Aggiornato a ottobre 2026
La costa licia è il tratto di Mediterraneo tra Fethiye e Antalya, nel sud-ovest della Turchia. Le montagne del Tauro scendono dritte sul mare, e tra baie, isole e pinete si trovano le rovine di una delle civiltà più originali dell'Anatolia antica: i Lici.
Il cuore del viaggio è Kekova, l'isola davanti alla quale si vedono sott'acqua i resti di un antico abitato, con il villaggio di Kaleköy e il suo castello. Intorno ci sono cittadine di mare come Kaş e Kalkan, siti archeologici come Myra, Patara e Xanthos, la gola di Saklıkent e le fiamme naturali della Chimera. Chi arriva dalla costa egea di Bodrum trova qui un paesaggio più selvaggio e meno costruito.
Da non perdere: la città sommersa di Kekova in barca, Kaleköy con il castello, Myra e la chiesa di San Nicola a Demre, il teatro di Kaş sul mare, la spiaggia e le rovine di Patara, Xanthos e Letoon, la Chimera di notte. Periodo migliore: da aprile a giugno e da settembre a ottobre.
Nell'antichità la Licia era una regione con una propria lingua indoeuropea e un proprio alfabeto. Le sue città formarono una lega, la Lega licia, in cui ogni membro mandava al consiglio comune un numero di delegati legato alla sua importanza. Il segno più visibile dei Lici sono le tombe: facciate scavate nelle pareti di roccia che imitano case e templi di legno, tombe a pilastro e sarcofagi con pesanti coperchi a punta, sparsi ovunque, anche nei giardini e lungo il mare.
Lungo la riva nord dell'isola di Kekova si vedono, sotto pochi metri d'acqua, muri, scale, banchine e fondamenta di case. Un terremoto del II secolo d.C. fece sprofondare parte della costa; l'abitato è spesso identificato con l'antica Dolichiste. La zona è tutelata: dal 1990 fa parte dell'area speciale di protezione ambientale di Kaş-Kekova. Le rovine si visitano solo dalla barca, che passa lentamente lungo la riva: sopra la città sommersa non ci si può tuffare, nuotare né immergersi. Le barche fanno sosta per il bagno nelle baie vicine dove è permesso, come la baia di Tersane. Esistono anche escursioni guidate in kayak di mare. Dal 2020 un regolamento prevede l'apertura controllata di alcuni punti alle immersioni turistiche: prima di partire verifica se e dove è stata davvero attivata.
Di fronte all'isola, Kaleköy, l'antica Simena, è un piccolo villaggio senza strada: ci si arriva in barca o a piedi da Üçağız. Le case salgono sulla collina fino al castello medievale, legato ai Bizantini e ai Cavalieri di Rodi, che dentro le mura ha un minuscolo teatro scavato nella roccia. Dall'alto la vista abbraccia la baia e l'isola. Lungo la riva e sul pendio ci sono sarcofagi e tombe licie. La salita è breve ma ripida: meglio farla nelle ore meno calde.
Üçağız è l'antica Teimiussa, un piccolo porto licio su una baia chiusa e tranquilla. È il principale punto di partenza via terra per le barche verso Kekova. A est del villaggio, a pochi minuti a piedi lungo la riva, c'è una necropoli fitta di sarcofagi, alcuni sul bordo dell'acqua.
Poco fuori Demre, l'antica Myra è uno dei siti più fotografati della Licia: una parete di roccia coperta di tombe a facciata, accanto a un grande teatro romano ben conservato, con maschere di pietra tra le rovine. In città c'è la chiesa di San Nicola, oggi museo: Nicola fu vescovo di Myra nel IV secolo e qui fu sepolto, finché nel 1087 marinai baresi portarono gran parte delle reliquie a Bari. A fine 2024 gli scavi hanno riportato alla luce, in un edificio annesso, un sarcofago che gli archeologi stanno ancora studiando: il legame con la tomba del santo resta un'ipotesi. Vicino, sulla costa, il porto romano di Andriake ospita nel granaio di Adriano il Museo delle civiltà licie.
Kaş, l'antica Antiphellos, è la base più comoda per esplorare la zona: un porto con vicoli in salita, ristoranti e centri immersioni. Da vedere il teatro ellenistico affacciato sul mare, al tramonto, il sarcofago licio con le teste di leone nella via Uzunçarşı e le tombe scavate nella roccia sopra la città.
In traghetto, in circa mezz'ora, si arriva a Kastellorizo (in turco Meis), la piccola isola greca che si vede dal porto. È una gita di un giorno molto diffusa: serve il passaporto, perché si esce dalla Turchia e si entra in Grecia con i controlli di frontiera. Gli orari si riducono in primavera e autunno: verificali in anticipo.
Kalkan era un villaggio di pescatori greco ed è oggi una località elegante, con molte ville in affitto e piccole piattaforme sul mare al posto della spiaggia. Tra Kalkan e Kaş si trova Kaputaş, una caletta di sabbia in fondo a una gola, raggiungibile con una lunga scalinata dalla strada costiera.
