Viaggi e Racconti

Cayo Coco e Cayo Santa María: i cayos della costa nord di Cuba

Aggiornato a ottobre 2026

Una lunga spiaggia di sabbia bianchissima con acqua bassa turchese, palme e vegetazione sulle dune in uno dei cayos della costa nord di Cuba
Prima di partire: la situazione a Cuba (ottobre 2026)
Cuba sta attraversando una grave crisi energetica ed economica: blackout molto lunghi, scarsità di carburante, trasporti ridotti e possibili cancellazioni di voli. Nei cayos, nel 2026, diversi resort hanno chiuso per mancanza di turisti e gli ospiti sono stati spostati in altre strutture, spesso con poco preavviso. La Farnesina invita a valutare con attenzione la scelta di partire. Prima di prenotare controlla la scheda aggiornata su Viaggiare Sicuri e verifica con la compagnia aerea e con la struttura che i servizi siano garantiti.

Lungo la costa settentrionale di Cuba, tra l'Atlantico e il canale di Bahamas, si allunga una catena di isolotti bassi e sabbiosi: i cayos. Due gruppi sono diventati, negli ultimi decenni, le mete di mare più note del paese dopo Varadero. A est ci sono i Jardines del Rey, nella provincia di Ciego de Ávila, con Cayo Coco e Cayo Guillermo. Più a ovest, davanti alla costa di Villa Clara, c'è il gruppo di Cayo Santa María, Cayo Las Brujas e Cayo Ensenachos.

Qui non trovi città coloniali né vita di strada: trovi spiagge lunghe e chiare, acqua bassa e trasparente, lagune con fenicotteri e grandi resort tutto compreso. Entrambe le zone sono collegate alla terraferma da un pedraplén, una strada costruita sul mare che è già di per sé un pezzo del viaggio. Per vedere un po' di Cuba "vera" basta un'escursione a Remedios, una delle città più antiche dell'isola, famosa per le Parrandas di Natale. Se cerchi invece il Paese di città e musica, parti dalla nostra guida a Cuba.

In breve

Da non perdere: Playa Pilar a Cayo Guillermo, i fenicotteri nelle lagune lungo il pedraplén di Cayo Coco, le spiagge di Cayo Santa María e Cayo Ensenachos, una giornata di snorkeling sulla barriera corallina, la sera del 24 dicembre a Remedios. Periodo migliore: da dicembre ad aprile, la stagione secca. Per chi è: chi vuole mare e relax in resort, coppie, famiglie, appassionati di snorkeling e birdwatching.

Cosa vedere ai Jardines del Rey

Il pedraplén di Cayo Coco

Si parte dalla zona di Morón, nel nord della provincia di Ciego de Ávila. Il pedraplén attraversa la Bahía de Perros per circa 27 chilometri ed è stato aperto nel 1988. Ai lati la strada è circondata da acqua bassa, mangrovie e piccoli isolotti. È il primo posto dove cercare i fenicotteri: oggi si vedono meno spesso di un tempo, ma con un po' di fortuna e luce buona, al mattino presto, li trovi a gruppi nelle lagune.

Cayo Coco

Il nome viene dal "coco", come a Cuba chiamano l'ibis bianco, un uccello comune in queste lagune. Cayo Coco è il più grande dei due cayos principali e quello con più strutture. Le spiagge sono sul lato nord, rivolte all'Atlantico: sabbia fine, fondale che scende piano, acqua che va dal verde al blu. All'interno ci sono mangrovie, lagune e una vegetazione bassa e fitta. Sul sito del vecchio aeroporto è nato un piccolo parco naturale, El Bagá: prima di andarci chiedi in hotel se è aperto.

Cayo Guillermo e Playa Pilar

Una seconda strada, più corta, porta da Cayo Coco a Cayo Guillermo, più piccolo e più tranquillo. All'estremità occidentale c'è Playa Pilar, considerata una delle spiagge più belle di Cuba. Prende il nome dal Pilar, la barca di Ernest Hemingway. Lo scrittore conosceva bene queste acque e ha ambientato qui il finale di Isole nella corrente, il suo romanzo uscito postumo. Dagli anni Sessanta Cayo Guillermo è anche una meta conosciuta per la pesca d'altura.

Cosa vedere a Cayo Santa María

Il pedraplén da Caibarién

Il secondo pedraplén parte da Caibarién, cittadina di pescatori sulla costa nord di Villa Clara, e corre sul mare per circa 48 chilometri. I lavori sono cominciati nel 1989 e si sono conclusi nel 2000. La strada attraversa la baia di Buenavista, che fa parte di una riserva della biosfera, e passa su diversi ponti che lasciano circolare l'acqua tra un lato e l'altro. Per questa attenzione all'ambiente l'opera ha ricevuto il premio iberoamericano Puente de Alcántara.

Cayo Las Brujas

È il primo cayo che incontri. È piccolo, con una spiaggia, una marina e il piccolo aeroporto che serve la zona. Nelle lagune e tra le mangrovie vivono fenicotteri, iguane e granchi: tieni gli occhi aperti anche dal finestrino.

Cayo Ensenachos

Ha una forma a ferro di cavallo e due spiagge, Ensenachos ed El Mégano, con acqua spesso calmissima. È un cayo dove la natura conta molto: qui vivono diverse specie di piante e animali che si trovano solo in questa zona.

Cayo Santa María

È l'isola più grande del gruppo, lunga circa 13 chilometri. Sul lato nord ha circa 11 chilometri di spiagge, tra cui Perla Blanca, Las Caletas e Playa Cañón. Le spiagge sono larghe e chiare, e lungo l'isola si susseguono i resort, uno dopo l'altro.

