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Portovenere e le isole Palmaria, Tino e Tinetto

Aggiornato a ottobre 2026

Le case colorate di Portovenere sul mare con la chiesa di San Pietro sullo scoglio e l'isola Palmaria di fronte

Portovenere è il borgo che chiude a ovest il Golfo della Spezia, il cosiddetto Golfo dei Poeti. Le sue case alte e colorate si affacciano sul porticciolo, e in fondo al promontorio la chiesa di San Pietro sembra sospesa sul mare. Di fronte, separata da uno stretto braccio d'acqua, c'è l'isola Palmaria; più al largo le piccole isole del Tino e del Tinetto.

Nel 1997 Portovenere, le tre isole e le Cinque Terre sono state iscritte insieme nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO, come paesaggio culturale costruito dal lavoro dell'uomo tra mare e montagna. Il borgo si gira a piedi in mezza giornata; la Palmaria merita almeno un'altra mezza giornata, tra sentieri e calette.

In breve

Ideale per chi ama i borghi di mare, le passeggiate panoramiche e le gite in battello. Da vedere: la chiesa di San Pietro, la Grotta Byron, il carruggio e le case della Calata Doria, il castello Doria, la Palmaria. Periodo migliore: primavera e inizio autunno, quando fa caldo ma c'è meno folla che in agosto. Cosa prenotare: l'alloggio in estate e nei fine settimana; i battelli si comprano di solito sul posto, ma nei giorni di punta conviene informarsi prima sulle corse.

Cosa vedere a Portovenere

Il borgo e la Calata Doria

Si entra nel borgo antico dalla Porta del Borgo, nelle mura medievali, che ricorda il passato di Portovenere come avamposto della Repubblica di Genova. Da qui parte il carruggio principale, una via stretta e lunga con negozi, botteghe di pesto e focaccia e ripide scalette (le "capitolate") che scendono verso il mare. Parallela al carruggio corre la Calata Doria, il lungomare su cui si affacciano le case-torre colorate, strette e alte, che un tempo formavano una vera muraglia verso il mare.

La chiesa di San Pietro

In fondo al promontorio, su uno sperone di roccia a picco sul mare, sorge la chiesa di San Pietro, il simbolo di Portovenere. La parte più antica risale ai primi secoli del cristianesimo; la chiesa che vediamo oggi, in stile gotico genovese con le caratteristiche fasce bianche e nere, fu costruita dai Genovesi nel XIII secolo. Dalla loggia accanto alla chiesa si vede la costa che sale verso le Cinque Terre e, dall'altra parte, la Palmaria.

La Grotta Byron

Sotto la chiesa, verso il mare aperto, si apre la Grotta Byron (chiamata anche grotta Arpaia): una spaccatura nella scogliera che oggi è crollata in parte. Si raggiunge da una scalinata che scende tra le rocce. Prende il nome dal poeta inglese Lord Byron, che amava nuotare in questo tratto di mare e che nel 1822 avrebbe attraversato a nuoto il golfo fino a San Terenzo, dove viveva l'amico Shelley. Dagli scogli si fa il bagno, ma il mare qui è profondo e spesso mosso: fallo solo se sai nuotare bene e con mare calmo.

La chiesa di San Lorenzo

Salendo per le scalette dal carruggio si arriva alla chiesa di San Lorenzo, di origine romanica (XII secolo), più raccolta e meno affollata di San Pietro. Custodisce l'immagine della Madonna Bianca, a cui il paese è molto legato: la festa si celebra a metà agosto con una processione e le luci accese sulle mura.

Il castello Doria

In cima al borgo domina il castello Doria, la grande fortezza costruita dai Genovesi a più riprese, con la forma attuale data soprattutto tra Cinquecento e Seicento. Dalle mura e dai bastioni la vista abbraccia il borgo, il golfo, la Palmaria e la costa verso le Cinque Terre. La fortezza è aperta al pubblico, ma gli orari variano in base alla stagione e negli ultimi anni sono cambiati più volte: verificali con il Comune o all'ufficio turistico prima di salire. La salita è a gradini e senza ombra, quindi d'estate meglio farla al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

L'isola Palmaria

La Palmaria è la più grande isola della Liguria ed è separata da Portovenere dallo stretto delle Bocchette, largo poche centinaia di metri. Fa parte del Parco naturale regionale di Porto Venere. Il lato rivolto verso Portovenere e il golfo è dolce, con macchia mediterranea, ulivi e piccole spiagge; il lato verso il mare aperto è fatto di falesie alte e di grotte.

