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Viaggi e Racconti

Le magnifiche spiagge di Stintino e dintorni

Racconto di Ferny Forner · viaggio del settembre 2008 · Aggiornato a ottobre 2026

La spiaggia della Pelosa a Stintino con la sabbia bianca, l'acqua turchese e la torre aragonese sull'isolotto davanti

Una vacanza di inizio settembre all'estremità nord-occidentale della Sardegna, tra le spiagge di Stintino, l'isola dell'Asinara e una giornata finale tra Alghero e Porto Torres.

1 settembre: l'arrivo e la spiaggia della Pelosa

Arriviamo a Porto Torres da Genova alle 8 del mattino e ci dirigiamo con la nostra vecchia Panda verso l'hotel che avevamo prenotato via internet (come i traghetti), tra Stintino e Capo Falcone, a 15-20 minuti a piedi dalla famosa spiaggia della Pelosa. È un complesso di piccoli edifici a due piani, ben mimetizzati nel verde. Mentre aspettiamo la camera facciamo un giro esplorativo: un vasto giardino alberato con tavoli e sedie, un parco giochi per bambini, l'arena dove la sera si svolge l'animazione e, verso il mare, una piscina con acqua di mare, un bar-ristorante e un porticciolo.

La camera ha aria condizionata, televisore (forse collocato troppo in alto), bagno completo e un ampio terrazzo con vista mare. I pasti sono a buffet in un'ampia sala o nel giardino all'aperto; il menù cambia a ogni pasto e comprende piatti tipici sardi, la cucina è ottima e la sera la scelta si arricchisce di carne e pesce cotti al momento sulla piastra. Il personale è molto giovane e preparato. Per il soggiorno abbiamo pagato circa 1.100 euro in due in pensione completa, più la tessera club e gli extra; la tessera dava diritto anche alla navetta per la spiaggia. Andare in auto alla Pelosa non conveniva: il parcheggio era a pagamento e comunque difficile da trovare. Noi ci siamo andati spesso a piedi.

Nel pomeriggio, dopo un breve riposo (eravamo svegli da oltre 30 ore), andiamo a piedi alla Pelosa (20 minuti) lungo un comodo e ampio marciapiede che, scopriremo, parte da Stintino e arriva a Capo Falcone: un percorso a saliscendi, molto soleggiato, tra la fitta macchia mediterranea.

La spiaggia, molto affollata, è tra le più famose d'Italia: abbastanza ampia, di sabbia bianca finissima, con un fondale che digrada dolcemente e quindi adatta ai bambini (infatti se ne vedono molti). Il mare ha trasparenze e riflessi fantastici: si vede il fondo anche dove l'acqua è profonda, ed è quasi sempre calmo, protetto dai venti da Capo Falcone, dall'Isola Piana e dall'Asinara, che ne fanno quasi una piscina. A circa 200 metri c'è la Pelosetta, spiaggia di sabbia e scogli davanti all'isolotto della Torre della Pelosa e all'Isola Piana. Il panorama è magnifico.

2 settembre: in bicicletta a Stintino

Mattina alla Pelosa. Nel pomeriggio usiamo le biciclette messe a disposizione dall'albergo per andare a Stintino. La strada è un continuo saliscendi, sicura grazie all'ampio marciapiede che la costeggia fino al paese. Purtroppo il cambio delle bici non funziona e nelle salite più ripide dobbiamo scendere e spingere: un guaio, perché la giornata è molto calda e la strada è tutta al sole (circa 4 km).

Stintino è un piccolo paese con un interessante museo, il Museo della Tonnara, e un nucleo antico di case basse. La parte più turistica è quella davanti al porto vecchio: ci torneremo spesso anche la sera, a sederci nei bar-ristoranti del lungomare, con prezzi onesti; la sera sono affollati e c'è anche un po' di musica.

3 settembre: la spiaggia delle Saline

Mattinata alla Pelosa; nel pomeriggio andiamo alla spiaggia delle Saline con il comodo autobus di linea che da Capo Falcone percorre la penisola, fermandosi davanti all'hotel. Il percorso, tra vegetazione mediterranea, piccoli stagni e calette, dura un quarto d'ora. Scendiamo a circa 200 metri dalla spiaggia e attraversiamo i vecchi bacini dove un tempo si essiccava il sale; nello stagnetto delle saline dovrebbero vedersi anche i fenicotteri, ma noi vediamo solo qualche gabbiano.

La spiaggia, dominata dall'omonima torre, è lunghissima: a occhio sembrerebbe arrivare quasi a Porto Torres, e camminando verso lo stagno di Pilo scopriamo che cambia più volte nome. Alle spalle ci sono diversi stagni; poco più lontano lo stagno di Casaraccio, che vedremo meglio qualche giorno dopo dall'autobus. Ci sistemiamo con le nostre stuoie: la spiaggia è molto bella, fatta di ghiaino bianco minuto e levigato (i sassolini sembrano chicchi di riso), meno larga e molto meno affollata della Pelosa, praticamente tutta libera; l'acqua è trasparente, tendente al verde, con un fondale che digrada dolcemente.

Dopo cena andiamo a piedi a Capo Falcone e ci sediamo nel bar-ristorante con una magnifica terrazza sul mare, da cui si gode dall'alto il panorama della Pelosa e delle isole. Ci verremo più di una volta.