Mare, snorkeling e natura

Davanti a questi cayos corre una barriera corallina, e le escursioni in catamarano con soste per lo snorkeling sono tra le attività più richieste, sia da Cayo Coco sia da Cayo Santa María. Partono di solito dalle marine dei cayos. Le uscite di immersione, pesca e le gite in barca dipendono dal carburante disponibile e dal numero di turisti: chiedi in hotel quali sono davvero attive nei giorni del tuo soggiorno.

Per i fenicotteri il momento migliore è il mattino presto, nelle lagune lungo i pedraplén. Non avvicinarti troppo e non fermare l'auto in punti pericolosi della strada. Porta crema solare rispettosa della barriera, un repellente per le zanzare (nelle mangrovie ce ne sono molte, soprattutto al tramonto) e, se ce l'hai, la tua maschera.

Escursione a Remedios e le Parrandas

Da Cayo Santa María l'escursione più bella è a Remedios, sulla terraferma, poco oltre Caibarién. È una delle città più antiche di Cuba: una piazza grande e alberata, chiese antiche, case coloniali basse e colorate, ritmi lenti. È anche un buon posto per dormire in una casa particular prima o dopo il mare.

Remedios è famosa soprattutto per le Parrandas, che si tengono la notte del 24 dicembre. La tradizione nasce nel 1820, quando un parroco fece girare i bambini per il paese con pentole e raganelle per svegliare la gente e portarla alle messe prima di Natale. Oggi la festa è una sfida tra due quartieri, El Carmen e San Salvador: ognuno prepara in segreto enormi strutture illuminate in piazza, carri allegorici e un grande spettacolo di fuochi d'artificio. Nel 2018 l'UNESCO ha inserito le Parrandas della regione centrale di Cuba nella lista del patrimonio culturale immateriale. Se viaggi a fine dicembre, vale il viaggio, ma considera che quest'anno la crisi potrebbe ridimensionare la festa: verifica sul posto. Per i periodi di festa leggi anche dove andare a Capodanno.

Come arrivare

Molti viaggiatori arrivano con un volo charter o un pacchetto che atterra direttamente all'aeroporto Jardines del Rey, su Cayo Coco, o all'aeroporto di Santa Clara per Cayo Santa María. Il piccolo aeroporto di Cayo Las Brujas è usato soprattutto per voli interni: verifica quali sono attivi. In alternativa si vola all'Avana e si prosegue via terra, ma le distanze sono lunghe.

Nel 2026 i collegamenti sono stati molto instabili. A febbraio un avviso aeronautico ha segnalato per un mese la mancanza di carburante per aerei anche a Jardines del Rey, e diverse compagnie canadesi, che portano gran parte dei turisti nei cayos, hanno sospeso i voli. Un grande operatore canadese ha annunciato la ripresa per Cayo Coco dal 10 ottobre e per Santa Clara dal 25 ottobre 2026. Controlla sempre lo stato del tuo volo pochi giorni prima di partire e anche il giorno stesso.

Come muoversi

Non ci sono mezzi pubblici utili per raggiungere i cayos: si arriva con il transfer del pacchetto, in taxi o con un'auto a noleggio. Lungo i pedraplén possono esserci controlli: tieni il passaporto a portata di mano. Con la scarsità di carburante noleggiare un'auto è difficile e fare il pieno può essere un problema serio, quindi se guidi parti sempre con il serbatoio pieno e informati prima sui distributori aperti.

Dentro i cayos le distanze sono brevi. Alcuni resort organizzano navette o noleggiano biciclette e scooter: chiedi alla reception cosa funziona davvero.

Quando andare

Il periodo migliore va da dicembre ad aprile: poca pioggia, caldo piacevole, mare calmo. Da giugno a novembre è la stagione degli uragani e delle piogge, con caldo umido e zanzare; in questi mesi, oltre al meteo, aumenta il rischio di voli cancellati e di hotel chiusi. A gennaio e febbraio possono arrivare fronti freddi da nord, con vento e mare mosso sulle spiagge che guardano l'Atlantico. Per confrontare con altre mete leggi dove andare a dicembre e dove andare a febbraio.

Dove dormire

Nei cayos l'offerta è fatta quasi solo di grandi resort tutto compreso, quasi tutti di proprietà di gruppi statali cubani. Nel 2026 la situazione è cambiata molto: con il crollo dei turisti molte strutture hanno chiuso, temporaneamente o a lungo, e gli ospiti sono stati spostati in altri hotel per risparmiare energia. Inoltre, dopo nuove sanzioni statunitensi, a giugno 2026 alcune catene alberghiere straniere hanno lasciato la gestione di diversi resort, anche a Cayo Santa María e Cayo Ensenachos: il nome o la gestione del tuo hotel potrebbero essere cambiati rispetto a quanto vedi nelle recensioni.

In pratica: un hotel che vedi online potrebbe essere chiuso, avere un altro nome o un'altra gestione. Prima di pagare chiedi conferma scritta che la struttura sia aperta nelle tue date, che abbia generatori e che i servizi del tutto compreso (ristoranti, piscine, animazione) siano attivi. Preferisci pacchetti con tutele in caso di trasferimento o cancellazione.

Chi vuole spendere meno, o conoscere la vita cubana, può dormire in una casa particular a Remedios o a Caibarién per Cayo Santa María, e a Morón per Cayo Coco, raggiungendo le spiagge in giornata. Ricorda però che fuori dai resort i blackout sono più lunghi.

Consigli pratici

Altre guide su Cuba