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Dar es Salaam: musei, mercati, isole e traghetti per Zanzibar

Aggiornato a ottobre 2026

Barche dei pescatori e dhow nel porto di Dar es Salaam al tramonto, con i palazzi del centro sullo sfondo

Dar es Salaam è la città più grande della Tanzania e il suo principale porto sull'Oceano Indiano. Non è la capitale ufficiale, che è Dodoma, nell'interno del Paese, ma resta il centro economico e il punto da cui passa la maggior parte dei viaggiatori: qui atterrano molti voli internazionali, partono i traghetti per Zanzibar e comincia la nuova ferrovia verso l'interno. Il nome, di origine araba, significa più o meno "casa della pace".

La città nacque nella seconda metà dell'Ottocento per volere del sultano di Zanzibar, poi fu capitale dell'Africa Orientale Tedesca e in seguito della colonia britannica del Tanganica. Nel centro le chiese tedesche convivono con le palazzine dei mercanti indiani e i grattacieli moderni. Non è una meta da vacanza in sé, ma uno o due giorni bastano per un museo importante, i mercati più vivaci del Paese e un'isola protetta a pochi minuti di barca.

In breve

Ideale per: chi passa di qui prima o dopo un safari o Zanzibar e vuole vedere una grande città dell'Africa orientale. Da vedere: il Museo Nazionale, il mercato del pesce di Kivukoni all'alba, Kariakoo, le chiese tedesche del centro, la penisola di Msasani, le isole Bongoyo e Mbudya e il Village Museum. Periodo più piacevole: da giugno a ottobre, la stagione più asciutta e un po' meno afosa.

Cosa vedere e cosa fare

Il Museo Nazionale

Il National Museum and House of Culture si trova in Shaaban Robert Street, accanto ai giardini botanici, ed è aperto al pubblico dal 1940. La sezione più nota è quella dedicata alle origini dell'uomo, con i resti fossili di ominidi provenienti dalle ricerche dei Leakey nella gola di Olduvai, non lontano dal cratere di Ngorongoro. Altre sale raccontano la città-stato swahili di Kilwa, la tratta degli schiavi e il periodo coloniale; tra le curiosità, una Rolls-Royce usata da Julius Nyerere, il primo presidente del Paese. Orari e biglietti vanno verificati sul posto prima della visita.

Il mercato del pesce di Kivukoni

All'estremità orientale del centro, vicino al porto e all'imbarco dei traghetti per Kigamboni, il mercato del pesce di Kivukoni è uno degli spettacoli più autentici della città. Le barche dei pescatori arrivano la mattina presto e il pescato viene venduto all'asta a ristoratori e privati, tra grida e banchi di pesce, polpi e gamberi. Andateci al mattino, con scarpe chiuse e pochi oggetti di valore, e chiedete il permesso prima di fotografare le persone.

Il mercato di Kariakoo

Kariakoo è il grande quartiere-mercato di Dar es Salaam, dove la città fa la spesa: occupa diversi isolati intorno all'edificio del mercato centrale e vende di tutto, dalla frutta alle spezie, dai tessuti ai cesti. È rumoroso, affollato e molto vivo. Proprio per la folla è una delle zone in cui le autorità raccomandano più attenzione ai borseggi: meglio visitarlo di giorno, possibilmente con una guida.

Il centro coloniale e indiano

Il centro storico si visita bene a piedi, partendo dal lungomare di Kivukoni Front. La Azania Front Lutheran Church, costruita dai missionari tedeschi nel 1898 con il campanile dal tetto di tegole rosse, è il simbolo della città vista dal mare. Poco lontano, su Sokoine Drive, la cattedrale cattolica di San Giuseppe, in stile neogotico, fu costruita anch'essa dai tedeschi tra fine Ottocento e inizio Novecento. Nei dintorni si incontrano l'Askari Monument, la statua in bronzo che ricorda i soldati e i portatori africani della prima guerra mondiale, e i giardini botanici di epoca tedesca. Verso Kariakoo sopravvivono qua e là palazzine con balconi e facciate decorate dei mercanti indiani, sempre più circondate da edifici nuovi.

