Aggiornato a ottobre 2026
Trinidad è la città coloniale meglio conservata di Cuba. Strade di ciottoli, case basse color pastello, grate di ferro battuto alle finestre e piazze silenziose: camminare nel centro storico è come entrare nell'Ottocento. Fondata nel 1514 da Diego Velázquez con il nome di Villa de la Santísima Trinidad, si trova sulla costa sud dell'isola, nella provincia di Sancti Spíritus, stretta tra il Mar dei Caraibi e i monti dell'Escambray.
La sua ricchezza viene dallo zucchero. Tra la fine del Settecento e la fine dell'Ottocento la vicina Valle de los Ingenios era piena di zuccherifici lavorati da schiavi africani, e con quei guadagni le famiglie di proprietari costruirono i palazzi che vedi ancora oggi. Nel 1988 l'UNESCO ha iscritto insieme la città e la valle nella lista del Patrimonio Mondiale. In pochi chilometri hai anche una spiaggia caraibica, Playa Ancón, e un parco naturale di montagna, Topes de Collantes: per questo Trinidad è una tappa quasi obbligata in un giro di Cuba.
Da non perdere: la Plaza Mayor al tramonto, la vista dalla torre del Palacio Cantero, la Torre Manaca Iznaga nella Valle de los Ingenios, una serata di musica sulla scalinata della Casa de la Música, una giornata a Playa Ancón e un'escursione alle cascate di Topes de Collantes. Periodo migliore: da novembre ad aprile, nella stagione secca.
È il cuore della città e il punto da cui partire. La piazza è un piccolo giardino con palme, cancellate e panchine, circondato da alcuni degli edifici più belli di Trinidad: la chiesa principale, i palazzi delle famiglie dello zucchero e diversi musei. Attorno, il reticolo di vie acciottolate è perfetto per perdersi senza meta. Vieni presto al mattino o verso sera: la luce è più morbida e fa meno caldo.
Affacciato sulla Plaza Mayor, il Palacio Brunet fu costruito nel 1812 dalla famiglia Borrell, tra le più ricche della città, e prende il nome dal conte Brunet, che lo ereditò per matrimonio. Oggi ospita il Museo Romántico: arredi, porcellane e oggetti d'epoca raccontano la vita quotidiana dell'aristocrazia dello zucchero. Guarda il cortile con la balaustra, il pavimento di marmo originale, gli affreschi e, in cucina, le antiche piastrelle dipinte. È l'edificio che meglio rappresenta l'età d'oro di Trinidad. Gli orari dei musei cambiano spesso e possono esserci chiusure per restauro o per mancanza di corrente: verifica sul posto.
La chiesa parrocchiale domina un lato della piazza. L'edificio attuale fu completato nel 1892, al posto di una chiesa più antica distrutta da un ciclone. Dietro la facciata neoclassica, l'oggetto più venerato è una statua lignea del Settecento, il Señor de la Vera Cruz. Secondo la tradizione era destinata a Veracruz, in Messico, ma la nave che la trasportava fu respinta tre volte dal maltempo: gli abitanti lo interpretarono come un segno e la statua rimase a Trinidad.
Il Palacio Cantero è una delle dimore più grandi e scenografiche del centro, con un cortile porticato e affreschi originali nel salone. Ospita il Museo di Storia Municipale, che ripercorre le vicende della città, dalla conquista spagnola all'economia dello zucchero. Il motivo per cui quasi tutti lo visitano, però, è la torre: dall'alto vedi i tetti di tegole, la piazza, le montagne alle spalle e il mare. Se la salita è aperta, non perderla.
A pochi passi dalla piazza c'è il campanile dell'antico convento di San Francisco, uno dei simboli della città: ospita il Museo de la Lucha contra Bandidos, dedicato agli scontri degli anni Sessanta tra le forze governative e i gruppi armati nascosti sui monti dell'Escambray. Sulla Plaza Mayor trovi anche il Museo de Arquitectura Colonial, ricavato da due case settecentesche della famiglia Sánchez Iznaga, e il Museo de Arqueología Guamuhaya, in una casa dove soggiornò Alexander von Humboldt.
A una dozzina di chilometri a nord-est della città si apre la Valle de los Ingenios, in realtà un insieme di tre valli (San Luis, Santa Rosa e Meyer). Secondo l'UNESCO qui si trovano i resti di 75 antichi zuccherifici, con case padronali, baracche degli schiavi e impianti di lavorazione; al culmine dell'Ottocento ne funzionavano più di cinquanta. Oggi il paesaggio è verde e tranquillo, punteggiato di rovine: un vero museo all'aperto della storia dello zucchero e della schiavitù a Cuba.
