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Valencia: la città tra il fiume che non c'è più e il mare

Aggiornato a ottobre 2026

Gli edifici bianchi della Città delle Arti e delle Scienze di Valencia riflessi nelle vasche d'acqua

Valencia è la terza città della Spagna e una delle più piacevoli da visitare. In pochi giorni si passa dalle torri medievali alle architetture futuristiche, da un grande parco lineare alle spiagge sul Mediterraneo. È la patria della paella e delle Fallas, la festa del fuoco di marzo.

La città si gira bene a piedi, in bicicletta e con i mezzi. La lingua locale è il valenciano, accanto al castigliano: per questo cartelli e nomi compaiono spesso in due forme, come València e Valencia.

In breve

Da non perdere: la Città delle Arti e delle Scienze, i giardini del Turia, la Cattedrale con il Micalet, la Lonja de la Seda, il Mercato Centrale, l'Albufera. Periodo migliore: primavera e autunno; a marzo le Fallas. Tempo consigliato: tre o quattro giorni.

Cosa vedere a Valencia

La Città delle Arti e delle Scienze

È il simbolo della Valencia moderna: un complesso di edifici bianchi e vasche d'acqua costruito nel vecchio letto del fiume. Quasi tutti gli edifici sono di Santiago Calatrava: l'Hemisfèric, con planetario e cinema, il Museo delle Scienze, l'Umbracle e il Palau de les Arts, il teatro dell'opera. Nell'Àgora ha aperto nel 2022 il CaixaForum. L'Oceanogràfic, progettato da Félix Candela, è uno dei più grandi acquari d'Europa. Tra gli edifici si passeggia liberamente; per entrare serve il biglietto.

I giardini del Turia

Dopo la disastrosa alluvione del 1957 il fiume Turia fu deviato a sud della città. Il vecchio letto, rimasto asciutto, è diventato un parco lungo quasi dieci chilometri che attraversa Valencia ad arco. Ci sono prati, piste ciclabili, campi sportivi, il Palau de la Música e il Parco Gulliver, con un enorme gigante disteso su cui giocano i bambini. Il modo migliore per viverlo è in bicicletta.

La Cattedrale, il Santo Calice e il Micalet

La Cattedrale sorge sul luogo della vecchia moschea e mescola romanico, gotico e barocco. In una cappella è custodito il Santo Calice, venerato secondo la tradizione come il calice dell'Ultima Cena: arrivò in città con il re Alfonso il Magnanimo e fu affidato alla Cattedrale nel 1437. Il campanile, il Micalet, si sale a piedi e offre una vista a tutto tondo sui tetti. Ogni giovedì a mezzogiorno, davanti alla Porta degli Apostoli, si riunisce il Tribunale delle Acque, che regola l'irrigazione della campagna: è patrimonio immateriale UNESCO dal 2009.

La Lonja de la Seda

La Loggia della Seta, costruita tra Quattrocento e Cinquecento, è un capolavoro del gotico civile ed è patrimonio UNESCO dal 1996. Qui i mercanti trattavano i loro affari. La sala principale è sorretta da colonne a spirale; c'è anche un cortile con gli aranci.

Il Mercato Centrale

Di fronte alla Lonja c'è il Mercato Centrale, uno dei capolavori del modernismo valenciano, completato nel 1928. Sotto la cupola e le vetrate si vendono frutta, verdura, pesce, salumi e prodotti dell'orto valenciano.

Le Torri di Serranos e di Quart

Sono le due porte rimaste delle antiche mura cristiane. Le Torri di Serranos, della fine del Trecento, si affacciano sul Turia; dalle terrazze si vede il centro storico. Le Torri di Quart, del Quattrocento, portano ancora i segni dei colpi di cannone della guerra contro le truppe napoleoniche.

Il quartiere del Carmen

Il Carmen è il cuore più antico e vivace della città, cresciuto tra le mura arabe e quelle cristiane. Ha vicoli stretti, piazzette, muri coperti di murales e molti locali, soprattutto la sera intorno a Plaza del Tossal. Qui si trovano anche l'IVAM, museo di arte moderna, e il Centre del Carme, in un ex convento.

Mare e spiagge

El Cabanyal è l'antico quartiere dei pescatori, con le case basse decorate da piastrelle colorate. Subito accanto si apre la Malvarrosa, la grande spiaggia urbana della città, con un lungo lungomare pieno di servizi. Più a nord continua la spiaggia della Patacona, ad Alboraya.

