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Pizzo: cosa vedere tra il castello Murat e la chiesa di Piedigrotta

Aggiornato a ottobre 2026

Il borgo di Pizzo sulla rupe a picco sul mar Tirreno, con il castello aragonese e le case affacciate sul mare, nella luce dorata del tardo pomeriggio

Pizzo, spesso chiamata Pizzo Calabro, è un paese del Vibonese costruito su un promontorio di tufo affacciato sul golfo di Sant'Eufemia, all'inizio della Costa degli Dei, il tratto di costa della Calabria che arriva fino a Nicotera. Il centro storico, raccolto intorno a una piazza che fa da terrazza sul mare, è dominato dal castello aragonese, legato al nome di Gioacchino Murat.

Pizzo è conosciuta in tutta Italia per due cose molto diverse: la chiesa di Piedigrotta, scavata nella roccia in riva al mare e popolata di statue, e il tartufo, il gelato nato qui negli anni Cinquanta. È una buona base per scoprire la costa vibonese, con Tropea e Capo Vaticano a breve distanza.

In breve

Da non perdere: il castello Murat, la chiesa di Piedigrotta, piazza della Repubblica con il belvedere sul mare, la chiesa matrice di San Giorgio e un tartufo gustato in piazza. Per il mare ci sono le spiagge della Marina e quelle più lunghe a nord del paese. Periodo migliore: giugno e settembre.

Cosa vedere a Pizzo

Il castello aragonese, o castello Murat

Il castello sorge sul bordo del promontorio, a pochi passi dalla piazza principale. La torre più antica, di epoca angioina, risale al Trecento; la fortezza prese la forma attuale nella seconda metà del Quattrocento per volere del re Ferdinando I d'Aragona, per difendere la costa dalle incursioni dei pirati. Ha pianta quadrangolare, due torri cilindriche agli angoli, un lato a picco sul mare e l'altro protetto da un fossato.

Il castello deve il suo nome a Gioacchino Murat, cognato di Napoleone ed ex re di Napoli. L'8 ottobre 1815 Murat sbarcò a Pizzo con pochi uomini per tentare di riconquistare il regno, ma fu catturato e rinchiuso nel castello. Processato da una commissione militare borbonica, fu fucilato all'interno della fortezza il 13 ottobre 1815. Oggi il castello è un museo che racconta i suoi ultimi giorni, dalla prigionia al processo, con documenti e ricostruzioni; si visitano anche le celle e il cortile.

Piazza della Repubblica e il centro storico

Piazza della Repubblica è il cuore di Pizzo: un salotto all'aperto con bar e gelaterie, chiuso su un lato da una balconata sul mare chiamata 'U spunduni. Da qui si vedono il golfo e, nelle giornate limpide, il profilo delle isole Eolie. Sotto la balconata c'è «Il collezionista di venti», una figura seduta in rete metallica dello scultore Edoardo Tresoldi, rivolta verso il Tirreno.

Intorno alla piazza si snodano vicoli in salita e in discesa, scalinate, palazzi con portali in pietra e piccoli affacci. Su alcune porte del centro sono dipinti murales di artisti contemporanei. Vale una sosta anche la chiesa del Purgatorio, del 1651, nota per la cripta con nicchie che conservano scheletri.

La chiesa matrice di San Giorgio

La chiesa principale del paese è dedicata a San Giorgio, patrono di Pizzo. È un edificio barocco del 1632, con un portale in marmo bianco sulla facciata in pietra; all'interno conserva statue e altari dei secoli passati. Qui fu sepolto Gioacchino Murat dopo la fucilazione: una lapide lo ricorda.

La chiesa di Piedigrotta

A circa un chilometro a nord del centro, in riva al mare, si trova la chiesa di Piedigrotta, scavata nel tufo. Secondo la tradizione, che non ha riscontri scritti, nel Seicento un veliero partito da Napoli fu sorpreso da una tempesta; i marinai promisero alla Madonna di Piedigrotta, di cui avevano un quadro a bordo, una cappella nel luogo in cui si fossero salvati, e la scavarono nella roccia dove approdarono.