La penisola di Msasani e Oyster Bay

A nord del centro la penisola di Msasani raccoglie i quartieri residenziali di Oyster Bay e Masaki, con ambasciate, centri commerciali e ristoranti. Al tramonto il lungomare di Toure Drive e la zona dello Slipway, da cui partono le barche per le isole, sono tra i posti più piacevoli della città. Si dice che la pittura naif tingatinga, oggi venduta in tutta la Tanzania, sia nata proprio in questa zona.

Coco Beach

Coco Beach, sul lato orientale di Oyster Bay, è la spiaggia cittadina di Dar es Salaam. È più un luogo di passeggio che di bagni: la sera e nei fine settimana si riempie di famiglie, venditori di cibo di strada e musica. Le autorità segnalano però furti e scippi nella zona: andateci di giorno o nel tardo pomeriggio, senza oggetti vistosi.

Le isole Bongoyo e Mbudya

Davanti alla costa nord si trovano le isole della Dar es Salaam Marine Reserves, protette come riserva marina. Bongoyo, disabitata e piccola, è la più visitata: si raggiunge in barca dallo Slipway di Msasani in pochi minuti e offre spiagge di sabbia, barriere coralline poco profonde dove fare snorkeling, sentieri e tettoie per ripararsi dal sole; sulle sue spiagge nidificano le tartarughe marine. Mbudya, più a nord, è un'altra isola della riserva, con spiagge tranquille, raggiungibile in barca dalla costa settentrionale della città. Oltre alla barca va di norma pagato l'ingresso alla riserva: verificate tariffe e partenze sul posto.

Il Village Museum

Il Village Museum (Kijiji cha Makumbusho), lungo Bagamoyo Road, è un museo all'aperto nato nel 1967 e collegato al Museo Nazionale. Riproduce le abitazioni tradizionali di diversi gruppi etnici della Tanzania, con capanne, granai e piccoli campi coltivati, e organizza spettacoli di musica e danza tradizionale: i giorni cambiano, quindi informatevi prima.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

L'aeroporto internazionale Julius Nyerere è il principale scalo del Paese, a sud-ovest del centro, con voli internazionali e interni verso Zanzibar, Kilimanjaro e Arusha. Dall'Italia di norma si vola con uno scalo. Per entrare in Tanzania serve il visto, che conviene richiedere in anticipo sul portale ufficiale eVisa, con passaporto valido almeno sei mesi. Dal 1° ottobre 2026 anche per la Tanzania continentale è obbligatoria l'assicurazione di viaggio pubblica, da acquistare online sul portale della NIC: chi entra prima a Zanzibar la compra invece dall'assicurazione di Zanzibar, e ne basta una sola per tutto il viaggio. L'assicurazione privata non la sostituisce. Le regole sono nuove: verificatele prima di partire.

Come muoversi

Il traffico è intenso. Il modo più pratico sono i taxi prenotati dall'alloggio o le app di trasporto, controllando che la targa corrisponda. Le autorità sconsigliano i taxi fermati per strada, le moto-taxi (boda-boda) e i tricicli (bajaj).

La nuova ferrovia elettrica SGR collega Dar es Salaam a Morogoro dal giugno 2024 e a Dodoma dal luglio 2024; secondo l'orario pubblicato a gennaio 2026 i treni express arrivano a Dodoma in meno di quattro ore. I biglietti si comprano in stazione o online e sono nominativi: tenete a portata di mano il passaporto e verificate prima le modalità di acquisto, cambiate più volte. Per Zanzibar partono ogni giorno i traghetti veloci dal porto in centro: serve il passaporto e conviene comprare i biglietti in anticipo dai canali ufficiali delle compagnie, evitando i procacciatori al porto. Verificate orari e tariffe prima di partire.

Quando andare

Dar es Salaam ha un clima caldo e umido tutto l'anno. I mesi più piacevoli sono da giugno a ottobre, quando piove poco e l'afa si attenua un po'; per altre idee nello stesso periodo c'è la pagina su dove andare a luglio. Le piogge più forti, le cosiddette "lunghe piogge", cadono di solito tra marzo e maggio, mentre tra novembre e dicembre arrivano le "piogge brevi". Da dicembre a febbraio caldo e umidità sono al massimo.

Dove dormire

Consigli pratici

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