Aggiornato a ottobre 2026
Granada è la città andalusa dell'Alhambra, la cittadella dei sultani nasridi, l'ultima dinastia musulmana della penisola iberica. La città si arrampica su due colline separate dal fiume Darro: da una parte l'Alhambra, dall'altra l'Albaicín, il vecchio quartiere arabo di vicoli e case bianche. Alle spalle si alzano le cime della Sierra Nevada.
L'Alhambra, il Generalife e l'Albaicín sono patrimonio UNESCO nel sito «Alhambra, Generalife e Albaicín». Qui, nel gennaio 1492, l'ultimo sultano consegnò la città ai Re Cattolici, chiudendo la Reconquista. Servono due o tre giorni, uno quasi tutto per l'Alhambra.
Da non perdere: i Palazzi Nasridi, il Generalife, il tramonto dal Mirador de San Nicolás, il Sacromonte, la Capilla Real. Periodo migliore: primavera e autunno. Da prenotare: i biglietti dell'Alhambra, con largo anticipo.
Attenzione: nell'agosto 2026 una serie di terremoti ha colpito Granada e i dintorni. Alcuni monumenti hanno chiuso per controlli e riaperto con percorsi modificati: prima di partire verifica quali spazi sono aperti.
È una vera città fortificata sulla collina della Sabika, iniziata nel 1238 dal primo sultano nasride. Dentro le mura ci sono i Palazzi Nasridi, l'Alcazaba, il Partal e il Palazzo di Carlo V, edificio rinascimentale voluto dall'imperatore dal 1527 e mai finito. Il Generalife sta poco fuori, più in alto.
Sono il cuore dell'Alhambra e la parte più delicata: si entra solo all'orario indicato sul biglietto, e bisogna essere puntuali. Il percorso attraversa il Mexuar, il Palazzo di Comares con il Cortile dei Mirti e la Sala degli Ambasciatori, e il Palazzo dei Leoni con la celebre fontana.
È la parte più antica, una fortezza militare all'estremità ovest della collina. Dalla Torre della Vela, dove il 2 gennaio 1492 fu issata la bandiera dei Re Cattolici, la vista spazia sulla città e sull'Albaicín. Dopo i terremoti ha riaperto a fine settembre 2026 con un percorso adattato, che può cambiare.
Era la residenza estiva dei sultani, con orti e giardini su terrazze sopra l'Alhambra. Il punto più famoso è il Patio de la Acequia, un lungo cortile con un canale d'acqua al centro, tra fiori e zampilli.
Il vecchio quartiere arabo conserva la pianta medievale: vicoli in salita, piazzette e i carmenes, case bianche con giardino. Si sale dalla Carrera del Darro, la strada lungo il fiume dove si trova anche il Bañuelo, antico bagno arabo. In alto, accanto alla chiesa di San Nicolás, il Mirador de San Nicolás offre la vista più famosa sull'Alhambra con la Sierra Nevada dietro. Al tramonto è molto affollato: arriva per tempo.
È la collina delle case-grotta scavate nella roccia, storico quartiere della comunità gitana e una delle culle del flamenco. Nelle grotte si assiste alla zambra, uno spettacolo di flamenco senza palco, a pochi passi dal pubblico. Il Museo Cuevas del Sacromonte racconta la vita nelle grotte; più in alto c'è l'Abbazia del Sacromonte, visitabile con guida. Scegli solo locali con nome e prezzi ben visibili e diffida di chi ti invita a entrare in grotte private.
La Cattedrale fu iniziata nel Cinquecento sul luogo della grande moschea, con il progetto di Enrique Egas e poi di Diego de Siloé; la facciata fu ridisegnata da Alonso Cano. Accanto, la Capilla Real, in stile gotico, custodisce le tombe dei Re Cattolici, Isabella e Ferdinando, e quelle della figlia Giovanna la Pazza e di Filippo il Bello. Le salme riposano nella cripta sottostante. Il piccolo museo espone la corona e lo scettro dei sovrani e dipinti fiamminghi e italiani.
Accanto alla Cattedrale c'è la Alcaicería, l'antico mercato arabo della seta. Un incendio la distrusse nel 1843 e fu ricostruita più piccola, in stile neo-moresco. Oggi è un intreccio di viuzze piene di botteghe di ceramiche, intarsi in legno, lampade e souvenir.
Prezzi, orari e regole cambiano: controllali sul sito ufficiale del Patronato dell'Alhambra e del Generalife prima di partire.
Granada è famosa per una tradizione rara: in molti bar, con ogni bevanda ordinata arriva una tapa gratis. Non si sceglie: la decide il locale, e di solito cambia a ogni giro. Funziona al banco e ai tavoli alti; ai tavoli da ristorante si ordina invece dal menu. Le porzioni variano molto da bar a bar.
Sierra Nevada: a meno di un'ora di auto c'è la stazione sciistica più meridionale d'Europa, sopra il villaggio di Pradollano. La stagione va di solito da dicembre ad aprile, neve permettendo.
Alpujarras: sono le valli sul versante sud della Sierra Nevada, con terrazze coltivate e canali d'irrigazione di origine araba. Nel Barranco del Poqueira si visitano i villaggi bianchi di Pampaneira, Bubión e Capileira. Più a est c'è Trevélez, famoso per il prosciutto stagionato in quota. Conviene l'auto e una giornata intera.
La Settimana Santa porta in strada le processioni delle confraternite. All'inizio di maggio la città si riempie di croci fiorite per il Día de la Cruz. A giugno c'è la festa del Corpus Christi, con processione e fiera. Tra giugno e luglio si tiene il Festival Internazionale di Musica e Danza.
In aereo: l'aeroporto Federico García Lorca Granada-Jaén si trova a circa 15 chilometri a ovest della città. Un autobus Alsa porta in centro, vicino alla Cattedrale.
In treno da Madrid: i treni ad alta velocità partono da Madrid Puerta de Atocha. Con i diretti più veloci il viaggio dura poco più di tre ore; alcune soluzioni prevedono un cambio ad Antequera. Verifica che il servizio sia tutto in treno.
In autobus da Malaga: Alsa collega Granada sia alla stazione degli autobus di Malaga sia all'aeroporto di Malaga.
Linee, orari e frequenze cambiano nel corso dell'anno: controllali prima di partire.
Il centro si gira a piedi, ma le salite verso l'Alhambra, l'Albaicín e il Sacromonte sono ripide. Piccoli autobus urbani salgono dal centro e da Plaza Nueva verso i quartieri alti. In centro l'auto è sconsigliata: molti accessi sono controllati.
Primavera e autunno sono i periodi migliori: clima mite e giardini in fiore. L'estate è molto calda e secca, con punte che possono superare i 40 gradi: visita l'Alhambra di mattina presto. L'inverno ha giornate limpide ma notti fredde, con la neve sulla Sierra Nevada e la possibilità di sciare.
Il centro, tra la Cattedrale e Plaza Nueva, è la scelta più pratica: tutto è a portata di piedi. L'Albaicín offre case tradizionali e viste sull'Alhambra, ma richiede di camminare in salita e su acciottolato. In auto conviene un alloggio con parcheggio fuori dal centro storico.
Granada si abbina bene alle altre città dell'Andalusia: a Cordova c'è la Mezquita, il grande monumento dei califfi, mentre Siviglia completa il viaggio con l'Alcázar e la Cattedrale. Chi arriva dalla capitale può unire Granada a qualche giorno a Madrid.