Alla fine dell'Ottocento un artigiano del paese, Angelo Barone, cominciò ad ampliare la grotta e a scolpire nel tufo statue di santi e scene sacre; il lavoro fu continuato per decenni dal figlio Alfonso. Nel 1969 un discendente, Giorgio Barone, aggiunse due grandi figure di papa Giovanni XXIII e del presidente John Kennedy. Il risultato è un luogo unico, fra arte popolare e devozione, con la luce che entra dalle aperture verso il mare.

Avviso (agosto 2026): per la chiesa di Piedigrotta è stato finanziato dalla Regione Calabria un intervento di restauro e consolidamento della roccia, affidato alla Soprintendenza, da completare entro la fine del 2028. Durante i lavori l'accesso potrebbe essere limitato: verifica prima di andare.

Il mare e le spiagge

La costa di Pizzo ha due caratteri diversi. A nord del paese si stendono lunghe spiagge di sabbia, fino alla spiaggia di Colamaio, con la pineta e le dune verso la foce dell'Angitola, e alla zona della Marinella. Sotto il centro storico c'è la Marina, la spiaggia più comoda, con il porticciolo e il lungomare animato la sera; ai piedi del castello si apre la piccola insenatura della Seggiola, tra pareti di tufo.

Verso sud la costa diventa rocciosa: lungo la Riviera Prangi e a Centofontane si alternano piccole calette, scogli e grotte, adatte a chi ama lo snorkeling ma più faticose da raggiungere. Anche la spiaggia vicino alla chiesa di Piedigrotta è molto frequentata, soprattutto al tramonto.

Per secoli Pizzo ha vissuto della pesca del tonno: la tonnara della zona di Centofontane ha lavorato fino agli anni Settanta del Novecento e sugli scogli restano alcune tracce delle antiche attività.

Cosa mangiare

Il simbolo di Pizzo è il tartufo, un gelato modellato a mano: una palla di gelato alla nocciola e al cioccolato con un cuore di cioccolato fuso, ricoperta di cacao o zucchero. La tradizione ne attribuisce l'invenzione a un gelatiere del paese, Giuseppe De Maria detto «Don Pippo», nei primi anni Cinquanta. Il tartufo di Pizzo è tra i prodotti agroalimentari tradizionali della Calabria; oggi se ne trovano anche varianti con altri gusti. Il posto classico per mangiarlo è un tavolino in piazza della Repubblica.

La cucina locale è soprattutto di mare, con il tonno come ingrediente storico. Per i piatti della regione leggi la guida alla cucina calabrese.

Gite nei dintorni

Come arrivare

In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme, a circa mezz'ora d'auto.

In treno: la stazione di Pizzo si trova sulla linea costiera che passa per Tropea, circa 2 km a sud del centro, ed è servita da treni regionali per Lamezia Terme e per Rosarno e Reggio Calabria. I treni a lunga percorrenza fermano invece a Vibo Valentia-Pizzo, sulla linea principale, lontana dal paese: da lì serve un'auto o un taxi.

In auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce allo svincolo di Pizzo e si scende verso il mare in pochi minuti.

Come muoversi

Il centro storico si gira a piedi, tra salite e scalinate. Per la Marina si scende dal centro a piedi; per Piedigrotta e per le spiagge più lontane è comoda l'auto. In estate i parcheggi vicino al centro e al mare si riempiono presto.

Quando andare

I mesi migliori sono giugno e settembre: mare caldo e meno folla rispetto a luglio e agosto, quando la piazza e le spiagge sono molto affollate. In primavera e in autunno Pizzo è tranquilla e adatta a visitare castello, chiese e dintorni. Per altre idee leggi dove andare a giugno e dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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