È il simbolo della valle. La torre, alta circa 45 metri, fu costruita intorno al 1816 per la famiglia Iznaga, proprietaria della tenuta. Dall'alto i sorveglianti controllavano il lavoro nei campi, e la campana segnava gli orari di lavoro, la preghiera e gli allarmi, per esempio in caso di incendio o di fuga degli schiavi. Accanto c'è la casa padronale. Se la torre è aperta alla salita, la vista sulla valle ripaga lo sforzo.
Più avanti, la Hacienda Guachinango conserva la sua casa padronale in un contesto rurale. Per anni un treno turistico è partito da Trinidad attraversando la valle con fermate a Manaca Iznaga e Guachinango; il servizio è stato sospeso più volte per lavori. Prima di contarci, chiedi in un'agenzia in città se è in funzione. In alternativa puoi visitare la valle in taxi, con un'escursione organizzata o, se sei allenato, in bicicletta.
A sud della città, la penisola di Ancón ha una lunga spiaggia di sabbia chiara e acqua turchese: Playa Ancón fu una delle prime località balneari sviluppate a Cuba dopo il 1959 e oggi ospita alcuni resort. Lungo la strada c'è La Boca, un piccolo villaggio di pescatori con case private in affitto e una spiaggia più semplice. La baia di Casilda è apprezzata per snorkeling e immersioni. Con la crisi in corso, i resort possono ridurre i servizi o trasferire gli ospiti in altre strutture: chiedi conferma prima di partire. Se cerchi soprattutto il mare, guarda anche le guide di Cayo Largo e di Varadero.
A circa 20 chilometri dalla città, sui monti dell'Escambray (chiamati anche Guamuhaya), c'è il Gran Parque Natural Topes de Collantes, uno dei principali centri di ecoturismo dell'isola. Il villaggio si trova a quasi 800 metri di quota, quindi qui fa più fresco. Il sentiero più famoso attraversa piantagioni di caffè e porta al Salto del Caburní, una cascata che scende da una parete di roccia di circa 60 metri. Altre mete sono la Hacienda Codina, con giardini e un belvedere sulla valle, e il grande edificio art déco del vecchio sanatorio, oggi struttura ricettiva. La strada è ripida e piena di curve, e dopo le piogge i sentieri diventano scivolosi: servono scarpe adatte e, possibilmente, una guida locale.
Trinidad è una delle città più musicali di Cuba. La sera la scalinata accanto alla chiesa, davanti alla Casa de la Música, si riempie di gente: si ascolta son e salsa dal vivo, e chi vuole balla. Nel centro ci sono anche una Casa de la Trova e altri locali con musica tradizionale, oltre a una discoteca ricavata in una grotta. Per un aperitivo prova la canchánchara, la bevanda tipica della città a base di acquavite di canna, miele e lime. I concerti dipendono anche dalla corrente elettrica: programmi e orari possono cambiare all'ultimo. Per i piatti tipici leggi la nostra guida alla cucina cubana.
Nella provincia di Sancti Spíritus non ci sono aeroporti internazionali: i più vicini sono quelli di Cienfuegos e di Santa Clara, ma dall'Italia di solito si arriva all'Avana o a Varadero e si prosegue via terra. Da L'Avana servono diverse ore di strada. Le opzioni principali sono gli autobus interurbani Viazul (prenotazione online), i taxi collettivi e i transfer privati o organizzati. Molti abbinano Trinidad a Cienfuegos, che si trova lungo la costa sud, e alla Baia dei Porci. Con la scarsità di carburante, corse e frequenze possono essere ridotte o cancellate: verifica tutto prima di partire e tieni un margine di tempo.
Il centro storico si gira a piedi, ed è il modo migliore per goderlo. I ciottoli sono irregolari: servono scarpe comode e attenzione la sera, quando l'illuminazione può mancare. Per Playa Ancón, la Valle de los Ingenios e Topes de Collantes servono un taxi, un'escursione organizzata o un mezzo a noleggio. Concorda sempre il prezzo prima di salire e chiedi se l'autista ha carburante sufficiente per andata e ritorno.
Il periodo migliore va da novembre ad aprile: stagione secca, temperature piacevoli e meno umidità. Da giugno a novembre è la stagione degli uragani e le piogge sono più frequenti; luglio e agosto sono molto caldi. Per idee sul periodo leggi anche dove andare a dicembre e dove andare a febbraio.
Il modo più autentico per dormire a Trinidad è una casa particular, cioè una camera in casa di una famiglia cubana: nel centro storico ce ne sono moltissime e spesso la colazione è fatta in casa. Chiedi se hanno un generatore o almeno una riserva d'acqua, perché con i blackout lunghi fa una grande differenza. Chi vuole il mare può scegliere i resort della penisola di Ancón o le case private di La Boca. A Topes de Collantes ci sono strutture in quota, adatte a chi cerca natura e fresco. Ovunque, conferma la prenotazione pochi giorni prima dell'arrivo.