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Bosa: le case colorate sul fiume Temo

Aggiornato a ottobre 2026

Le case colorate di Bosa riflesse nel fiume Temo, con il castello Malaspina sulla collina

Bosa è un borgo della costa occidentale della Sardegna, in provincia di Oristano. È il centro principale della Planargia ed è l'unico paese sardo cresciuto sulle rive di un fiume, il Temo, considerato l'unico fiume navigabile dell'isola. Le sue case colorate salgono sulla collina fino al castello medievale e si specchiano nell'acqua.

Bosa fa parte dei «Borghi più belli d'Italia». Si visita bene in una giornata, ma vale la pena fermarsi di più: a pochi chilometri c'è il mare di Bosa Marina e verso nord parte una delle strade costiere più belle dell'isola, quella che porta ad Alghero.

In breve

Da non perdere: il lungofiume con le case colorate, il castello Malaspina, il quartiere Sa Costa, le antiche concerie. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; in estate per il mare. Da assaggiare: la Malvasia di Bosa.

Cosa vedere a Bosa

Il fiume Temo e il Ponte Vecchio

La passeggiata comincia dal lungo Temo, il percorso pedonale sulla riva del fiume. Da qui si vedono le case colorate della riva destra, le barche ormeggiate e il Ponte Vecchio che unisce le due sponde, il punto migliore per le foto. Nella parte bassa corre il Corso Vittorio Emanuele, la via principale, con palazzi del Settecento e dell'Ottocento. Qui si trova la Casa Deriu, palazzo ottocentesco diventato museo, con le opere dell'artista Melkiorre Melis.

Il quartiere Sa Costa

Sa Costa è il quartiere storico che sale sulle pendici del colle di Serravalle. È un intreccio di vicoli in salita, scalinate e case strette e colorate, addossate l'una all'altra. Si gira solo a piedi, tra scorci sul fiume. Gli abitanti si trasferirono qui dall'antico nucleo vicino a San Pietro, abbandonato nel Cinquecento.

Il castello di Serravalle (Malaspina)

In cima al colle si trova il castello di Serravalle, detto anche castello Malaspina dal nome della famiglia toscana che lo fece costruire nel XII secolo. Nei secoli passò ai giudicati sardi e poi agli Aragonesi, che lo modificarono. Oggi restano la torre principale, le mura e le torri della cinta. Dentro le mura c'è la piccola chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, con affreschi del Trecento. Dall'alto si vedono il paese, il fiume e la valle. Si sale a piedi dalle scalinate del centro o attraversando Sa Costa. L'ingresso è a pagamento: controlla orari e aperture prima di andare.

Le antiche concerie (Sas Conzas)

Sulla riva sinistra del Temo, vicino al Ponte Vecchio, si allinea il complesso delle antiche concerie, chiamato Sas Conzas. Per secoli Bosa fu un centro importante per la lavorazione delle pelli; l'attività fiorì tra Ottocento e Novecento e si spense nella seconda metà del secolo scorso. Gli edifici, affacciati sull'acqua, sono monumento nazionale dal 1989. In una delle concerie è allestito il Museo delle Conce, con le vasche originali al piano terra e gli attrezzi della lavorazione.

La Cattedrale dell'Immacolata

La Cattedrale dell'Immacolata sorge vicino al fiume, ai piedi di Sa Costa. Ha origini medievali, ma il suo aspetto attuale è dell'Ottocento, dopo una grande ristrutturazione iniziata nel 1803: la facciata unisce tardo barocco ed elementi neoclassici. Dentro colpiscono la cupola, la scalinata con due leoni di marmo e i dipinti ispirati al Paradiso di Dante.

San Pietro extra muros

Fuori dal paese, risalendo il Temo con una breve passeggiata, si trova San Pietro extra muros, una delle chiese romaniche più antiche della Sardegna. È costruita in trachite rossa: la parte più antica risale all'XI secolo, la facciata con le arcate al Duecento. Per secoli fu la cattedrale di Bosa. Intorno sorgeva il primo nucleo della città, la Bosa vetus.