Cosa mangiare

La paella valenciana vera non ha pesce: si prepara con riso, pollo, coniglio, fagiolini, garrofó (un grande fagiolo bianco), pomodoro e zafferano, a volte con rosmarino e lumache. Tradizionalmente si mangia a pranzo.

D'estate si beve l'horchata, una bevanda fresca a base di chufa, un piccolo tubero coltivato nell'orto valenciano, con denominazione d'origine. Si accompagna con i fartons, dolci allungati e glassati tipici di Alboraya.

Escursione all'Albufera e a El Palmar

A sud della città si stende il Parco Naturale dell'Albufera, una grande laguna circondata da risaie e separata dal mare da una fascia di pineta e dune, la Devesa. Il villaggio di El Palmar, tra canali e campi di riso, è considerato la culla della paella; qui si mangia anche l'all i pebre, uno stufato di anguilla. Dall'imbarcadero partono le barche tradizionali per un giro sulla laguna, molto amato al tramonto. Le risaie sono allagate tra maggio e luglio e tra novembre e gennaio, mentre a marzo e aprile sono asciutte. Si arriva con l'autobus urbano EMT 25; in bici la pista ciclabile arriva alla Devesa, ma l'ultimo tratto verso El Palmar è su una strada stretta.

Le Fallas

Dal 2016 le Fallas sono patrimonio immateriale dell'umanità UNESCO. Il cuore della festa è tra il 15 e il 19 marzo. Nella notte della «plantà» i quartieri montano grandi monumenti di cartapesta e legno, spesso satirici. Ogni giorno, nel primo pomeriggio, nella piazza del Municipio c'è la «mascletà», una raffica assordante di petardi. Il 17 e 18 marzo si porta l'offerta di fiori alla Vergine, nella Plaza de la Virgen. La notte del 19, festa di San Giuseppe, la «cremà»: i monumenti vengono bruciati. Si salvano solo i «ninot indultats», le figure scelte con il voto del pubblico, che finiscono nel Museo Fallero.

L'alluvione dell'ottobre 2024

Il 29 ottobre 2024 una DANA, una violenta perturbazione autunnale, ha provocato inondazioni devastanti nella provincia, con oltre duecento vittime. I danni più gravi hanno colpito i comuni dell'Horta Sud, come Paiporta e Catarroja, e le zone interne. Il centro di Valencia è stato in gran parte risparmiato grazie al nuovo letto del Turia, scavato dopo il 1957. La rete della metropolitana è tornata del tutto in servizio a fine giugno 2025 e la ricostruzione nei comuni colpiti è ancora in corso. Anche l'Albufera ha ricevuto fango e detriti; gli studi indicano una buona ripresa.

Come arrivare a Valencia

In aereo: l'aeroporto è a Manises, a pochi chilometri dal centro, ed è collegato dalle linee 3 e 5 della metropolitana e da un autobus diretto. In treno: da Madrid i treni ad alta velocità arrivano in circa un'ora e mezza alla stazione Joaquín Sorolla; i treni regionali e locali usano la stazione del Nord, in pieno centro. In traghetto: dal porto partono navi per Palma di Maiorca e per Ibiza e, con frequenza minore, per Mahón a Minorca. Compagnie, orari e frequenze cambiano con le stagioni: verificateli prima di partire.

Come muoversi

Il centro storico si gira a piedi. Per il resto ci sono metropolitana, tram e autobus urbani; il tram porta anche verso il mare. La bicicletta è perfetta grazie al parco del Turia e alle piste ciclabili. La Valencia Tourist Card comprende i trasporti pubblici: verificate condizioni e prezzi prima di partire.

Quando andare

Primavera e autunno sono i periodi migliori, con temperature piacevoli. L'estate è calda e umida, ideale per il mare. L'inverno è mite. A marzo le Fallas sono uno spettacolo unico, ma la città è affollatissima e rumorosa. In autunno possono arrivare piogge molto intense: seguite gli avvisi meteo e della protezione civile.

Dove dormire

Per visitare i monumenti a piedi conviene il centro storico, tra la Cattedrale, il Carmen e il Mercato Centrale. Chi vuole il mare può scegliere la zona del Cabanyal e della Malvarrosa, ben collegata al centro dal tram.

Consigli pratici

Da Valencia il treno veloce porta in poco tempo a Madrid, mentre lungo la costa si sale verso Barcellona. Dal porto, infine, partono i traghetti per le Baleari, comodi per proseguire il viaggio a Ibiza.

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