Aggiornato a ottobre 2026
L'Asinara è l'isola che chiude a nord-ovest la Sardegna, di fronte a Capo Falcone e alla costa di Stintino e della spiaggia della Pelosa. Per più di un secolo è stata chiusa al pubblico: prima lazzaretto e colonia penale, poi carcere di massima sicurezza. Proprio questo isolamento ha conservato coste selvagge, macchia mediterranea e un mare limpidissimo.
Oggi l'Asinara è Parco nazionale dal 1997 e Area marina protetta dal 2002. Non ci sono auto private né paesi abitati tutto l'anno: si visita a piedi, in bici, con i mezzi elettrici a noleggio o con le escursioni guidate. È una meta da gita in giornata, ma chi vuole vederla con calma può fermarsi a dormire sull'isola.
Da non perdere: Cala d'Oliva, Cala Reale, gli asinelli bianchi, Cala Sabina e il faro di Punta Scorno. Periodo migliore: primavera e inizio autunno. Imbarchi: Stintino e Porto Torres. Regola d'oro: informarsi prima sulle zone dove il bagno è vietato.
È l'approdo del traghetto da Porto Torres. Alla fine dell'Ottocento qui nacque il lazzaretto, la stazione sanitaria dove si mettevano in quarantena navi ed equipaggi. Accanto c'è il Palazzo Reale, un tempo residenza dei Savoia. Durante la Grande Guerra l'isola accolse migliaia di prigionieri austro-ungarici, molti malati, e molti non tornarono a casa: lo ricordano la piccola cappella austro-ungarica e l'ossario del 1936, che si incontrano lungo il «sentiero della Memoria» con partenza da Cala Reale.
All'estremità nord-orientale dell'isola, Cala d'Oliva è un borgo di case basse e bianche, con una torre costiera e una piazzetta con la chiesa. Fino al 1885 ci vivevano pastori e pescatori: quando nacque la colonia penale furono allontanati, e diverse famiglie fondarono Stintino. Poi il borgo divenne la sede della direzione del carcere e delle famiglie delle guardie.
Nella parte alta c'è la Diramazione centrale, la sezione dove dagli anni Settanta furono rinchiusi i detenuti ritenuti più pericolosi, tra brigatisti e boss mafiosi. Qui si trova il bunker dove fu detenuto Totò Riina negli anni Novanta. Le visite agli ex edifici carcerari dipendono dalle aperture e dalle guide autorizzate: chiedi informazioni sull'isola o al Parco.
Nell'estate del 1985 i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono trasferiti all'Asinara con le loro famiglie per motivi di sicurezza. Per circa un mese lavorarono qui alle carte del maxiprocesso contro Cosa Nostra, ospitati nella foresteria di Cala d'Oliva, tra guardie e sentinelle. È uno dei luoghi della memoria dell'isola: visitalo con rispetto.
All'estremità sud, di fronte allo stretto che separa l'Asinara da Stintino, c'è l'ex carcere di Fornelli, il supercarcere che negli anni Settanta ospitò terroristi e banditi e che riaprì nei primi anni Novanta per i detenuti al 41 bis. L'interno dell'edificio è chiuso da anni per motivi di sicurezza e sono in corso progetti di recupero; il centro visite vicino è aperto. Prima di partire verifica se ci sono novità sulle visite.
Sono il simbolo dell'isola. Questi piccoli asini hanno il mantello bianco, il muso rosato e gli occhi chiari, per una forma di albinismo parziale. Vivono allo stato brado e si incontrano spesso lungo le strade e vicino ai borghi. Sono animali selvatici protetti: non dare loro da mangiare e non disturbarli, è vietato dal regolamento del Parco.
All'estremo nord dell'isola, il faro bianco di Punta Scorno è in funzione dal 1859 e oggi è automatizzato. Da Cala d'Oliva lo raggiunge il «sentiero del Faro», facile ma molto lungo e senza ombra; in alternativa ci arrivano alcune escursioni guidate in fuoristrada.
La costa occidentale è fatta di scogliere ripide, quella orientale di calette di sabbia chiara. Cala Sabina, a nord di Cala d'Oliva, è una baia di sabbia bianca e fine incorniciata dal granito, dove il bagno è consentito: ci si arriva con un breve sentiero dal borgo. Vicino a Cala d'Oliva c'è anche la spiaggia di Cala Murighessa, detta «dei Detenuti».
Attenzione alle zone A, a protezione integrale: a Cala Sant'Andrea e a Cala d'Arena l'accesso e il bagno sono vietati, e si guardano solo da lontano. I controlli ci sono e le multe pure. Le regole dell'Area marina protetta (bagno, ancoraggio, immersioni, campi boe) vengono aggiornate ogni anno: leggile sul sito del Parco prima di partire.
Il Parco ha tracciato una rete di sentieri tematici divisi in tre zone: Fornelli (con la salita al Castellaccio, il rudere di un castello medievale con vista sullo stretto), Cala Reale (sentiero della Memoria, del Muflone, dell'Asino bianco) e Cala d'Oliva (sentieri del Faro, del Leccio e di Cala Sabina). Solo alcuni sono percorribili in bici. In estate il caldo, la poca ombra e la mancanza d'acqua rendono sconsigliate le escursioni lunghe a piedi o in bici.
Si arriva solo via mare. Da Porto Torres parte il traghetto di linea per Cala Reale; le corse sono più frequenti in estate e più rare nel resto dell'anno. Da Stintino partono le barche degli operatori autorizzati dal Parco, con gite giornaliere ed escursioni che spesso includono la visita guidata sull'isola. I traghetti non trasportano veicoli privati. Orari, prezzi e posti disponibili cambiano ogni stagione: controllali e prenota prima di partire, soprattutto in estate.
Chi arriva in barca propria può sostare solo nei campi boe autorizzati e deve rispettare le zone dell'Area marina protetta.
L'auto propria non è ammessa. Una strada principale collega Fornelli, Cala Reale e Cala d'Oliva; per percorrerla ci sono le visite guidate con trenino turistico, minivan e fuoristrada degli operatori autorizzati, oppure il noleggio di bici, bici elettriche e auto elettriche. I posti sui mezzi guidati sono limitati: in alta stagione conviene prenotarli insieme alla traversata.
La primavera e l'inizio dell'autunno sono i momenti migliori: clima mite, macchia fiorita e sentieri percorribili. L'estate è perfetta per il mare, ma fa molto caldo e i servizi sono più affollati. Fuori stagione i collegamenti si riducono: verifica che ci sia la corsa di ritorno.
Sull'isola i posti letto sono pochissimi: c'è una struttura ricettiva a Cala d'Oliva, ricavata dall'ex caserma degli agenti di custodia, da prenotare con largo anticipo. La maggior parte dei visitatori dorme a Stintino o a Porto Torres, dove l'offerta è più ampia.
Sull'isola ci sono solo pochi punti ristoro a Cala Reale, Fornelli e Cala d'Oliva: porta con te acqua in abbondanza e qualcosa da mangiare. Per una cena di pesce e i piatti tipici del nord-ovest torna a Stintino o a Porto Torres, e leggi la guida alla cucina sarda.
Dopo l'Asinara restano a portata di mano il mare caraibico della Pelosa a Stintino, il borgo medievale di Castelsardo sul golfo dell'Asinara e, più a sud, la città catalana di Alghero con la sua costa.