Artico come a una landa desolata deve ricredersi. I paesaggi sono estremamente vari, disegnati dai ghiacciai, attraversati da corsi d'acqua larghi e impetuosi e punteggiati di laghi e acquitrini. La vegetazione è esuberante, con le immense foreste che ospitano una ricca avifauna e la tundra, e restituisce tutto il fascino autentico della natura selvaggia.
L'armonia e la vastità degli orizzonti conquistano e incantano. L'assenza di costruzioni crea un vuoto profondo, intenso, che può anche spaventare. E se al quadro si aggiungono i tocchi di colore tipici dell'autunno, che virano al rosso, al bruno e al giallo, il fascino aumenta e diventa magia. Il mondo dei Sami si esprime qui, in Lapponia, e vive tutt'uno con la terra e con la natura lappone.
In questa zona si concentrano i parchi nazionali: otto dei parchi svedesi si trovano nella Lapponia. Come Abisko, il giardino artico percorso dal fiume Abiskojåkka; il Muddus, un patchwork di antica foresta vergine di pini e acquitrini, nato per preservare la taiga, con numerose specie di uccelli e pini vecchi di secoli; e il Padjelanta, la grande brughiera, un altopiano di rocce tenere circondato dai laghi Vastenjaure e Virihaure, con sterminate foreste di conifere e di betulle.
E ancora il Sarek, il più inaccessibile e selvaggio, con i suoi paesaggi alpini, un centinaio di ghiacciai, alti picchi e valli profonde, e lo Stora Sjöfallet, un sistema di acque del ramo maggiore del fiume Lule, con piante rare dai nomi magnifici. Su queste terre si trova anche la riserva naturale di Sjaunja, una delle più grandi zone umide d'Europa, dove in estate giungono a riprodursi uccelli migratori da tutto il mondo.
Per gli amanti del trekking c'è il Kungsleden, il Sentiero del Re, uno dei trekking più famosi della Svezia. Si snoda da Abisko fino a Hemavan, per circa 440 chilometri, serpeggiando tra la natura artica e le terre dei Sami. Percorrendolo tutto si attraversano quattro parchi nazionali e una riserva naturale, e si possono ammirare boschi di betulle, ghiacciai piccoli o maestosi, fiumi, stagni e paludi, camminando tra le montagne più alte di Svezia.
E sopra tutto la cupola celeste, dove in inverno va in scena lo spettacolo mozzafiato delle aurore boreali.
L'autunno artico è brevissimo: i colori migliori durano in genere poche settimane tra fine agosto e settembre, e il periodo cambia ogni anno con la latitudine e il meteo. I rifugi lungo il Kungsleden sono aperti soprattutto in estate e in tarda primavera: date di apertura e collegamenti (treni per Abisko e Kiruna, autobus per i parchi) sono da verificare prima di partire. Per altri viaggi nel Grande Nord leggi anche i racconti su Helsinki e sull'Islanda.