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Irpinia: cosa vedere tra santuari, borghi e vigneti

Aggiornato a ottobre 2026

Colline verdi dell'Irpinia con vigneti e boschi, e un borgo antico in pietra con il castello sulla cima

L'Irpinia corrisponde in gran parte alla provincia di Avellino, nell'entroterra della Campania. È una terra di colline e montagne, lontana dal mare e dal turismo di massa: boschi di castagni e faggi, vigneti, fiumi come il Calore, il Sabato e l'Ofanto, e decine di borghi arroccati, spesso dominati da un castello.

È anche una delle zone vinicole più importanti del Sud, con tre vini DOCG, e una terra segnata dal terremoto del 1980, che ha cambiato il volto di molti paesi. È una meta adatta a chi viaggia in auto e senza fretta.

In breve

Da non perdere: il santuario di Montevergine e il palazzo abbaziale di Loreto a Mercogliano, l'abbazia del Goleto, il castello di Gesualdo, i borghi di Nusco, Zungoli, Monteverde e Savignano Irpino, una visita in cantina tra Taurasi, Tufo e Lapio, il Laceno e i castagneti di Montella. Periodo migliore: da maggio a ottobre, con l'autunno per vendemmia e castagne.

Cosa vedere in Irpinia

Avellino

Il capoluogo è una città moderna, ricostruita più volte dopo i terremoti. Il centro antico è raccolto intorno al duomo di Santa Maria Assunta. Il simbolo di Avellino è la Torre dell'Orologio, alta circa 36 metri, progettata da Cosimo Fanzago a metà del Seicento, quasi interamente crollata nel 1980 e poi ricostruita. Restano anche i ruderi del castello di origine longobarda. L'ex carcere borbonico ottocentesco ospita una parte del Museo irpino.

Il santuario di Montevergine

Sul massiccio del Partenio, a circa 1.270 metri sopra Mercogliano, sorge il santuario di Montevergine, fondato nel XII secolo da san Guglielmo da Vercelli, che vi riunì una comunità di monaci. È uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati del Sud: custodisce l'immagine della Madonna detta «Mamma Schiavona», tornata nel 2012 nella basilica antica dopo il restauro. Accanto ci sono la basilica moderna, del 1961, e il museo abbaziale. La festa più sentita è la Candelora, il 2 febbraio.

Al santuario si sale con la funicolare da Mercogliano, aperta nel 1956, in circa sette minuti. Avviso (ottobre 2026): dopo una frana del novembre 2025 la strada che sale al santuario è rimasta interrotta per mesi, e ancora a settembre 2026 non era percorribile in auto; la funicolare ha ripreso il servizio il 29 marzo 2026. Prima di partire verifica lo stato della strada e gli orari sul sito di AIR Campania, che gestisce la funicolare.

Il palazzo abbaziale di Loreto

Ai piedi del monte, nel paese di Mercogliano, i monaci di Montevergine avevano la loro sede «di pianura», nata come infermeria per anziani e malati. Il complesso antico fu distrutto dal terremoto del 1732 e sostituito dall'attuale palazzo abbaziale di Loreto, che ospita la Biblioteca statale di Montevergine, e un'antica farmacia con oltre 300 vasi di maiolica dipinti a mano. La visita è possibile solo in alcune parti dell'edificio: informati prima.

Sant'Angelo dei Lombardi e l'abbazia del Goleto

A pochi chilometri da Sant'Angelo dei Lombardi, il paese che pagò il prezzo più alto al terremoto del 1980, si trova l'abbazia del Goleto, fondata nel 1133 dallo stesso Guglielmo da Vercelli come monastero femminile. Si visitano la massiccia torre Febronia del 1152, la cappella di San Luca del 1255 e i resti della chiesa grande settecentesca di Domenico Antonio Vaccaro, oggi senza copertura. Il complesso è affidato alla comunità dei Piccoli Fratelli di Gesù.

Gesualdo e il suo castello

Il borgo di Gesualdo, entrato nel 2022 tra i Borghi più belli d'Italia, è dominato dal castello legato a Carlo Gesualdo (1566-1613), principe di Venosa e grande compositore di madrigali. Dopo l'uccisione della moglie Maria d'Avalos e del suo amante, avvenuta a Napoli nel 1590, il principe si ritirò qui e trasformò la fortezza in una corte rinascimentale. Danneggiato dal terremoto del 1980 e restaurato, il castello è stato riaperto al pubblico nel 2015 e ospita concerti e iniziative culturali.

