Aggiornato a ottobre 2026
La Certosa di Pavia è uno dei complessi monastici più ricchi d'Italia: un monastero voluto da Gian Galeazzo Visconti alla fine del Trecento come mausoleo della propria famiglia, costruito e decorato per oltre un secolo dai migliori artisti lombardi. Si trova nella campagna a nord di Pavia, a circa sette chilometri dalla città, tra risaie e canali, all'estremità di quello che un tempo era il grande parco di caccia dei Visconti.
La visita alla Certosa si combina naturalmente con quella di Pavia, antica capitale del regno dei Longobardi, sede di una delle università più antiche d'Europa e città di chiese romaniche in mattone e pietra arenaria. Entrambe si raggiungono facilmente in treno da Milano e si possono vedere in una giornata piena, ma con una notte in città si visita tutto con più calma. Dal 2026 la Certosa è gestita solo dal Ministero della Cultura e l'ingresso è a pagamento.
Ideale per: chi ama l'arte del Rinascimento lombardo, il romanico, le città universitarie tranquille e le gite in bicicletta in pianura. Da vedere: la chiesa, i chiostri e il museo della Certosa; a Pavia il Castello Visconteo con i Musei Civici, San Michele Maggiore, San Pietro in Ciel d'Oro, il Duomo, i cortili dell'Università e il Ponte Coperto sul Ticino. Periodo più piacevole: primavera e autunno.
La Certosa fu fondata nel 1396 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, e completata in gran parte sotto gli Sforza. La facciata, in marmi bianchi e colorati, è un fitto racconto di statue, medaglioni e rilievi a cui lavorarono, tra gli altri, Giovanni Antonio Amadeo e i Mantegazza. All'interno la chiesa, a pianta gotica ma decorata in epoche diverse, conserva il monumento funebre di Gian Galeazzo Visconti, le statue giacenti di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, affreschi di Bergognone e di Bernardino Zenale e un coro ligneo intarsiato. Nel 2026 è stato presentato il restauro del Portale delle Duchesse, uno dei portali interni della chiesa. In alcune zone del presbiterio la visita può avere delle limitazioni.
Dalla chiesa si passa al Chiostro Piccolo, decorato da terrecotte, e al Chiostro Grande, un vasto prato porticato su cui si affacciano le casette dei monaci, ciascuna con un piccolo orto: è il luogo che fa capire meglio come vivevano i certosini, in solitudine e silenzio. Nel Palazzo Ducale, accanto al cortile d'onore, si trova il Museo della Certosa, con una pinacoteca che espone opere di Bernardino Luini, Bergognone e Bartolomeo Montagna, sculture e uno studiolo affrescato; al piano terra la gipsoteca raccoglie i calchi in gesso dei rilievi della facciata.
Per secoli la Certosa è stata un monastero vivo: dal 1968 la abitavano i monaci cistercensi, che ne curavano anche l'accoglienza, con ingresso libero e offerta. La comunità ha poi lasciato il complesso: dal 1° gennaio 2026 la Certosa è gestita dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia del Ministero della Cultura e dal 2 gennaio 2026 l'ingresso richiede un biglietto, che comprende il complesso monumentale e il museo e si acquista online o ai totem all'ingresso. La chiesa resta un luogo di culto. Il complesso è chiuso il lunedì; orari e tariffe vanno verificati prima di partire.
A Pavia il punto di partenza è il Castello Visconteo, costruito da Galeazzo II Visconti a partire dal 1360 e collegato un tempo alla Certosa da un immenso parco recintato. Proprio in quel parco si combatté nel 1525 la battaglia di Pavia, in cui fu fatto prigioniero il re di Francia Francesco I. Oggi il castello ospita i Musei Civici: il museo archeologico, con un'importante sala longobarda, le sezioni medievale e rinascimentale, il museo del Risorgimento e la Pinacoteca Malaspina, con dipinti dal Trecento in poi.
Pavia è una delle capitali del romanico lombardo. La Basilica di San Michele Maggiore, in pietra arenaria dorata, è la chiesa in cui fu incoronato re d'Italia Federico Barbarossa; la facciata è coperta di rilievi con animali e figure fantastiche, e all'interno si vedono capitelli scolpiti e un mosaico pavimentale con i Mesi. San Pietro in Ciel d'Oro custodisce l'arca marmorea trecentesca con le spoglie di Sant'Agostino, portate a Pavia dal re longobardo Liutprando, e nella cripta la tomba del filosofo Severino Boezio, che Dante ricorda nel Paradiso proprio con il nome di "Cieldauro".
Il Duomo fu iniziato alla fine del Quattrocento su un progetto a cui lavorò anche Bramante, con una consulenza di Leonardo, ma la grande cupola fu completata solo nell'Ottocento. Accanto si trovava la torre civica, crollata nel 1989; delle tante torri medievali che davano a Pavia il soprannome di "città delle cento torri" ne restano alcune, tra cui le tre vicino all'Università. L'Università, istituita nel 1361, ha la sede storica in Strada Nuova: i suoi cortili porticati, aperti al passaggio, sono tra gli angoli più belli della città, e intorno si trovano gli storici collegi universitari.
Il Ponte Coperto attraversa il Ticino ed è il simbolo della città: quello attuale fu ricostruito tra il 1949 e il 1951 sul modello del ponte trecentesco, danneggiato dai bombardamenti della guerra e poi abbattuto. Dall'altra parte del fiume c'è Borgo Ticino, l'antico quartiere dei pescatori e delle lavandaie, con case basse e colorate e una bella vista sul centro storico, soprattutto al tramonto.
La cucina pavese è legata ai fiumi, alle risaie e alle colline dell'Oltrepò. I piatti tipici sono il risotto alla certosina, nato secondo la tradizione nella cucina del monastero, e la zuppa alla pavese, brodo con pane tostato, uova e formaggio. Tra i dolci c'è la torta Paradiso, morbida e semplice, nata a Pavia. Dall'Oltrepò arrivano il salame di Varzi e i vini rossi e bianchi delle colline a sud del Po.
Pavia è sulla linea ferroviaria Milano-Genova ed è collegata a Milano da treni regionali e suburbani frequenti. Sulla stessa linea si trova la fermata Certosa di Pavia, da cui si raggiunge l'ingresso del monastero a piedi. Ci sono anche autobus per la Certosa da Pavia, con partenza in via Trieste di fronte alla stazione, e da Milano, dalla zona di Famagosta. In auto la Certosa si raggiunge con la statale 35 dei Giovi tra Milano e Pavia. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Milano Linate e Milano Malpensa. Orari e collegamenti si trovano sul sito di Trenord.
Il centro storico di Pavia è compatto e si gira bene a piedi: dalla stazione si arriva in pochi minuti al Castello, a Strada Nuova e al Ponte Coperto. La città è piatta e adatta alla bicicletta. Chi ha tempo può raggiungere la Certosa in bici lungo il Naviglio Pavese, il canale che collega Milano e Pavia, affiancato da una pista ciclabile che passa a breve distanza dal monastero. In auto conviene lasciare la macchina nei parcheggi fuori dal centro, che ha zone a traffico limitato.
I periodi migliori sono la primavera, con le risaie allagate intorno alla Certosa, e l'autunno. L'estate in pianura è calda e umida, e d'inverno sono frequenti le nebbie, che però danno alla campagna e al Ticino un'atmosfera particolare. La Certosa è più affollata nei fine settimana e nei giorni festivi: chi può scelga un giorno feriale, ricordando che il lunedì è chiusa. Per altre idee si possono leggere dove andare a marzo e dove andare a novembre.