Aggiornato a ottobre 2026
Cadice (in spagnolo Cádiz) è il capoluogo della provincia più meridionale dell'Andalusia, costruito su una lingua di terra stretta e lunga che entra nell'oceano Atlantico, collegata alla terraferma da un istmo e da due ponti. È considerata una delle città più antiche dell'Europa occidentale: fu fondata dai Fenici con il nome di Gadir e fu poi un porto importante per Romani, Arabi e Castigliani. La città vecchia, quasi interamente circondata dal mare, è un intreccio di vie dritte e strette, piazze alberate, case dai colori chiari con i balconi chiusi da vetrate e le terrazze sui tetti, da cui spuntano decine di torri di avvistamento.
Il periodo d'oro arrivò nel Settecento, quando Cadice prese il posto di Siviglia come porto dei commerci con le Americhe: risalgono a quell'epoca la cattedrale, molti palazzi dei mercanti e le torri da cui gli armatori sorvegliavano l'arrivo delle navi. Nel 1812, mentre il resto della Spagna era occupato dalle truppe napoleoniche, qui fu approvata la prima costituzione liberale spagnola. Oggi è una città vivace, da visitare camminando, che si abbina bene a Siviglia, a Jerez e alla costa che scende verso Tarifa.
Ideale per: chi ama le città di mare con una vita di quartiere autentica, chi cerca spiagge raggiungibili a piedi dal centro e chi vuole vivere il Carnevale più famoso della Spagna. Da vedere: la cattedrale e la sua torre, la Torre Tavira, il Teatro Romano, i quartieri del Pópulo, Santa María e La Viña, la spiaggia della Caleta con i due castelli, il mercato centrale e il lungomare. Periodo più piacevole: la primavera e i mesi da settembre a ottobre; a febbraio per il Carnevale.
La cattedrale, che i gaditani chiamano anche Catedral Nueva, fu iniziata nel 1722, nel pieno della ricchezza portata dai commerci con le Americhe, e venne completata solo nell'Ottocento: per questo unisce forme barocche e neoclassiche. Si riconosce da lontano per la grande cupola rivestita di piastrelle gialle, che al sole sembra dorata. Nella cripta, sotto il livello del mare, è sepolto il compositore gaditano Manuel de Falla. La visita comprende di solito il museo con l'argenteria e i paramenti liturgici e la salita alla Torre del Reloj, uno dei due campanili, da cui si vede tutta la città vecchia.
Nel Settecento i mercanti di Cadice costruirono sulle loro case oltre cento torri, da cui con il cannocchiale controllavano l'ingresso delle navi nella baia. La Torre Tavira, nel centro della città vecchia, è la più alta e la più conosciuta: dalla sua terrazza si ha uno dei panorami più completi su tetti, cupole e mare. Al suo interno funziona una camera oscura, un sistema di lenti e specchi che proietta su uno schermo l'immagine in tempo reale della città, con le persone che camminano nelle strade e le barche nel porto. La visita è guidata, a turni.
Il Teatro Romano risale al I secolo a.C. ed è tra i più antichi della Spagna. Era rimasto sepolto sotto le case del quartiere del Pópulo ed è stato riscoperto durante alcuni lavori negli anni Ottanta del Novecento; parte della scena si trova ancora sotto gli edifici moderni. Si visitano il centro di interpretazione, una galleria e la cavea. Dalla fine del 2025 sono in corso lavori di riqualificazione della Junta de Andalucía: verificate se ci sono aree chiuse.
Il Pópulo è il nucleo medievale della città, tra la cattedrale e il porto, con gli archi delle antiche porte e viuzze di botteghe e locali. Poco più a sud c'è il quartiere di Santa María, legato alla storia del flamenco gaditano.
Le origini fenicie di Cadice si vedono in due luoghi. Il sito archeologico di Gadir conserva, sotto un edificio del centro, i resti di un quartiere fenicio del IX secolo a.C., con case e strade, e di uno stabilimento romano per la lavorazione del pesce; si trova nello stesso edificio del Museo del Títere (museo delle marionette), chiuso per lavori di ristrutturazione da marzo 2026, quindi controllate se il percorso archeologico è visitabile. Il Museo di Cadice, in Plaza de Mina, espone nella sezione archeologica i due celebri sarcofagi fenici in marmo con figure umane, e nella pinacoteca opere di Zurbarán e Murillo. Verificate gli orari: d'estate il museo è stato spesso chiuso il pomeriggio.
