Aggiornato a ottobre 2026
Castelsardo è un borgo medievale del nord della Sardegna, nella regione storica dell'Anglona, in provincia di Sassari. Le sue case colorate salgono su un promontorio a picco sul mare, al centro del Golfo dell'Asinara, e in cima c'è il Castello dei Doria. Fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia.
Il paese è famoso anche per l'arte dell'intreccio: i cestini di palma nana sono il suo simbolo. Poco fuori dal centro c'è la Roccia dell'Elefante, uno dei massi più fotografati dell'isola. Castelsardo si visita in mezza giornata, ma merita di più se ci aggiungi il mare e i dintorni.
Da non perdere: il Castello dei Doria con il Museo dell'Intreccio Mediterraneo, la cattedrale sul mare, la Roccia dell'Elefante. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; la Settimana Santa per il Lunissanti. Base ideale per esplorare la costa nord-occidentale della Sardegna.
Il borgo antico è un intreccio di vicoli, scalette e piccole piazze che salgono verso il castello. Un tempo era una fortezza chiusa da mura e torri. Il nome è cambiato più volte: prima «Castelgenovese», per i Doria di Genova, poi «Castel Aragonese» sotto gli Aragonesi, e infine Castelsardo dal 1767, in epoca sabauda. Tra gli edifici storici ci sono il Palazzo della Loggia, sede del Comune, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che custodisce un Cristo nero in legno.
Il castello fu costruito dalla famiglia genovese dei Doria. La tradizione lo fa risalire al 1102, ma gli studi più recenti lo collocano nel XIII secolo. Qui abitarono per alcuni anni Brancaleone Doria ed Eleonora d'Arborea. Nel 1448 passò agli Aragonesi, che lo rinforzarono con torri e bastioni.
Oggi ospita il Museo dell'Intreccio Mediterraneo, uno dei musei più visitati della Sardegna. Espone cesti, corbule, setacci e oggetti di fibre vegetali legati al lavoro dei campi, alla pesca e alla vita religiosa. Il pezzo più curioso è su fassoi, la barca intrecciata con erbe palustri usata dai pescatori degli stagni di Cabras e Santa Giusta. Dai camminamenti e dalle terrazze la vista spazia sul golfo, fino all'Asinara a ovest e verso la Gallura a est.
La cattedrale si affaccia direttamente sul mare. Nell'aspetto attuale risale alla fine del Cinquecento, con lavori proseguiti nei secoli successivi, e unisce forme gotico-catalane e rinascimentali. Il suo campanile, con la cupoletta di maioliche colorate, è uno dei simboli del borgo.
Sull'altare maggiore c'è la Madonna in trono con il Bambino e angeli musicanti, opera del Maestro di Castelsardo. È un pittore anonimo attivo in Sardegna tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, che prende il nome proprio da questa città. Nelle cripte sotto la chiesa c'è il museo diocesano (Museum Ampuriensis), con argenti sacri, pergamene e altre tavole attribuite allo stesso maestro.
A pochi chilometri dal centro, lungo la strada per Sedini, c'è un grande masso di trachite che il vento e la pioggia hanno modellato nella forma di un elefante con la proboscide. Si staccò in tempi lontani dal vicino Monte Castellazzu. Al suo interno sono scavate due domus de janas, tombe preistoriche del Neolitico; in quella inferiore si vedono protomi taurine scolpite nella roccia.
Dal luglio 2025 la Roccia dell'Elefante fa parte del sito UNESCO dedicato alle domus de janas della Sardegna. Nel 2026 sono partiti lavori per allontanare la strada dal monumento e sistemare l'area pedonale: prima di andare verifica come si accede e dove si può parcheggiare.
Castelsardo è conosciuta in tutta la Sardegna per i suoi cestini, intrecciati soprattutto con palma nana e rafia. È un sapere antico, tramandato in gran parte dalle donne. Nei vicoli del borgo trovi botteghe e banchi che li vendono. Se cerchi un pezzo fatto a mano, chiedi dove è stato realizzato.
Il Lunissanti, il lunedì dopo la Domenica delle Palme, è il giorno più sentito dell'anno. Lo guida la Confraternita di Santa Croce. All'alba i confratelli, in veste bianca e cappuccio, partono dalla chiesa di Santa Maria portando i «Misteri», i simboli della Passione. La processione raggiunge la basilica romanica di Nostra Signora di Tergu, dove si celebra la messa, e nel pomeriggio rientra in paese.
La sera il centro storico spegne le luci e resta illuminato solo dalle fiaccole. Tre cori a quattro voci maschili intonano il Miserere, lo Stabat e il Jesu, canti di tradizione antichissima.
La costa intorno al paese è fatta soprattutto di scogliere di trachite rossa, ma ci sono anche tratti di sabbia.
Con il vento il mare può essere mosso: controlla le previsioni prima di scegliere la spiaggia.
Tergu: a pochi chilometri, la basilica di Nostra Signora di Tergu è una chiesa romanica in pietra rossa e calcare bianco, legata ai monaci benedettini.
Valledoria: a circa quindici chilometri verso est, dove il fiume Coghinas sfocia nel mare formando una zona umida ricca di uccelli. Ha lunghe spiagge di sabbia come San Pietro a Mare, e la zona de La Ciaccia è frequentata da chi fa kitesurf.
Isola Rossa: proseguendo lungo la costa verso la Gallura, è un borgo marinaro con una torre spagnola e un isolotto dal colore rossastro che le dà il nome.
Asinara: l'isola si vede dal castello. Si raggiunge in barca soprattutto da Stintino: leggi la nostra guida al Parco nazionale dell'Asinara. Accessi e regole del parco cambiano: verificali prima di partire.
A Castelsardo la cucina è soprattutto di mare: aragoste, astici, granseole, ricci e frutti di mare nei mesi in cui la pesca è consentita. Per i piatti tipici dell'isola leggi la guida alla cucina sarda.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono quelli di Alghero e Olbia; da entrambi conviene noleggiare un'auto. In traghetto: il porto più vicino è Porto Torres. In auto: da Sassari ci vuole meno di un'ora. In autobus: ci sono collegamenti di linea da Sassari; da altre località può servire un cambio. Controlla linee e orari prima di partire, perché cambiano nel corso dell'anno.
Il centro storico si gira a piedi, tra salite e scalinate: servono scarpe comode. Nel borgo antico possono esserci limitazioni al traffico e alla sosta, soprattutto d'estate: lascia l'auto nei parcheggi in basso e segui la segnaletica. Per la Roccia dell'Elefante, le spiagge e i dintorni l'auto è il mezzo più pratico.
Primavera e inizio autunno sono i periodi migliori: clima mite, meno gente e luce bella per le foto. L'estate è perfetta per il mare, ma il borgo è più affollato. Chi vuole vedere il Lunissanti deve andare nella Settimana Santa: la data cambia ogni anno con la Pasqua.
Dormire nel centro storico è suggestivo, tra case antiche e vista sul mare, ma bisogna mettere in conto vicoli stretti e salite con i bagagli. Chi cerca il mare sotto casa sceglie Lu Bagnu o la zona della marina. Per la Settimana Santa e per agosto conviene prenotare con largo anticipo.
Da Castelsardo si prosegue facilmente verso ovest, fino a Stintino e alla spiaggia della Pelosa, e più a sud fino ad Alghero, la città catalana della Sardegna.