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Via Appia Antica: il parco archeologico, le catacombe e la strada in bici

Aggiornato a ottobre 2026

Un tratto della Via Appia Antica con l'antico basolato romano in pietra, fiancheggiato da pini marittimi, cipressi e resti di tombe in mattoni nella luce dorata del pomeriggio

La Via Appia Antica è la più celebre strada romana, la "Regina Viarum". Fu aperta a partire dal 312 a.C. per collegare Roma a Capua e poi prolungata fino a Benevento, Taranto e Brindisi, il porto da cui si partiva per la Grecia e l'Oriente. Il primo tratto, che esce dalle mura di Roma a Porta San Sebastiano, è ancora oggi una lunga striscia di campagna dentro la città: pini e cipressi, il basolato originale in pietra, tombe, ville, chiese e catacombe ai lati della strada.

Dal 27 luglio 2024 la "Via Appia. Regina Viarum" è iscritta nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO, come sito seriale che comprende diversi tratti e monumenti lungo il percorso fino in Puglia, insieme alla Via Traiana. Intorno alla strada, a Roma, si estendono il Parco Regionale dell'Appia Antica, che tutela il paesaggio e la natura, e il Parco Archeologico dell'Appia Antica del Ministero della Cultura, che gestisce i principali monumenti. È un'escursione ideale per chi conosce già il centro di Roma e cerca una giornata all'aria aperta, a piedi o in bicicletta.

In breve

Ideale per: chi ama l'archeologia, le passeggiate e le gite in bici, chi visita Roma per la seconda volta, le famiglie con ragazzi. Da vedere: Porta San Sebastiano e il Museo delle Mura, le catacombe di San Callisto e San Sebastiano, il Circo di Massenzio, il Mausoleo di Cecilia Metella, Capo di Bove, la Villa dei Quintili, la Valle della Caffarella e il Parco degli Acquedotti. Periodo più piacevole: primavera e autunno; d'estate meglio la mattina presto.

Cosa vedere e cosa fare

Porta San Sebastiano e il Museo delle Mura

La strada comincia a Porta San Sebastiano, la più grande e meglio conservata delle porte delle Mura Aureliane. All'interno delle torri c'è il Museo delle Mura, del Comune di Roma, che racconta la storia della cinta difensiva e permette di percorrere un tratto del camminamento di ronda, con la vista sull'inizio dell'Appia. Il museo è piccolo e ha un numero limitato di visitatori ammessi contemporaneamente; è chiuso il lunedì. Poco oltre la porta, dove la strada si stringe tra i muri delle ville, si trova la chiesetta del Domine Quo Vadis, legata alla tradizione dell'incontro tra San Pietro e Cristo.

Le catacombe

Lungo l'Appia e le strade vicine si trovano alcune delle più importanti catacombe cristiane di Roma. Le catacombe di San Callisto sono le più note: qui furono sepolti molti papi dei primi secoli, nella Cripta dei Papi, e vi si trova anche la cripta di Santa Cecilia. Le catacombe di San Sebastiano si aprono sotto la basilica costruita nel IV secolo dove, secondo la tradizione, fu sepolto il martire. Sulla vicina Via Ardeatina ci sono le catacombe di Domitilla, con una basilica semisotterranea e pitture come il Buon Pastore. Le catacombe si visitano con una guida, in gruppi che partono a intervalli regolari; ciascuna ha un giorno di chiusura settimanale diverso e può chiudere per alcune settimane in inverno. Poco lontano, sulla Via Ardeatina, c'è il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, il memoriale dell'eccidio del 1944.

Il Circo e la Villa di Massenzio

Dopo le catacombe si incontra il complesso fatto costruire dall'imperatore Massenzio all'inizio del IV secolo: la residenza imperiale, il mausoleo dedicato al figlio Romolo e soprattutto il Circo di Massenzio, di cui restano le torri d'ingresso e il lungo profilo della pista, che si capisce bene dall'alto delle rovine. Il complesso è gestito dal Comune di Roma ed è uno dei luoghi più suggestivi del percorso, perché permette di immaginare le corse dei carri in un paesaggio rimasto quasi agricolo.