4 settembre: il giro della penisola

Mattina alla Pelosa; nel pomeriggio prendiamo l'autobus e facciamo tutto il percorso, da Capo Falcone fino al villaggio turistico all'altro capo della penisola (circa 35 km). Il tragitto è interessante: si passa per tutte le località di qualche interesse, tra una vegetazione molto varia. La zona è molto costruita, ma le case sono per lo più ben nascoste alla vista. Si costeggia lo stagno di Casaraccio e si arriva a un agglomerato molto denso di case colorate di recente costruzione, affittate soprattutto ai turisti, vicino alla Punta de su Torrione: non sono integrate nell'ambiente, il classico pugno in un occhio. Da lì però si ha una buona vista dello stagno e del lato ovest della penisola.

6 settembre: Capo Falcone

Al mattino decidiamo di esplorare Capo Falcone, che prende il nome dalla torre che lo domina. Ci incamminiamo dalla Pelosa, arriviamo in cima e ci dirigiamo verso occidente per sentieri pietrosi, a tratti fiancheggiati da una macchia molto bassa. Il versante ovest è tutto roccia: niente spiagge, solo declivi ripidi e scogliere, con un mare di un blu intenso. Il paesaggio è molto suggestivo, ed è la stessa caratteristica di tutta la penisola: a est spiagge sabbiose, a ovest alte rocce che si gettano in mare.

8 settembre: l'Asinara

Alle 9 siamo a Portu Mannu, il porto nuovo di Stintino, da cui partono i battelli per l'Asinara. Non avendo prenotato abbiamo qualche difficoltà a imbarcarci; per fortuna alcuni prenotati non si presentano. Nel 2008 il biglietto, 36 euro a testa, comprendeva la traversata fino a Fornelli (circa 20 minuti) e la visita guidata dell'isola in pullman.

L'isola è un parco nazionale, quasi disabitata, in passato sede di un carcere di massima sicurezza. La visita inizia proprio da Fornelli e dall'ex braccio di massima sicurezza; sull'isola c'è anche il Centro di recupero delle tartarughe marine. Proseguiamo in pullman su una strada sterrata verso Cala d'Oliva, attraverso una natura incontaminata, con molte soste: incontriamo cavalli e capre selvatiche, mentre gli asini li vedremo solo al ritorno. La guida fornisce spiegazioni chiare e ampie; ammiriamo magnifici panorami e bellissime calette. Anche qui la parte orientale è piena di spiagge, quella occidentale è rocciosa e ripida.

Al piccolo centro di Cala d'Oliva ci aspetta un altro pullman (facoltativo) che, per una stretta stradina sterrata, ci porta a Cala Sabina, magnifica spiaggia immersa in un paesaggio incredibile, dove ci fermiamo qualche ora per una bella nuotata in un mare cristallino da sogno. Tornati a Cala d'Oliva visitiamo un altro braccio del carcere dismesso. Ho l'impressione che questo paradiso rischi di finire: c'è già una foresteria con una ventina di posti letto ed è previsto l'ampliamento. Non vorrei che fosse l'inizio della fine...

Sulla via del ritorno verso Fornelli abbiamo la fortuna di vedere i piccoli asini bianchi e grigi (gli adulti sono alti circa un metro) che scorrazzano liberamente e alla nostra vista si allontanano. Quindi imbarco per Stintino.

11 settembre: Alghero, Porto Torres e la partenza

Di buon mattino prendiamo la strada per Alghero e parcheggiamo facilmente sul lungomare. La prima impressione è quella di una città moderna; il lungomare è attrezzato, con gli imbarchi dei battelli per la Grotta di Nettuno e Capo Caccia, ma noi preferiamo visitare la città. Vicino alle mura ci sono il trenino turistico e una carrozza trainata da cavalli che percorrono il centro storico.

Dalla Porta a Mare entriamo nel centro storico, circondato da mura ben conservate. Andiamo in piazza Duomo, dove sorge la Cattedrale di Santa Maria, con un bel campanile ottagonale in stile gotico-catalano, un notevole portale e l'abside gotica. Interessanti anche le animate stradine piene di negozi, con palazzi d'epoca, in particolare in via Principe Umberto, dove si incontrano Palazzo Doria e il palazzo della Curia. Percorrendo via Carlo Alberto arriviamo alla chiesa di San Francesco, trecentesca ma molto rimaneggiata, con un bel chiostro, l'interno barocco e il campanile che è uno dei simboli della città. Interessante anche la chiesa gesuitica di San Michele, con la cupola di maiolica colorata.

Dopo un pasto leggero passiamo davanti al Palau Albis e arriviamo alla Torre dell'Esperò Reial (di torri ad Alghero ce ne sono molte); torniamo sul lungomare per i bastioni. La giornata è limpida e in lontananza vediamo Capo Caccia.

Ripartiamo per Porto Torres percorrendo la "strada dei due mari". Facciamo un giro per corso Vittorio Emanuele, la via più commerciale, una sosta al bar vicino a piazza Colombo e poi andiamo a visitare la basilica di San Gavino, notevole chiesa romanica, molto grande, famosa per avere due absidi contrapposte; le colonne provengono da antichi edifici romani. È dedicata ai santi Gavino, Proto e Gianuario; nella cripta vediamo gli antichi sarcofagi. Un'ultima passeggiata in centro e poi di corsa all'imbarco del traghetto.

Prima di partire

Prezzi, orari e servizi di questo racconto sono quelli del settembre 2008. Una cosa importante è cambiata: dal 2020 la spiaggia della Pelosa è a numero chiuso nella stagione estiva, con prenotazione e ticket d'ingresso e l'obbligo di usare una stuoia sotto il telo. Regole, date e tariffe vanno verificate ogni anno sul sito del Comune di Stintino. Anche le escursioni all'Asinara, i battelli e gli autobus della penisola hanno orari e prezzi da controllare prima di partire. Tutte le informazioni aggiornate sono nella nostra guida di Stintino.

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