Nusco

A circa 900 metri di quota, Nusco è chiamata «il balcone dell'Irpinia» per il panorama che si apre dai resti del castello, dal Terminio al Partenio fino al Vulture. Nella cattedrale si custodiscono le reliquie di sant'Amato, primo vescovo e patrono. A metà gennaio la Notte dei falò riempie le strade di grandi fuochi.

Zungoli, Savignano Irpino e Monteverde

I vini e cosa mangiare

L'Irpinia ha tre vini a denominazione di origine controllata e garantita:

Molte cantine sono aperte alle visite su prenotazione. In tavola si trovano pasta fatta a mano, carni, formaggi, il tartufo nero di Bagnoli Irpino e l'olio extravergine, come quello della valle dell'Ufita.

La montagna: Laceno e Montella

Il lago Laceno

Sopra Bagnoli Irpino, a circa 1.050 metri, si apre l'altopiano del Laceno, una conca di prati e faggete ai piedi del monte Cervialto (1.809 metri), nell'area dei Monti Picentini. Il lago cambia molto con le stagioni: è più ampio in inverno e si riduce molto d'estate. Vicino si trovano le grotte del Caliendo, visitabili con guide. Gli impianti sciistici sono rimasti fermi dal 2017: verifica la situazione se pensi a una gita invernale.

Montella e le castagne

Montella, nell'alta valle del Calore, è il centro della castagna di Montella, riconosciuta DOC già nel 1987 e oggi IGP, ottenuta soprattutto dalla varietà Palummina. In autunno i castagneti diventano la meta più bella della zona. In paese si visitano il convento di San Francesco a Folloni, che la tradizione lega al passaggio di san Francesco nel 1222.

Il terremoto del 1980

La sera del 23 novembre 1980 una scossa di magnitudo 6.9, con epicentro tra Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania, colpì l'Irpinia e la Basilicata: le vittime furono circa 2.900 e centinaia di migliaia le persone senza casa. Molti centri sono stati ricostruiti, alcuni in un luogo diverso. A Conza della Campania il paese vecchio, abbandonato, è oggi l'area archeologica di Compsa, dove tra le macerie sono riemersi resti di epoca romana; poco lontano c'è l'oasi del lago di Conza, sull'Ofanto.

Il treno storico Avellino-Rocchetta

La ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, lunga 119 chilometri e completata nel 1895, attraversa l'Irpinia fino ai confini con Basilicata e Puglia, salendo fino ai 671 metri della stazione di Nusco e scavalcando le valli su alti viadotti. Il servizio regolare è sospeso dal dicembre 2010, ma dal 2016 la linea è tornata in uso per i treni turistici ed è stata inserita nel 2017 tra le ferrovie turistiche tutelate per legge. Situazione a ottobre 2026: la linea è percorsa solo da treni storici in alcune date, con l'«Irpinia Express» della Fondazione FS (nel settembre 2026 ad esempio verso Montella e Paternopoli). Non esiste una ciclovia sul tracciato. Il calendario è sul sito della Fondazione FS.

Come arrivare

In auto: è il mezzo più comodo. Avellino si raggiunge dall'autostrada A16 Napoli-Bari (uscite Avellino Ovest e Avellino Est) e dal raccordo autostradale per Salerno.

In treno: dal dicembre 2021 il servizio ferroviario ordinario per Avellino è sospeso per lavori di ammodernamento e sostituito da autobus. Verifica sul sito di Trenitalia se nel frattempo è stato riattivato.

In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Napoli, a circa un'ora d'auto da Avellino; da Napoli e da Salerno partono anche autobus per il capoluogo.

Come muoversi

Senza auto è difficile: i borghi sono distanti tra loro e gli autobus interni sono poco frequenti. Le strade sono spesso tortuose e di montagna, quindi calcola tempi più lunghi di quanto suggeriscono i chilometri.

Quando andare

Dove dormire

Consigli pratici

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