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Amalfi e Ravello: cosa vedere tra la repubblica marinara e i giardini sul mare

Aggiornato a ottobre 2026

Un giardino di Ravello con un belvedere sospeso sul mare della Costiera Amalfitana e la costa ripida sotto

Amalfi e Ravello sono il cuore della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno, e distano tra loro circa 7 chilometri di strada. Amalfi sta in riva al mare, allo sbocco di una valle stretta: tra il IX e il XII secolo fu una delle grandi potenze marinare del Mediterraneo, e il suo Duomo, l'Arsenale e le antiche cartiere raccontano ancora quel passato.

Ravello sta invece in alto, a circa 350 metri, su un pianoro affacciato sul golfo di Salerno. È chiamata «città della musica» per il festival che si tiene ogni estate nei giardini di Villa Rufolo. Intorno ci sono borghi piccoli e diversi tra loro: Atrani, attaccata ad Amalfi, e più a est Minori e Maiori, con le loro spiagge. Per un quadro di tutta la regione parti dalla guida alla Campania.

In breve

Da non perdere: il Duomo di Sant'Andrea con il Chiostro del Paradiso, l'Arsenale, il Museo della carta e la passeggiata nella Valle dei Mulini, la piazzetta di Atrani; a Ravello Villa Rufolo, la Terrazza dell'Infinito di Villa Cimbrone e il Duomo. Per camminare: il Sentiero dei Limoni tra Minori e Maiori. Periodo migliore: maggio, giugno e settembre.

Cosa vedere ad Amalfi

La repubblica marinara

Amalfi ottenne l'autonomia nell'839 e dalla metà del X secolo fu governata da duchi. I suoi mercanti commerciavano con Costantinopoli e con i porti d'Oriente e d'Africa, e la sua moneta d'oro, il tarì, circolava in tutto il Mediterraneo. Ad Amalfi sono legate le Tavole amalfitane, un codice di diritto marittimo usato per secoli, di cui il museo civico conserva una copia manoscritta. L'indipendenza finì con la conquista normanna (1073) e il saccheggio dei pisani nel 1135. Oggi quel passato rivive nella Regata delle antiche repubbliche marinare, che si corre a turno ad Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.

Il Duomo di Sant'Andrea

Il Duomo domina piazza Duomo dall'alto di una scalinata di 62 gradini. La costruzione cominciò nel 987, per volere del duca Mansone I, accanto a una chiesa più antica del IX secolo. La facciata in stile neomoresco, che sembra medievale, è in realtà ottocentesca: fu rifatta su progetto di Errico Alvino dopo un crollo parziale del 1861 e completata nel 1891. Antica è invece la porta di bronzo, fusa a Costantinopoli prima del 1066.

Nella cripta sono conservate le reliquie di sant'Andrea, patrono della città, portate da Costantinopoli all'inizio del Duecento dal cardinale Pietro Capuano durante la quarta crociata. Il santo si festeggia il 30 novembre e alla fine di giugno.

Il Chiostro del Paradiso e la basilica del Crocifisso

Accanto al Duomo si trova il Chiostro del Paradiso, costruito tra il 1266 e il 1268 per volere dell'arcivescovo Filippo Augustariccio come cimitero delle famiglie nobili. Gli archi acuti di gusto moresco, su colonnine binate, circondano un piccolo giardino; lungo i lati ci sono sarcofagi e cappelle affrescate. Dal 2006 il chiostro fa parte del percorso del museo diocesano, allestito nella basilica del Crocifisso, la chiesa più antica del complesso. La visita è a pagamento.

L'Arsenale

A due passi dal mare si trova l'Arsenale, il cantiere dove la repubblica costruiva e riparava le navi, documentato già nell'XI secolo. Oggi se ne visitano le grandi navate in pietra, con volte a crociera su pilastri, che ospitano il Museo della bussola e del ducato marinaro, aperto nel 2010, con i tarì d'oro, le leggi amalfitane e i costumi del corteo storico della regata.

La carta di Amalfi: Museo della carta e Valle delle Ferriere

Amalfi è stata uno dei primi centri europei della carta fatta a mano, la carta detta «bambagina». Le cartiere sfruttavano l'acqua del torrente Canneto nella Valle dei Mulini, alle spalle del centro: l'alluvione del 1954 ne distrusse gran parte e oggi la produzione artigianale sopravvive in pochi laboratori. Il Museo della carta, aperto nel 1969 in un'antica cartiera, mostra macchinari mossi dall'acqua ancora funzionanti, e durante la visita si vede fare un foglio a mano.

Risalendo la valle si arriva alla Valle delle Ferriere, una riserva naturale statale nel territorio di Scala. Il sentiero passa tra cartiere abbandonate, ruderi delle ferriere medievali e piccole cascate, dove cresce la rara felce Woodwardia radicans. Si parte da Amalfi oppure da Pontone, frazione di Scala. La parte più protetta della riserva è recintata e si visita solo con guida e prenotazione.

Atrani

Pochi minuti a piedi a est di Amalfi c'è Atrani, il comune più piccolo d'Italia per superficie: una piazzetta, una spiaggia e case arrampicate una sull'altra. La chiesa di San Salvatore de' Birecto, del X secolo, è quella dove secondo la tradizione si insediavano i duchi di Amalfi; c'è poi la collegiata di Santa Maria Maddalena, con il campanile in stile moresco. La patrona si festeggia il 22 luglio.

