Aggiornato a ottobre 2026
L'Indonesia è il più grande arcipelago del mondo: più di diciassettemila isole distese a cavallo dell'equatore, tra l'Oceano Indiano e il Pacifico. In un solo Paese convivono paesaggi e culture lontanissimi tra loro: l'induismo di Bali, con i suoi templi e le cerimonie quotidiane, l'islam di Giava e di Sumatra, i popoli delle montagne di Sulawesi, le foreste del Borneo e le barriere coralline della Papua. Sopra tutto, una catena di vulcani attivi.
Per un primo viaggio di solito si parte da Bali e la si abbina alle isole Gili e a Lombok, oppure a un giro di Giava tra Borobudur e i vulcani. Chi ha più tempo può spingersi verso i draghi di Komodo, i fondali di Raja Ampat, i Toraja o gli oranghi di Sumatra. Le distanze sono grandi: meglio scegliere due o tre zone e viverle con calma.
Ideale per: chi cerca cultura, natura e mare nello stesso viaggio. Da non perdere: Ubud e le risaie di Bali, i templi di Tanah Lot e Uluwatu, le Gili, Borobudur e Prambanan, l'alba sul Bromo, il parco di Komodo. Periodo migliore: la stagione secca, più o meno da maggio a settembre-ottobre, per Bali, Giava e le isole a est. Documenti: passaporto con almeno sei mesi di validità, visto all'arrivo o e-VOA, l'All Indonesia arrival card e, se vai a Bali, la tassa turistica. Moneta: la rupia indonesiana. Si guida a sinistra.
Bali è l'unica isola a maggioranza induista del Paese, e la religione si vede ovunque: nelle offerte di fiori davanti alle case, nei templi di famiglia, nelle processioni. Ubud, nel centro dell'isola, è il cuore culturale: botteghe di artigiani, danze, il palazzo reale, la foresta delle scimmie. Attorno ci sono le risaie a terrazza di Tegallalang, vicine e molto frequentate, e quelle più ampie e tranquille di Jatiluwih, parte del paesaggio del sistema di irrigazione subak, patrimonio UNESCO. Nel nord c'è il tempio di Ulun Danu Beratan, sulle rive di un lago vulcanico.
Tra i templi più famosi c'è Tanah Lot, costruito su uno scoglio nel mare della costa ovest e raggiungibile a piedi solo con la bassa marea; al tramonto è molto affollato. Uluwatu sorge invece in cima a una scogliera all'estremità sud dell'isola, dove la sera si assiste alla danza kecak: attenzione alle scimmie, che rubano occhiali e telefoni. Sulle pendici del vulcano Agung c'è Besakih, il tempio madre di Bali, un complesso di santuari su più terrazze: all'ingresso possono avvicinarti guide non ufficiali, quindi chiarisci prima cosa è compreso nel biglietto. In tutti i templi servono spalle coperte e il sarong.
Il sud dell'isola è la zona più sviluppata, con le spiagge e i locali di Seminyak, Canggu e Kuta, il mare più calmo di Nusa Dua e Sanur e le calette della penisola di Bukit (le zone sono descritte più sotto, in «Dove dormire»). Dal sud partono le barche per Nusa Penida e Nusa Lembongan: scogliere a picco, spiagge come Kelingking e la possibilità di nuotare con le mante, ma strade dissestate e correnti forti.
A est di Bali, al largo di Lombok, le tre isole Gili sono piccole, piatte e senza traffico a motore: ci si muove a piedi, in bicicletta o con i carretti a cavallo. Gili Trawangan è la più animata, Gili Air unisce vita e tranquillità, Gili Meno è la più silenziosa. Si fa snorkeling con le tartarughe a pochi metri dalla riva. Lombok, meno turistica di Bali, ha ampie spiagge nel sud e il vulcano Rinjani, un trekking impegnativo: dopo alcuni incidenti le regole sono più severe (prenotazione con l'app ufficiale del parco, certificato medico, assicurazione, guide autorizzate) e nella stagione delle piogge i sentieri chiudono. Verifica prima di partire.