Patara unisce una lunghissima spiaggia di sabbia, con le dune alle spalle, e una grande città antica. Fu un porto importante e una capitale della Lega licia, e la tradizione vuole che San Nicola sia nato qui. Si visitano il teatro, l'edificio del consiglio della lega restaurato, la porta della città, le terme e il faro di epoca romana. Negli ultimi anni il sito è stato aperto d'estate anche la sera: controlla se il servizio è attivo. La spiaggia è un sito di nidificazione delle tartarughe Caretta caretta: nella stagione delle deposizioni l'accesso è vietato di notte. Secondo le regole confermate a giugno 2026 il divieto va dalle 20 alle 8 fino alla fine di settembre, e sono vietati tende, fuochi e veicoli sulla sabbia, con multe elevate.
Nell'interno, vicino al villaggio di Kınık, Xanthos fu la città più grande della Licia, famosa per aver scelto due volte la distruzione piuttosto che la resa, contro i Persiani e poi contro Bruto. A pochi chilometri, Letoon era il santuario federale dei Lici, dedicato a Latona e ai figli Apollo e Artemide, con tre templi affiancati. I due siti sono insieme Patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1988. Molte sculture di Xanthos, come il Monumento delle Nereidi, sono al British Museum di Londra; sul posto restano tombe a pilastro, il teatro e il grande pilastro iscritto. A Letoon fu trovata una stele in licio, greco e aramaico, oggi al museo di Fethiye. Parte delle rovine di Letoon è sommersa dall'acqua della falda.
A circa 50 chilometri da Fethiye, il parco nazionale di Saklıkent protegge una gola stretta e profonda, lunga circa 18 chilometri, scavata dall'acqua nel Tauro. All'ingresso si guada un torrente gelido anche d'estate, poi si cammina tra pareti altissime. Il tratto percorribile a piedi si apre quando il livello dell'acqua scende, di solito dalla tarda primavera: le parti più interne sono solo per chi fa torrentismo con guida e attrezzatura. Servono scarpe che possano bagnarsi.
Fethiye sorge sull'antica Telmessos: sopra la città c'è la tomba di Aminta, una facciata a tempio scavata nella roccia. Dal porto partono le gite in barca nel golfo, tra isole e calette. A breve distanza, Ölüdeniz ha la celebre laguna dalle acque calme, protetta come parco naturale con ingresso a pagamento, e la spiaggia libera accanto. Dal monte Babadağ, sopra la laguna, partono i voli in parapendio biposto. In barca si raggiunge la Valle delle farfalle; poco lontano c'è Kayaköy, villaggio greco abbandonato dopo lo scambio di popolazioni degli anni Venti.
Verso Antalya, le rovine di Olympos si trovano in una valle verde lungo un torrente che sbocca su una spiaggia di ciottoli: tombe, terme, una porta di tempio e chiese tra gli alberi. Accanto, Çıralı è una località tranquilla di pensioni e frutteti, con una lunga spiaggia dove nidificano le tartarughe. Da Çıralı un sentiero in salita di circa mezz'ora porta alla Chimera (Yanartaş): piccole fiamme che escono di continuo dalle rocce, alimentate da gas naturale. Il mito vi collocava il mostro ucciso da Bellerofonte. Le fiamme si vedono meglio al tramonto o di sera: porta una torcia per la discesa.
La Via Licia (Likya Yolu) è il primo sentiero a lunga percorrenza della Turchia, ideato da Kate Clow e aperto nel 1999. Dopo le estensioni misura circa 760 chilometri, da Ovacık, vicino a Fethiye, fino ai dintorni di Antalya, ed è segnata con strisce bianche e rosse. Si può percorrere a tappe, anche solo per un giorno: alcuni tratti tra Kaş e Üçağız o tra Olympos e Çıralı sono molto belli. Primavera e autunno sono le stagioni giuste; d'estate fa troppo caldo e l'acqua lungo il percorso è scarsa.
Pesce alla griglia nei porti, meze di verdure all'olio d'oliva, gözleme preparate nei villaggi dell'interno, yogurt e miele di montagna. Per scoprire tutti i piatti leggi la guida alla cucina turca.
In aereo: gli aeroporti sono due. Dalaman è il più vicino a Fethiye, Ölüdeniz, Saklıkent e Kalkan; Antalya è più comodo per Olympos, Çıralı e Demre. Kaş è a metà strada, a circa due ore d'auto da Dalaman. Dall'Italia si arriva con scalo a Istanbul o con voli diretti stagionali: verifica rotte e frequenze secondo la stagione. In autobus: le grandi città turche sono collegate con Fethiye, Kaş e Antalya. Da Bodrum si arriva in auto o in autobus, con un viaggio di diverse ore.
L'auto a noleggio è il modo più libero per girare: la strada costiera tra Fethiye e Antalya è panoramica ma piena di curve, quindi calcola tempi più lunghi del previsto. I dolmuş, i minibus locali, collegano le cittadine lungo la costa e alcuni siti: sono economici e frequenti in estate. Per Kekova si usano le barche: gite di gruppo da Kaş, da Üçağız o da Demre, oppure barche private.
Primavera e autunno sono i periodi migliori per i siti archeologici e le escursioni: in aprile e maggio la campagna è fiorita, tra settembre e ottobre il mare è ancora caldo. Leggi anche dove andare a maggio e dove andare a ottobre. Luglio e agosto sono molto caldi e affollati, ma sono i mesi migliori per Saklıkent. In inverno molte strutture e gite in barca chiudono o si riducono.