Aggiornato a ottobre 2026
Johannesburg, che i sudafricani chiamano Joburg, Jozi o eGoli, «il luogo dell'oro», è la città più grande e il motore economico del Sudafrica. È nata dal nulla nel 1886, con la scoperta dell'oro sulle colline del Witwatersrand, e in pochi decenni è diventata una metropoli di grattacieli, quartieri residenziali alberati e immense township. Per molti viaggiatori è solo lo scalo per il Kruger, ma chi le dedica un paio di giorni scopre il luogo dove si capisce meglio la storia recente del Paese.
Qui l'apartheid, il regime di segregazione razziale rimasto in vigore fino ai primi anni Novanta, ha lasciato i segni più profondi, e qui è cresciuta la lotta per abbatterlo: a Soweto ha vissuto Nelson Mandela e nel 1976 è iniziata la rivolta degli studenti. Musei come l'Apartheid Museum e Constitution Hill raccontano quella storia con grande forza. A poca distanza dalla città, la Culla dell'Umanità custodisce invece alcuni dei fossili di ominidi più importanti al mondo.
Ideale per: chi vuole capire la storia del Sudafrica e di Mandela, gli appassionati di musei, arte urbana e preistoria, chi fa tappa prima o dopo un safari. Da vedere: l'Apartheid Museum, Constitution Hill, Vilakazi Street e la Mandela House a Soweto, l'Hector Pieterson Memorial, i quartieri di Maboneng e Braamfontein, Liliesleaf, le grotte di Sterkfontein e il centro di Maropeng nella Culla dell'Umanità. Quanto tempo: due o tre giorni. Periodo più piacevole: l'inverno secco e soleggiato, da maggio a settembre, e le mezze stagioni.
È la visita da non perdere, e richiede almeno mezza giornata. Il museo, a sud del centro accanto al parco divertimenti di Gold Reef City, ripercorre la storia della segregazione dalle sue origini alle prime elezioni libere del 1994, con fotografie, filmati, documenti e ricostruzioni. Già l'ingresso fa riflettere: il biglietto assegna a caso ai visitatori la categoria «bianchi» o «non bianchi», con entrate separate, come accadeva nella vita quotidiana di allora. Una parte importante è dedicata a Nelson Mandela. Alcune sale sono molto dure: valutate con attenzione se portare i bambini piccoli. Orari e biglietti cambiano: verificateli sul sito ufficiale del museo prima della visita.
Nel quartiere di Braamfontein, sulla collina che domina il centro, sorge un ex complesso carcerario che per oltre un secolo ha rinchiuso prigionieri comuni e politici. Nell'Old Fort, la fortezza più antica, furono detenuti sia il Mahatma Gandhi, che visse a lungo in Sudafrica da giovane avvocato, sia Nelson Mandela. Si visitano anche il Number Four, il durissimo carcere per i detenuti neri, e la Women's Gaol, la prigione femminile. Accanto, costruita in parte con i mattoni delle vecchie celle, c'è la Corte costituzionale, il simbolo del nuovo Sudafrica democratico: la sua Costituzione è considerata una delle più avanzate al mondo sui diritti. Le visite si fanno con guida.
Soweto, il cui nome viene da South Western Townships, è la più famosa township del Paese: un'enorme città nella città a sud-ovest di Johannesburg, nata per relegare la popolazione nera lontano dai quartieri dei bianchi. Oggi alterna zone povere e quartieri benestanti, mercati, chiese e locali molto vivaci. Il cuore delle visite è Vilakazi Street, a Orlando West, spesso ricordata come l'unica strada al mondo in cui hanno abitato due premi Nobel per la pace: Nelson Mandela e l'arcivescovo Desmond Tutu. La Mandela House, la piccola casa di mattoni rossi dove Mandela visse prima della lunga prigionia e dove tornò per qualche tempo dopo la liberazione, è oggi un museo con oggetti e ricordi di famiglia.
A pochi passi da Vilakazi Street, il memoriale e museo è dedicato a Hector Pieterson, il ragazzo di dodici anni ucciso dalla polizia il 16 giugno 1976, durante la rivolta degli studenti di Soweto contro l'imposizione dell'afrikaans nelle scuole. La fotografia del suo corpo portato in braccio da un compagno fece il giro del mondo e segnò una svolta nella lotta contro l'apartheid. Oggi il 16 giugno in Sudafrica è festa nazionale, la Giornata della gioventù.
Le due Orlando Towers, le torri di raffreddamento di una vecchia centrale elettrica dipinte con murales colorati, sono diventate un simbolo del quartiere e un luogo per attività adrenaliniche. La chiesa cattolica di Regina Mundi fu un rifugio e un luogo di riunione per gli attivisti durante gli anni della repressione e porta ancora i segni degli scontri. A Kliptown, nella piazza dedicata a Walter Sisulu, un monumento ricorda la Carta della libertà, il programma per un Sudafrica democratico adottato nel 1955. Molte visite si fanno anche a piedi o in bicicletta, con guide del posto.