Giava è l'isola più popolosa e ospita la capitale, Giacarta, ma per il viaggiatore il centro è Yogyakarta, città di sultani, batik e teatro delle ombre. Da qui si visitano due complessi patrimonio UNESCO: Borobudur, il più grande monumento buddhista del mondo, a terrazze decorate da rilievi e stupa, e Prambanan, con le torri appuntite dei templi induisti. A Borobudur la salita alla parte alta è contingentata: prenota in anticipo il biglietto apposito.
Nell'est di Giava si trovano due dei paesaggi vulcanici più celebri del Paese. Il Bromo fuma al centro di un'enorme caldera coperta da un mare di sabbia: si sale di notte per vedere l'alba dai punti panoramici sul bordo, con il cono del Semeru sullo sfondo. Il cratere dell'Ijen, più a est, ospita un lago acido color turchese e, di notte, le fiamme blu del gas solforoso: serve una maschera antigas, di solito fornita dalle guide, e il sito chiude quando le emissioni sono troppo forti.
Il Parco nazionale di Komodo, patrimonio UNESCO, protegge le isole di Komodo, Rinca e Padar e i mari che le circondano. È l'habitat del drago di Komodo, la lucertola più grande del mondo, che si osserva solo con i ranger del parco. Le escursioni partono da Labuan Bajo, sulla punta occidentale di Flores, in giornata o con crociere di più giorni su barche tradizionali, tra trekking panoramici, spiagge rosa e snorkeling. Le tariffe del parco sono cambiate più volte: verificale prima di prenotare. Flores merita anche da sola, con i laghi colorati del vulcano Kelimutu.
Nella Papua sud-occidentale, l'arcipelago di Raja Ampat è considerato uno dei luoghi con la maggiore biodiversità marina del pianeta: isolotti di calcare coperti di giungla, lagune turchesi e barriere coralline in ottimo stato. Ci si arriva con un volo fino a Sorong e poi in traghetto; per entrare nell'area protetta si paga un permesso. Il mare è in genere più calmo da ottobre ad aprile.
Sull'isola di Sulawesi, tra le montagne del sud, vive il popolo dei Toraja, famoso per le case tongkonan con i tetti a forma di barca, per le tombe scavate nella roccia e per i riti funebri che durano giorni. Si visitano con una guida locale e con rispetto: sono momenti di lutto, non spettacoli.
Sumatra è l'isola delle foreste pluviali, in parte patrimonio UNESCO. A Bukit Lawang, ai margini del parco del Gunung Leuser, si fanno escursioni con le guide per osservare gli oranghi. Più a sud il Lago Toba, il più grande lago vulcanico del mondo, ha al centro l'isola di Samosir, terra del popolo Batak.
Nel Kalimantan, la parte indonesiana del Borneo, il parco di Tanjung Puting si risale lungo il fiume a bordo dei klotok, le barche di legno su cui si dorme, per vedere gli oranghi.
Le zone più famose per la subacquea sono Komodo, Raja Ampat, Nusa Penida con le mante, Bunaken e il relitto di Tulamben, nel nord-est di Bali, che si vede anche facendo snorkeling. Le correnti sono spesso forti: affidati a centri immersioni seri.
La cucina cambia da isola a isola. I piatti più diffusi sono il nasi goreng, il riso saltato con spezie e salsa di soia dolce, e il mie goreng, con i noodles; poi i sate, spiedini con salsa di arachidi, il gado-gado, verdure con salsa di arachidi, e il rendang di Sumatra, manzo cotto a lungo nel cocco e nelle spezie. A Bali si mangia anche il maiale, come nel babi guling, che nelle zone musulmane non si trova. Si mangia bene e spendendo poco nei warung, le trattorie familiari.
Il clima è tropicale, caldo tutto l'anno. A Bali, Giava, Lombok e Flores la stagione secca va più o meno da maggio a settembre-ottobre ed è la migliore, ma anche la più affollata a luglio e agosto. La stagione delle piogge va all'incirca da novembre a marzo, con acquazzoni pomeridiani, mare a volte mosso e alcuni sentieri e collegamenti sospesi. Sumatra, le Molucche e la Papua hanno regimi diversi.