Bosa Marina e le spiagge

Bosa Marina è la frazione sul mare, alla foce del Temo. Ha una lunga spiaggia di sabbia dorata con fondale che scende piano, adatta alle famiglie, e stabilimenti con servizi. La domina una torre aragonese sull'Isola Rossa, collegata alla terraferma da un molo; d'estate la torre ospita spesso mostre. Lungo la costa a sud ci sono altre spiagge e calette, come Turas e S'Abba Druche. Dopo le mareggiate del febbraio 2026 un tratto della litoranea tra Bosa Marina e Turas è stato chiuso per lavori: verifica la viabilità prima di partire.

La strada costiera Bosa-Alghero e i grifoni

La strada provinciale che collega Bosa ad Alghero corre a picco sul mare, tra scogliere, macchia mediterranea e torri di avvistamento, senza paesi lungo il percorso. È amata da motociclisti e ciclisti. Ha molte curve e pochi servizi: guida con calma e parti con il pieno. Negli ultimi anni ha avuto frane e lavori di manutenzione: informati sulle condizioni prima di partire.

Questo tratto di costa, intorno a Capo Marrargiu, è la principale area di presenza del grifone in Sardegna. Con un po' di fortuna si vedono volteggiare sulle scogliere; per osservarli senza disturbarli affidati a guide locali.

Cosa mangiare e cosa comprare

Il prodotto più famoso è la Malvasia di Bosa DOC, un vino bianco prodotto sulle colline della Planargia in sette comuni: Bosa, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e Modolo. Esiste in diverse versioni, dalla classica dolce al passito e allo spumante. A tavola si trovano pesce e frutti di mare, l'aragosta alla bosana e i dolci tradizionali come le pabassinas. Per conoscere gli altri piatti dell'isola leggi la guida alla cucina sarda.

L'artigianato tipico è il filet di Bosa, un ricamo eseguito su una sottile rete annodata, tramandato dalle donne del paese. Lo si trova nelle botteghe del centro.

Feste e tradizioni

Il carnevale bosano, il Karrasegare Osinku, è uno dei più originali della Sardegna: spontaneo, ironico e partecipato da tutto il paese. Si apre con i fuochi di Sant'Antonio a gennaio e culmina il martedì grasso. Al mattino sfila s'Attittidu: maschere vestite di nero piangono la morte di Giolzi (o Gioldzi), il re del carnevale. La sera arrivano le figure coperte da lenzuola bianche, con le lanterne, che cercano Giolzi per bruciarlo nel rogo finale.

A settembre si celebra la festa di Nostra Signora de sos Regnos Altos: gli abitanti di Sa Costa allestiscono nei vicoli piccoli altari decorati con fiori e filet, e le processioni salgono e scendono tra il castello e la cattedrale. Le date cambiano ogni anno: controllale prima di partire.

Come arrivare a Bosa

In auto: dalla SS 131 Carlo Felice si esce a Macomer e si prosegue sulla strada per Bosa. Da Alghero si arriva con la strada costiera. In aereo: lo scalo più vicino è quello di Alghero-Fertilia. In autobus: le linee regionali ARST collegano Bosa con Alghero, Sassari, Macomer e Oristano; controlla orari e frequenze, che cambiano tra inverno ed estate. In nave: i porti più comodi sono Porto Torres e Olbia.

D'estate il Trenino Verde turistico percorre la linea tra Macomer e Bosa Marina. Il servizio è stagionale e negli ultimi anni ha avuto interruzioni: verifica calendario e prenotazioni prima di partire.

Come muoversi

Il centro si gira a piedi: Sa Costa e il castello sono salite e scalini, servono scarpe comode. Lascia l'auto nei parcheggi fuori dal centro. Per le spiagge e la strada costiera serve un mezzo proprio.

Quando andare

Primavera e inizio autunno sono ideali, con clima mite e meno gente. L'estate è la stagione del mare a Bosa Marina. Febbraio è il mese del carnevale, settembre quello della festa di Regnos Altos. In caso di forti piogge il Comune può chiudere le banchine e le zone vicino al fiume.

Dove dormire

Nel centro storico ci sono bed and breakfast e case vacanza, spesso in vecchie abitazioni. A Bosa Marina si trovano hotel più adatti a chi cerca il mare. In estate e a carnevale conviene prenotare con anticipo.

Consigli pratici

Da Bosa la strada costiera porta in poco tempo ad Alghero e alla sua Riviera del Corallo. Proseguendo verso nord si raggiunge Castelsardo, un altro borgo affacciato sul mare, mentre verso l'interno si arriva a Nuoro e alla Barbagia.

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