Nell'Oratorio di San Felipe Neri, una chiesa barocca dalla pianta ellittica, si riunirono le Cortes, il parlamento che il 19 marzo 1812 approvò la Costituzione chiamata popolarmente "La Pepa", perché quel giorno era la festa di san Giuseppe. Fu una delle prime costituzioni liberali d'Europa e un modello per molti movimenti liberali dell'Ottocento, anche in Italia. La storia delle Cortes è raccontata anche nel centro di interpretazione della Costituzione del 1812.
La Caleta è la piccola spiaggia della città vecchia, chiusa tra due fortezze e affacciata a ovest: è il luogo dei tramonti, con le barche dei pescatori in secca. Sul lato nord c'è il Castillo de Santa Catalina, una fortezza a stella che ospita mostre. Sul lato sud una lunga passeggiata sulla diga porta al Castillo de San Sebastián, sull'isolotto dove la tradizione colloca un antico tempio: negli ultimi anni è rimasto a lungo chiuso ed è stato riaperto solo a periodi come spazio di passeggio, quindi verificate se è accessibile. Alle spalle della Caleta c'è la Viña, il quartiere dei pescatori, cuore del Carnevale e delle trattorie di pesce.
Il Mercado Central de Abastos, in Plaza de la Libertad, è uno dei più antichi mercati coperti della Spagna: la mattina ci sono i banchi del pesce, intorno chioschi dove si mangiano fritture. Tra le piazze più belle ci sono Plaza de las Flores e Plaza de Mina, mentre il Parque Genovés e l'Alameda Apodaca seguono le mura sul mare. Oltre la Puerta de Tierra, l'ingresso monumentale della città vecchia, si allunga sull'oceano la spiaggia urbana della Playa Victoria, ampia e attrezzata, con il lungomare.
Il Carnevale di Cadice si distingue dagli altri carnevali spagnoli perché si basa più sulle parole che sui carri: gruppi in costume, chiamati chirigotas, comparsas, coros e cuartetos, cantano canzoni satiriche sull'attualità e sulla politica. Prima della festa si svolge il concorso dei gruppi al Gran Teatro Falla; nei giorni di Carnevale, a febbraio intorno al mercoledì delle Ceneri, la città vecchia si riempie di maschere e di gruppi che cantano per strada. Le date cambiano ogni anno e vanno controllate (vedi anche dove andare a febbraio).
Cadice è una città di pesce: il pescaíto frito, la frittura mista servita anche nei coni di carta, le tortillitas de camarones, frittelle sottili con gamberetti, il cazón en adobo, palombo marinato e fritto, e il tonno rosso delle tonnare della costa. Da bere, i vini di Jerez e la manzanilla di Sanlúcar de Barrameda.
L'aeroporto più vicino è quello di Jerez de la Frontera, che ha una fermata ferroviaria: da lì i treni regionali e quelli della linea suburbana C1 arrivano alla stazione di Cadice, a ridosso della città vecchia. Da Siviglia partono treni diretti per Cadice, che fermano anche a Jerez e a El Puerto de Santa María; orari e biglietti sono sul sito di Renfe. Da Malaga e dalla costa del sud l'autobus è il mezzo più pratico. Chi è in zona può usare i catamarani che collegano Cadice a El Puerto de Santa María e a Rota attraverso la baia.
La città vecchia è piccola e pianeggiante e si gira a piedi; gli autobus urbani la collegano con la Playa Victoria e la città nuova. L'auto è poco utile: i parcheggi sono pochi, e conviene lasciarla in un parcheggio pubblico. Per le gite sono comodi i treni per Jerez e Siviglia, gli autobus per la costa e i catamarani per El Puerto de Santa María.
Cadice ha un clima mite tutto l'anno. Primavera e autunno sono le stagioni migliori per camminare e per il mare (vedi dove andare a maggio e dove andare a settembre). L'estate è calda ma ventilata, con le spiagge piene; quando soffia il levante, il vento da est, la sabbia vola. L'inverno è tranquillo, e a febbraio arriva il Carnevale.