Aggiornato a ottobre 2026
Il Parco Nazionale del Serengeti è la più celebre area protetta della Tanzania e uno dei luoghi simbolo dei safari africani. Si estende nel nord del Paese, tra la zona del Ngorongoro, il lago Vittoria e il confine con il Kenya, dove prosegue senza interruzioni nella riserva del Masai Mara. Il paesaggio è fatto di praterie a perdita d'occhio, interrotte da acacie, fiumi stagionali e dai kopjes, gli affioramenti di rocce granitiche dove spesso riposano i leoni.
Il parco è patrimonio dell'umanità UNESCO e deve la sua fama soprattutto alla Grande Migrazione: il movimento circolare di enormi mandrie di gnu, accompagnati da zebre e gazzelle, che seguono le piogge e l'erba fresca tra la Tanzania e il Kenya, inseguiti dai predatori. Ma il Serengeti merita tutto l'anno, perché molti animali non migrano.
Ideale per: chi sogna un safari classico nella savana, gli appassionati di fotografia naturalistica e chi vuole assistere alla migrazione degli gnu. Da vedere: la valle del Seronera, i parti nelle pianure di Ndutu, il corridoio occidentale e il fiume Grumeti, i guadi del fiume Mara a Kogatende, i kopjes di Moru. Periodo più piacevole: la stagione secca da giugno a ottobre per i guadi del Mara; da gennaio a marzo per i parti nel sud.
La migrazione non segue un calendario fisso: dipende dalle piogge, che cambiano ogni anno, e le date qui sotto sono solo indicative. In linea di massima il ciclo si svolge così:
La valle del Seronera, nel Serengeti centrale, è la zona più visitata e la più facile da raggiungere. Il fiume Seronera e i suoi affluenti garantiscono acqua anche nella stagione secca, e per questo molti animali vi restano tutto l'anno. È considerata una delle aree migliori dell'Africa per i grandi felini: leoni, ghepardi e leopardi, che si cercano tra i rami delle acacie lungo i corsi d'acqua. Ha una pista d'atterraggio e molti alloggi, ma nei mesi di punta gli avvistamenti attirano parecchi veicoli.
Nel Serengeti si possono vedere tutti i big five: leone, leopardo, elefante, bufalo e rinoceronte nero. Il più difficile è il rinoceronte, raro e protetto, che vive soprattutto nella zona dei kopjes di Moru, nel sud-ovest del Serengeti centrale. Sono comuni anche ghepardi, iene maculate e sciacalli. Tra gli erbivori ci sono zebre, gazzelle, giraffe e ippopotami nelle pozze dei fiumi. Per il rinoceronte nero conviene abbinare il cratere di Ngorongoro.
Il volo in mongolfiera è l'esperienza più ricercata dopo i fuoristrada. Si parte all'alba, quando l'aria è ferma, e si sorvola la savana a bassa quota, seguendo il vento; dopo l'atterraggio di solito si fa colazione nella savana. I voli partono soprattutto dal Seronera e, in alcune stagioni, da altre zone del parco e dei dintorni, per esempio da Ndutu durante i parti: chiedete all'agenzia da dove si decolla nel periodo del vostro viaggio. È costoso, va prenotato in anticipo e può saltare per il vento.
Quasi tutti visitano il Serengeti con un fuoristrada con guida, prenotato tramite un'agenzia di safari autorizzata: i veicoli hanno di solito il tetto apribile per osservare e fotografare. Il safari privato permette di scegliere ritmi e soste; quello di gruppo costa meno. Si esce al mattino presto e nel tardo pomeriggio, quando gli animali sono più attivi.
Vista la vastità del parco, conviene restare almeno tre notti e scegliere la zona in base al mese, seguendo la migrazione. Il Serengeti si combina quasi sempre con il cratere di Ngorongoro, il lago Manyara e il Tarangire, nel classico circuito del nord, e spesso con qualche giorno di mare a Zanzibar o con la salita al Kilimangiaro.
La porta d'accesso è Arusha, nel nord della Tanzania, servita dall'aeroporto internazionale del Kilimangiaro e da un aeroporto locale. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con uno scalo, oppure via Dar es Salaam o Zanzibar con un volo interno.
In strada, da Arusha si passa per Karatu e si attraversa l'Area di conservazione di Ngorongoro fino al cancello di Naabi Hill, l'ingresso principale del Serengeti centrale: è un viaggio di un'intera giornata, su un tratto finale sterrato e polveroso, che si fa con il fuoristrada del safari. Attraversare l'area del Ngorongoro comporta tasse separate, che le agenzie includono nel preventivo. Altri cancelli sono quello di Ndabaka, a ovest verso il lago Vittoria, e quello di Klein's, a nord-est.
In aereo, piccoli voli interni collegano Arusha, il Kilimangiaro e Zanzibar alle piste d'atterraggio del parco, tra cui Seronera, Kogatende nel nord e quelle della zona di Grumeti. Il bagaglio deve essere morbido e leggero: verificate il limite con la compagnia.
All'interno del parco ci si sposta solo con il fuoristrada, sulle piste autorizzate. Le distanze tra sud, centro e nord richiedono molte ore: chi vuole vedere sia il Seronera sia i guadi del Mara spesso combina strada e voli interni. È vietato scendere dal veicolo fuori dalle aree indicate e guidare di notte. Dopo gli episodi di sovraffollamento di veicoli ai guadi di Kogatende nel 2025, TANAPA ha introdotto misure più severe: seguite le indicazioni della guida e dei ranger.
Serengeti e Masai Mara formano un unico ecosistema, ma il valico diretto tra i due parchi è chiuso al traffico turistico da anni. Per unire i due safari si vola, passando di solito per Arusha e Nairobi, oppure si fa la strada che passa per il valico di Isebania-Sirari, lunga e scomoda. Servono i documenti d'ingresso per entrambi i Paesi: verificate prima di partire se ci sono novità sui valichi.
Il Serengeti si visita tutto l'anno. La stagione secca, da giugno a ottobre, è la più richiesta: l'erba è bassa, gli animali si concentrano vicino all'acqua e nel nord ci sono i guadi del Mara (vedi dove andare a luglio). Da gennaio a marzo, tra le piogge brevi e quelle lunghe, il sud offre i parti e grandi concentrazioni di predatori. Le piogge lunghe, all'incirca tra aprile e maggio, rendono alcune piste difficili e alcuni alloggi chiudono, ma il parco è più tranquillo.