I sentieri

L'isola è attraversata da una rete di sentieri segnalati. Il più classico è l'anello dell'isola, che parte dall'approdo del Terrizzo e tocca la costa verso il golfo, il Pozzale, la parte alta con il forte Cavour e la batteria del Semaforo, e poi scende verso le Bocchette. Richiede alcune ore, ha tratti ripidi e sassosi e alcuni passaggi esposti sopra le falesie: servono scarpe da trekking, acqua (sull'isola ci sono pochi punti di ristoro, quasi tutti stagionali) e protezione dal sole. Dall'alto si vedono il Tino e il Tinetto.

Sul versante esposto al mare aperto si trovano le antiche cave del Portoro, il pregiato marmo nero venato di giallo dorato estratto qui fino al Novecento. Frane e smottamenti possono chiudere alcuni tratti di sentiero, anche per lunghi periodi: in passato è successo, per esempio, sulla scogliera del Pozzale. Prima di partire chiedi al Comune, all'ente Parco o all'ufficio turistico quali percorsi sono aperti, e non superare le transenne.

Le spiagge e le grotte

Le spiagge sono piccole e spesso senza servizi: porta con te ombra, acqua e scarpette da scoglio.

Il Tino e il Tinetto

Il Tino è un'isola militare e normalmente non si può sbarcare. Viene aperto al pubblico in occasioni particolari, in particolare per la festa di San Venerio, l'eremita patrono del golfo, a settembre, quando si visitano i resti del monastero medievale a lui dedicato. Il Tinetto è poco più di uno scoglio, con i resti di un antico oratorio, e si vede solo dal mare. Il modo migliore per vedere entrambi è il giro delle tre isole in battello, che parte da Portovenere e dalla Spezia e gira intorno alla Palmaria, al Tino e al Tinetto.

Battelli e gite in barca

Dal porticciolo di Portovenere partono, nella bella stagione, diversi tipi di battelli:

Le corse sono stagionali e dipendono dal mare: con vento forte o mare mosso possono essere sospese, soprattutto quelle verso le Cinque Terre e il giro delle isole. Orari e tariffe cambiano di anno in anno: verificali alle biglietterie sul molo o sui siti degli operatori prima di organizzare la giornata.

Come arrivare

In auto: da La Spezia si segue la strada costiera che passa per Cadimare, Fezzano e Le Grazie, con curve e, in estate, traffico intenso. Il centro storico è zona a traffico limitato: l'auto si lascia nei parcheggi lungo la strada di accesso. Ci sono aree di sosta vicino all'ingresso del borgo e lungo il lungomare, e un parcheggio più grande in località Cavo, verso Le Grazie, da cui si cammina un po' di più. La sosta è a pagamento per gran parte dell'anno. In alta stagione e nei fine settimana i posti finiscono presto: conviene arrivare al mattino presto oppure rinunciare all'auto.

In treno e autobus: Portovenere non ha stazione. Dalla Spezia (anche dalla stazione ferroviaria) partono autobus di linea per Portovenere. Il viaggio dura circa mezz'ora; i biglietti si acquistano prima di salire. È la soluzione più comoda in estate.

In battello: nella bella stagione si arriva via mare dalla Spezia, da Lerici e dalle Cinque Terre.

Quando andare

Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a metà ottobre: il clima è mite, i battelli sono attivi e il borgo è più vivibile. Luglio e agosto sono i mesi del mare, ma anche quelli con più folla, traffico e parcheggi pieni; i sentieri della Palmaria nelle ore calde sono faticosi. D'inverno molti servizi chiudono e le corse in battello si riducono molto, ma Portovenere resta bella e tranquilla per una passeggiata.

Dove dormire

Consigli pratici

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