Il centro di Johannesburg ha vissuto anni di abbandono, ma alcuni quartieri sono rinati grazie all'arte e alla cultura. Maboneng, nella zona est del centro, è un distretto di vecchi magazzini trasformati in gallerie, studi d'artista, caffè e mercati del fine settimana. Braamfontein, vicino all'università del Witwatersrand, è il quartiere giovane e creativo, con locali, murales e mercatini. Nella zona di Newtown si trova lo storico Market Theatre, che durante l'apartheid ospitò spettacoli di denuncia. Il centro si scopre meglio con una visita a piedi accompagnata da una guida locale.
Nel quartiere di Rivonia, a nord, la fattoria di Liliesleaf fu negli anni Sessanta il rifugio segreto dei dirigenti dell'African National Congress, compreso Mandela, che vi abitò sotto falso nome. Nel 1963 la polizia vi fece irruzione e arrestò diversi leader: ne nacque il processo di Rivonia, che si concluse con l'ergastolo per Mandela e i suoi compagni. Oggi è un museo che racconta la lotta clandestina.
A nord-ovest della città, in circa un'ora di auto, si stende la Culla dell'Umanità, che fa parte dei siti dei fossili di ominidi del Sudafrica, patrimonio UNESCO. In queste grotte di calcare sono stati trovati fossili fondamentali per lo studio delle origini dell'uomo, come il cranio di australopiteco chiamato «Mrs Ples» e lo scheletro di «Little Foot», e più di recente, nella grotta di Rising Star, i resti di una nuova specie, l'Homo naledi. Le grotte di Sterkfontein, gestite dall'Università del Witwatersrand, sono state riaperte al pubblico il 15 aprile 2025 dopo una chiusura di quasi tre anni causata dalle alluvioni, con nuovi lavori di messa in sicurezza e un percorso che avvicina i visitatori alla ricerca in corso. Il centro visitatori di Maropeng, con la sua struttura a forma di tumulo, propone un percorso sulla storia dell'evoluzione. Verificate orari e modalità di visita prima di andare.
A breve distanza a nord c'è Pretoria, nell'area municipale di Tshwane, sede del governo. Si visitano i giardini degli Union Buildings, il palazzo della presidenza, davanti al quale si alza una grande statua di Mandela, e il Voortrekker Monument, dedicato ai coloni boeri. In primavera, intorno a ottobre, le strade si colorano del viola delle jacarande in fiore.
Johannesburg è la principale porta d'ingresso del Sudafrica: l'aeroporto internazionale O. R. Tambo riceve voli da tutto il mondo ed è lo snodo dei voli interni verso Città del Capo, Durban, il Kruger e i Paesi vicini. Dall'Italia si vola di solito con uno scalo; orari e compagnie cambiano spesso, quindi verificateli quando prenotate. Johannesburg è anche un buon punto di partenza per un viaggio combinato con Mauritius, le Seychelles o il Madagascar.
Dal 1° luglio 2026 chi entra in Sudafrica o ne esce, anche come turista, deve compilare la dichiarazione doganale online sul portale delle dogane sudafricane (SARS) o con la relativa app, di norma nelle 24 ore prima della partenza; chi non ci riesce può usare i terminali in aeroporto. Verificate le regole aggiornate sul sito della SARS.
Johannesburg è una città molto estesa, pensata per l'auto, e le distanze tra un'attrazione e l'altra sono lunghe. Il Gautrain, il treno rapido regionale, collega l'aeroporto con Sandton e, con la linea nord-sud, Rosebank, il centro e Pretoria: è comodo e considerato sicuro. Per un safari breve dalla città c'è il parco di Pilanesberg, in zona senza malaria. In città conviene usare le app di trasporto riconosciute o taxi prenotati dall'alloggio, evitando i minibus collettivi. Per Soweto, il centro e la Culla dell'Umanità la soluzione più pratica è una visita guidata con trasporto, oppure un autista. Chi noleggia l'auto ricordi che si guida a sinistra, tenga le portiere chiuse e nulla in vista, ed eviti di guidare di notte.
Johannesburg si trova in alta quota, sull'altopiano dell'Highveld, e ha un clima diverso dalla costa. L'estate, da novembre a marzo, è calda ma non afosa, con temporali pomeridiani frequenti e a volte violenti. L'inverno, da maggio ad agosto, è secco e soleggiato, con giornate miti e notti fredde, a volte vicine allo zero: è anche il periodo migliore per abbinare un safari nel Kruger. La primavera, tra settembre e ottobre, porta la fioritura delle jacarande. Per altre idee leggete dove andare a maggio e dove andare a ottobre.