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Colle del Gran San Bernardo: l'ospizio, i cani e il valico tra Valle d'Aosta e Svizzera

Aggiornato a ottobre 2026

Il Colle del Gran San Bernardo in estate, con il laghetto alpino, gli edifici in pietra dell'ospizio e le montagne rocciose ancora macchiate di neve

Il Colle del Gran San Bernardo è il valico che, a oltre 2.400 metri di quota, collega la Valle d'Aosta al Vallese svizzero. Lo si raggiunge risalendo da Aosta la valle del Gran San Bernardo, punteggiata di villaggi in pietra come Etroubles, Saint-Oyen e Saint-Rhémy-en-Bosses. In cima ci sono un piccolo lago, il confine di Stato e, appena oltre, sul lato svizzero, il celebre ospizio che da quasi mille anni accoglie chi attraversa le Alpi e che ha dato il nome ai cani San Bernardo.

Il passo era già una via importante in epoca romana, quando sul colle sorgeva un tempio dedicato a Giove Pennino, protettore dei viaggiatori. Nel Medioevo vi passavano i pellegrini diretti a Roma, e ancora oggi qui comincia la prima tappa italiana della Via Francigena, che scende fino ad Aosta. La strada del colle è aperta solo d'estate; per il resto dell'anno il traffico passa nel traforo, più in basso, e il valico resta il regno di sci alpinisti ed escursionisti con le racchette.

In breve

Ideale per: chi ama i grandi passi alpini, la storia dei pellegrinaggi, i cani San Bernardo e i paesi di montagna poco turistici. Da vedere: l'ospizio con il museo e la chiesa, i cani in estate, il lago e il sito romano del Plan de Jupiter, i villaggi di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen ed Etroubles. Periodo più piacevole: da fine giugno a settembre, quando la strada del colle è aperta e c'è meno neve sui sentieri.

Cosa vedere e cosa fare

L'ospizio del Gran San Bernardo

L'ospizio fu fondato verso la metà dell'XI secolo da san Bernardo di Mentone per offrire riparo ai viaggiatori e ai pellegrini che attraversavano le Alpi. Da allora è gestito da una comunità di canonici regolari, che continua a ospitare escursionisti e viaggiatori. L'edificio attuale, ampliato nell'Ottocento, si trova pochi passi oltre il confine, in territorio svizzero. Oltre alla chiesa, l'ospizio ospita un museo che racconta la storia del passo, l'ambiente naturale della valle e i cani San Bernardo. Orari e modalità di visita del museo cambiano con le stagioni: verificateli prima di salire.

I cani San Bernardo

I canonici allevavano grandi cani di tipo molosso almeno dal Cinquecento, per fare la guardia all'ospizio, tracciare il sentiero nella neve fresca e ritrovare i viaggiatori dispersi nel maltempo o sepolti dalle valanghe. Dall'Ottocento da questi cani è stata selezionata la razza oggi nota in tutto il mondo come San Bernardo. Dal 2004 l'allevamento è affidato a una fondazione con sede a Martigny, in Svizzera, e nei mesi estivi alcuni cani tornano a soggiornare al colle, dove si possono vedere da vicino.

Il lago, il confine e il Plan de Jupiter

Il piccolo lago del colle è a cavallo del confine, tra la Chenalette e il Mont Mort, in un ambiente di roccia battuto quasi sempre dal vento: d'inverno qui la neve si accumula in quantità enormi e le temperature scendono molto sotto lo zero. Sul versante italiano, nella zona chiamata Plan de Jupiter, sono stati trovati i resti del tempio romano di Giove Pennino e di altri edifici d'epoca romana. Poco lontano si trova anche una grande statua di san Bernardo. È un luogo da girare con calma, magari dopo la visita all'ospizio, seguendo i sentieri che costeggiano il lago.