Il Mausoleo di Cecilia Metella e Capo di Bove

Il Mausoleo di Cecilia Metella, un grande cilindro di pietra della fine della Repubblica, è il monumento simbolo dell'Appia. Nel Medioevo fu inglobato nel castello dei Caetani, che sbarrava la strada, e oggi ospita un piccolo percorso espositivo; di fronte si trovano i resti della chiesa gotica di San Nicola. Poco più avanti c'è il complesso di Capo di Bove, con i resti di un impianto termale romano in un giardino, sede anche dell'archivio di Antonio Cederna, il giornalista che si batté per la tutela dell'Appia. Da qui in poi la strada diventa più tranquilla e il basolato romano si vede per lunghi tratti.

La Villa dei Quintili e Santa Maria Nova

La Villa dei Quintili fu una delle più grandi ville del suburbio di Roma: apparteneva a due fratelli della famiglia dei Quintili e fu confiscata dall'imperatore Commodo. Si visitano i resti delle terme, delle sale di rappresentanza e di un ninfeo, in un grande prato aperto sulla campagna. Lungo l'Appia si entra dal Casale di Santa Maria Nova, che ospita spazi espositivi: fino all'8 novembre 2026 vi è allestita la mostra "L'Ingegnere Volante. Taruffi torna sulla Via Appia Antica". Gli orari dei siti del Parco Archeologico cambiano con le stagioni.

La Caffarella e il Parco degli Acquedotti

Il parco non è solo la strada. La Valle della Caffarella, tra l'Appia Antica e l'Appia Nuova, è una vallata verde con prati, orti, casali e monumenti come il Ninfeo di Egeria e il cosiddetto Tempio del dio Redicolo. Più a est, il Parco degli Acquedotti conserva le grandi arcate degli acquedotti che portavano l'acqua a Roma antica, ed è facilmente raggiungibile con la metropolitana. Tra i due si trova il Parco delle Tombe di Via Latina, con sepolcri romani decorati con stucchi.

L'Appia in bicicletta

La bicicletta è il modo migliore per vedere l'Appia, perché le distanze tra i monumenti sono ampie. Il punto di riferimento è l'ex Cartiera Latina, sede del Parco Regionale, da cui partono anche visite guidate; nella zona si trovano servizi di noleggio. Il basolato romano è sconnesso e scivoloso: conviene scegliere una mountain bike o una bici con ruote larghe, oppure pedalare sui sentieri in terra battuta ai lati della strada. Il tratto più bello per pedalare comincia dopo Cecilia Metella, dove il traffico è scarso; il primo tratto, da Porta San Sebastiano, è stretto e senza marciapiedi.

Come arrivare

Dal centro di Roma si arriva con gli autobus urbani. La linea 118 parte dalle fermate della metro B Colosseo e Circo Massimo e percorre l'Appia fino alle catacombe di San Callisto e oltre. La linea 218 parte da San Giovanni, sulla metro A, e porta alle Fosse Ardeatine, vicino a San Callisto e Domitilla. La linea 660 parte dalla fermata Arco di Travertino della metro A e arriva nei pressi di Cecilia Metella. Il Parco degli Acquedotti è raggiungibile con la metro A, mentre chi arriva a Roma in treno o in aereo trova tutte le informazioni nella guida a Roma.

Come muoversi

Il primo tratto dell'Appia è aperto al traffico e con poco spazio per i pedoni, quindi conviene arrivare in autobus almeno fino alle catacombe e camminare o pedalare da lì. Nei fine settimana, tutto l'anno tranne agosto, il tratto tra Via delle Mura Latine e Via Appia Pignatelli e il tratto della Via Ardeatina vicino alle catacombe sono una zona a traffico limitato dalle 7 alle 19, con un limite di 30 km/h. I varchi elettronici sono in sperimentazione dal 19 settembre 2026: le auto non autorizzate possono entrare solo se escono in giornata dallo stesso varco, mentre bici, autobus e taxi sono ammessi. Nelle zone più lontane, tra Cecilia Metella e la Villa dei Quintili, si cammina su lunghi tratti quasi senza auto.

Quando andare

I mesi migliori sono aprile, maggio, ottobre e novembre, con temperature miti e la campagna verde. D'estate gran parte della strada è al sole e fa molto caldo: meglio partire presto la mattina e portare molta acqua. Nei fine settimana l'Appia si riempie di romani a piedi e in bici, e ogni anno si tiene l'Appia Day, una festa con visite ed eventi lungo la strada (nel 2026 si è svolto il 3 e 4 ottobre). Per altre idee si possono leggere dove andare ad aprile e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

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