Cosa vedere a Ravello

Villa Rufolo

Accanto a piazza Duomo si apre Villa Rufolo, costruita nel Duecento dalla famiglia Rufolo, ricchi mercanti: un Landolfo Rufolo è protagonista di una novella del Decameron di Boccaccio. A metà Ottocento lo scozzese Francis Nevile Reid la acquistò, la restaurò e creò i giardini. Si attraversano il chiostro moresco e la Torre Maggiore, oggi museo. I giardini a terrazze scendono fino al belvedere sul golfo di Salerno. Nel maggio 1880 Richard Wagner visitò la villa e, secondo la tradizione, vi trovò l'ispirazione per il giardino incantato di Klingsor del Parsifal. Oggi la villa è gestita dalla Fondazione Ravello.

Villa Cimbrone e la Terrazza dell'Infinito

Dalla piazza, una passeggiata a piedi tra vicoli e scalini porta a Villa Cimbrone, sulla punta del promontorio. Nel 1904 la comprò il banchiere inglese Ernest William Beckett, poi lord Grimthorpe, che con l'aiuto del ravellese Nicola Mansi trasformò villa e giardini. Il viale principale finisce sulla Terrazza dell'Infinito, un belvedere ornato di sculture in marmo e sospeso a picco sul mare, con la vista sul golfo di Salerno. La villa è oggi un albergo, ma i giardini si visitano tutto l'anno con biglietto.

Il Duomo di Ravello

Il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta e a san Pantaleone, fu fondato nel 1086, quando Ravello divenne sede vescovile. La porta centrale è di bronzo, con 54 formelle, ed è opera di Barisano da Trani (1179). All'interno spicca l'ambone del Vangelo, un grande pulpito decorato a mosaico, realizzato nel 1272 da Nicola di Bartolomeo da Foggia per Nicola Rufolo. Una cappella custodisce l'ampolla con il sangue di san Pantaleone, che si scioglie ogni anno il 27 luglio.

Il Ravello Festival e l'Auditorium Niemeyer

Il Ravello Festival è nato nel 1953 con concerti dedicati a Wagner. Si svolge in estate, all'incirca da luglio a settembre (nel 2026 è arrivato alla 74ª edizione), con musica classica e spazio per altre arti. Il simbolo è il palco sospeso sul mare montato nel giardino inferiore di Villa Rufolo; ad agosto c'è il tradizionale concerto all'alba.

A Ravello c'è anche l'Auditorium Oscar Niemeyer, inaugurato nel 2010 su progetto dell'architetto brasiliano: un'onda di cemento bianco che si protende sul pendio, con 400 posti, che ospita concerti, convegni e alcune serate del festival.

Minori e Maiori

Minori, a est di Amalfi, conserva una villa romana marittima del I secolo d.C. con il giardino porticato, la piscina e la sala del triclinio-ninfeo decorata a mosaico. Il paese ha una lunga tradizione di pasta fatta a mano, come gli ndunderi, e di pasticceria a base di limone.

Maiori ha la spiaggia più lunga della costiera, quasi un chilometro, e un ampio lungomare. Da vedere la collegiata di Santa Maria a Mare e l'abbazia benedettina di Santa Maria de Olearia, del X secolo.

Tra i due paesi corre il Sentiero dei Limoni: circa 3 chilometri di gradini e mulattiere tra i limoneti a terrazza, con il belvedere della Mortella e il borgo di Torre. Ci vogliono una o due ore.

Come arrivare

In treno: la stazione più comoda è Salerno, servita dall'alta velocità; da lì si prosegue in autobus o in traghetto. Da Napoli si può anche prendere la Circumvesuviana per Sorrento e poi l'autobus.

In traghetto: da primavera a fine ottobre ci sono collegamenti via mare da Salerno per Maiori, Minori, Atrani e Amalfi, e da Napoli, Sorrento, Positano e Capri per Amalfi. In inverno le corse sono poche o sospese.

In aereo: gli aeroporti sono Napoli Capodichino e Salerno Costa d'Amalfi. Avviso (ottobre 2026): l'aeroporto di Napoli resta chiuso dal 1° al 30 novembre 2026 per lavori alla pista, e parte dei voli è spostata su Salerno; verifica con la compagnia aerea.

In auto: si percorre la statale 163 Amalfitana da Vietri sul Mare, oppure si esce dall'autostrada Napoli-Salerno ad Angri e si passa dal valico di Chiunzi, la via più diretta per Ravello e Maiori.

Come muoversi

Gli autobus SITA Sud collegano Amalfi con Salerno, con Positano e Sorrento e con Ravello. Il biglietto si compra prima di salire. In estate i bus sono molto affollati e il traffico lento: per Minori, Maiori e Atrani il traghetto è spesso più comodo.

La statale è stretta e i parcheggi sono pochi e cari. Nei periodi di grande afflusso valgono le targhe alterne sulla statale 163, di solito dalle 10 alle 18 (nel 2026 fino al 31 ottobre), con esenzioni per residenti, taxi e ospiti delle strutture ricettive: date e regole cambiano ogni anno, verificale prima di partire.

Quando andare

I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: clima mite, mare già o ancora caldo e meno folla che in agosto. Luglio e agosto sono i mesi del festival e del traffico più intenso. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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