A Bali tieni conto del Nyepi, il capodanno balinese, di solito a marzo: per un giorno l'isola si ferma, aeroporto compreso, e non si esce dagli alberghi. Nei giorni di festa che chiudono il Ramadan i trasporti sono presi d'assalto. Per altre idee sui viaggi lontani leggi dove andare a dicembre e dove andare a gennaio.
Dall'Italia non ci sono voli diretti: si vola con uno scalo in Medio Oriente o in Asia, per esempio a Singapore. Gli aeroporti principali sono Bali (Denpasar) e Giacarta; orari e compagnie cambiano spesso.
I cittadini italiani possono entrare per turismo con il visto all'arrivo (VOA), da chiedere in aeroporto o, meglio, prima della partenza in versione elettronica (e-VOA) solo sul sito ufficiale dell'immigrazione evisa.imigrasi.go.id, diffidando dei siti non ufficiali che chiedono commissioni. Il visto vale per un soggiorno di 30 giorni, prorogabile una volta di altri 30; nel 2026 il costo è di 500.000 rupie a persona, bambini compresi. Servono un passaporto con almeno sei mesi di validità residua all'arrivo e un biglietto di ritorno o di proseguimento.
Dal 1° ottobre 2025, in tutti gli aeroporti internazionali, ogni viaggiatore deve compilare online l'All Indonesia arrival card, che riunisce in un unico modulo con codice QR le dichiarazioni di immigrazione, dogana e salute. È gratuita e si compila sul sito allindonesia.imigrasi.go.id o con l'app ufficiale nei tre giorni che precedono l'arrivo.
Se il viaggio comprende Bali, dal 14 febbraio 2024 gli stranieri pagano una tassa turistica provinciale, una sola volta per viaggio: a ottobre 2026 è di 150.000 rupie a persona, bambini compresi, e si paga in anticipo sul portale ufficiale Love Bali o all'arrivo in aeroporto. Conserva il codice QR che ricevi via email: può essere chiesto all'ingresso delle attrazioni. Bali discute di rivedere l'importo, di sanzioni per chi non paga e di chiedere ai turisti prove della disponibilità economica: regole e costi cambiano spesso, quindi controlla la scheda di Viaggiare Sicuri prima di partire.
Nel 2025 il governo di Bali ha fissato regole per i turisti stranieri, con sanzioni per chi non le rispetta: vestire in modo decoroso, soprattutto nei templi; non entrare nelle aree più sacre se non per pregare e in abito tradizionale; non arrampicarsi sugli alberi sacri; non sporcare ed evitare la plastica monouso; cambiare denaro solo presso operatori autorizzati e pagare in rupie; guidare solo con patente valida, casco e veicoli di noleggiatori regolari; non lavorare senza permessi. I comportamenti offensivi, anche sui social, possono costare l'espulsione.
Tra le isole principali conviene il volo interno. Tra Bali, Nusa Penida, le Gili e Lombok viaggiano traghetti e fast boat: scegli operatori affidabili, con giubbotti di salvataggio a bordo, ed evita le partenze con mare grosso. A Giava il treno collega Giacarta, Yogyakarta e l'est dell'isola. Sulle isole ci si muove con auto e autista, soluzione diffusa e non costosa, o con le app Grab e Gojek. Lo scooter è molto usato, ma il traffico è caotico e serve la patente internazionale.
L'Indonesia ha decine di vulcani attivi, alcuni in eruzione quasi continua. Nel 2026 sono stati segnalati con livelli di allerta elevati, tra gli altri, il Lewotobi Laki-laki a Flores, il Semeru a Giava orientale, il Merapi vicino a Yogyakarta e l'Ibu nelle Molucche settentrionali. Attorno ai crateri ci sono zone vietate, e le nubi di cenere possono far cancellare i voli, anche da e per Bali e Labuan Bajo. Prima di salire su un vulcano informati con le guide e le autorità locali e tieni conto di possibili cambi di programma.
Le indicazioni di Viaggiare Sicuri su vulcani e aree a rischio cambiano spesso: leggile prima di partire e registra il viaggio su Dove Siamo nel Mondo. Le leggi sulla droga sono severissime e prevedono anche la pena di morte.