Napoleone e la storia del passo

Il Gran San Bernardo è legato anche all'impresa di Napoleone, che lo attraversò con l'esercito nella primavera del 1800 durante la campagna d'Italia; all'ospizio fece poi erigere la tomba del generale Desaix, morto nella battaglia di Marengo. Per secoli la manutenzione della strada e l'accompagnamento dei viaggiatori dalla valle al colle furono affidati agli abitanti di Saint-Rhémy ed Etroubles, i marronniers, che avevano questo privilegio dai Savoia.

I paesi della valle

Scendendo verso Aosta si incontra per primo Saint-Rhémy-en-Bosses, abitato dalla preistoria e stazione di posta in epoca romana, noto per il prosciutto crudo Jambon de Bosses DOP, salato con erbe di montagna e stagionato a lungo nel fieno. A Saint-Oyen c'è lo Château Verdun, un antico ospizio documentato dal XII secolo, oggi casa per ferie della diocesi di Aosta. Etroubles è un borgo di case in pietra, fontane e un ponte coperto, che ospita un'esposizione permanente di arte contemporanea all'aperto, nata dalla collaborazione con la Fondation Pierre Gianadda di Martigny. Più in basso, a Gignod, si vedono una torre medievale e la chiesa di Sant'Ilario con affreschi del Quattrocento.

Escursioni e Via Francigena

La prima tappa italiana della Via Francigena parte dal colle e scende verso Aosta attraversando i villaggi della valle: chi non ha tempo per farla tutta può percorrerne un tratto tra Saint-Rhémy ed Etroubles. Dal colle partono anche escursioni verso i laghi e i colli vicini, adatte a escursionisti allenati e da affrontare solo con il tempo stabile. In inverno la valle offre una lunga pista di sci di fondo tra Saint-Rhémy ed Etroubles e il piccolo comprensorio di Crévacol, esposto a sud, mentre la salita al colle con gli sci o le racchette è riservata a chi ha esperienza di montagna invernale o va con una guida.

Cosa mangiare

Il prodotto simbolo della valle è il Jambon de Bosses DOP, a cui Saint-Rhémy-en-Bosses dedica una festa estiva (nel 2026 si è tenuta il 12 luglio), con visite al laboratorio, degustazioni e abbinamenti con i vini valdostani. Per il resto la cucina è quella di montagna della regione, con fontina, zuppe e polenta: trovate i piatti principali nella guida alla cucina valdostana.

Come arrivare

Da Aosta si sale in auto lungo la statale 27 del Gran San Bernardo. Poco sopra Saint-Rhémy la strada si divide: il ramo principale entra nel traforo, aperto tutto l'anno e a pedaggio, mentre la vecchia strada sale al colle ed è percorribile solo nella bella stagione. Nel 2026 il valico è stato completamente aperto dal 22 giugno, dopo lo sgombero della neve iniziato in aprile; di solito chiude in autunno, con le prime nevicate. Prima di partire controllate lo stato della strada sul sito di Anas. Chi arriva in treno deve sapere che la linea Ivrea-Aosta è sostituita da autobus per i lavori di elettrificazione e che la riapertura è annunciata tra dicembre 2026 e gennaio 2027 (verificate sul sito di Trenitalia o di RFI); da Aosta i collegamenti in pullman verso la valle sono limitati, soprattutto fuori stagione.

Come muoversi

L'auto è di gran lunga il mezzo più pratico per girare la valle e salire al colle. La strada del valico è di alta montagna, con tornanti e tratti esposti al maltempo: guidate con prudenza e fate attenzione a ciclisti e motociclisti. Chi cammina può seguire i sentieri della Via Francigena tra i villaggi, mentre al colle tutto si visita a piedi in pochi passi.

Quando andare

Il periodo migliore va da fine giugno a settembre: la strada è aperta, l'ospizio e il museo sono più facilmente visitabili e i cani sono al colle. Anche d'estate in cima fa fresco e il vento è quasi costante, e non è raro trovare nebbia o neve fuori stagione. In inverno il colle è isolato e si raggiunge solo con sci o racchette, mentre la valle è tranquilla e adatta allo sci di fondo. Per altre idee di stagione c'è la pagina su dove andare a luglio.

Dove dormire

Consigli pratici

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