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Parco nazionale del Gran Paradiso: il regno dello stambecco

Aggiornato a ottobre 2026

Uno stambecco su una roccia nel Parco nazionale del Gran Paradiso

Il Parco nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco nazionale italiano. Si estende per circa 71.000 ettari a cavallo tra la Valle d'Aosta e il Piemonte, intorno al massiccio del Gran Paradiso, che con i suoi 4.061 metri è l'unico quattromila interamente in territorio italiano. Il paesaggio va dai boschi di larici del fondovalle ai pascoli, ai laghi alpini, fino ai ghiacciai e alle pareti rocciose delle vette.

Il parco è legato alla storia dello stambecco. All'inizio dell'Ottocento questo animale era quasi scomparso dalle Alpi: gli ultimi esemplari, meno di un centinaio, sopravvivevano proprio su queste montagne, e nel 1821 le Regie Patenti del Regno di Sardegna ne vietarono la caccia. Nel 1856 il re Vittorio Emanuele II fece della zona una riserva reale di caccia, con guardie che di fatto proteggevano gli stambecchi dal bracconaggio. Dopo la prima guerra mondiale il re Vittorio Emanuele III cedette la riserva allo Stato, e il 3 dicembre 1922 nacque il parco nazionale. Oggi gli stambecchi delle Alpi discendono in gran parte da quelli salvati qui.

In breve

Da non perdere: la Valnontey e il prato di Sant'Orso a Cogne, la Valsavarenche con la salita verso il rifugio Vittorio Emanuele II, la tranquilla Val di Rhêmes, sul versante piemontese il Colle del Nivolet e il lago di Ceresole. Animali da vedere: stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali, gipeti. Periodo migliore: da giugno a settembre per le escursioni; d'inverno sci di fondo e ciaspole. In alcuni periodi l'accesso al Nivolet è a numero chiuso.

Le valli del parco

Cogne e la Valnontey

La valle di Cogne è la più frequentata del versante valdostano. Dal paese, con il grande prato di Sant'Orso, si raggiunge in pochi minuti la Valnontey, dove un sentiero facile risale il fondovalle davanti ai ghiacciai e si incontrano spesso camosci e stambecchi. Qui si trovano il giardino botanico alpino Paradisia, aperto d'estate, e le cascate di Lillaz. Leggi la guida a Cogne.

La Valsavarenche

La Valsavarenche è la valle più selvaggia, stretta e boscosa, che sale verso la vetta del Gran Paradiso. Da Pont, in fondo alla valle, partono i sentieri per il rifugio Vittorio Emanuele II e per il rifugio Chabod, basi delle vie normali alla vetta. Nella valle, a Degioz, c'è uno dei centri visitatori del parco.

La Val di Rhêmes

La Val di Rhêmes è la più tranquilla delle valli valdostane del parco, con pascoli e villaggi di pietra e la parete della Granta Parey sullo sfondo. È adatta a camminate facili e, in inverno, allo sci di fondo.

Il versante piemontese

In Piemonte il parco comprende la Valle Orco e la Val Soana. Da Ceresole Reale, con il suo lago, una strada panoramica sale fino al Colle del Nivolet, a oltre 2.600 metri, tra laghi e praterie d'alta quota. Per ridurre il traffico, nell'estate 2026 l'accesso in auto all'ultimo tratto è stato regolato con prenotazione obbligatoria e un numero massimo di veicoli in alcuni giorni, con navette alternative: verifica le regole dell'anno sul sito del Parco nazionale del Gran Paradiso.

La fauna e la flora

Lo stambecco è il simbolo del parco: i maschi hanno lunghe corna ricurve e nodose, le femmine corna più corte. D'estate salgono in quota, in primavera e in autunno scendono verso i pascoli più bassi ed è più facile vederli vicino ai sentieri. Molto diffusi sono anche il camoscio e la marmotta, che si annuncia con il suo fischio. Tra gli uccelli ci sono l'aquila reale, il gipeto, il grande avvoltoio tornato sulle Alpi grazie ai progetti di reintroduzione, la pernice bianca e il gracchio alpino. Negli ultimi anni è tornato anche il lupo, con alcuni branchi stabili nel parco. La flora alpina, tra giugno e agosto, colora i prati di genziane, gigli di monte, stelle alpine e rododendri.

Escursioni e alpinismo

La salita alla vetta del Gran Paradiso è considerata uno dei quattromila più accessibili delle Alpi, ma resta una salita alpinistica su ghiacciaio: servono attrezzatura, esperienza e, per chi non è alpinista, una guida alpina. I rifugi sono in genere aperti da giugno a settembre e vanno prenotati.

Il parco d'inverno

D'inverno le valli del parco sono silenziose e innevate. Cogne e la Val di Rhêmes sono mete classiche per lo sci di fondo; si cammina con le ciaspole nei fondovalle e, nella valle di Cogne, si arrampica sulle cascate di ghiaccio. Per uscire dai percorsi battuti è indispensabile controllare il bollettino valanghe e avere l'attrezzatura di sicurezza, o affidarsi a una guida.

Come arrivare

Versante valdostano: dall'autostrada A5 si esce ad Aosta Ovest; da qui si prosegue per Cogne oppure, lungo la statale verso Courmayeur, fino a Villeneuve, dove cominciano le strade per la Valsavarenche e la Val di Rhêmes. Le strade di fondovalle sono le uniche vie d'accesso: la strada per Cogne è stata danneggiata dalle alluvioni del giugno 2024 e da nuove frane nel giugno 2025, quindi prima di partire controlla la viabilità sul sito della Regione Valle d'Aosta.

Versante piemontese: da Torino si raggiunge la Valle Orco passando per Cuorgnè fino a Ceresole Reale.

Con i mezzi pubblici: autobus di linea collegano Aosta con Cogne e le altre valli; d'estate il parco organizza navette in alcune zone. Per arrivare ad Aosta in treno, ricorda che la linea da Ivrea è sostituita da autobus fino alla riattivazione prevista dal 2027.

Quando andare

Il periodo migliore per le escursioni va da fine giugno a metà settembre: a luglio i prati sono fioriti, ad agosto i rifugi sono pieni, a settembre la luce è limpida e i larici cominciano a ingiallire. Tra fine ottobre e dicembre, nel periodo degli amori, gli stambecchi maschi scendono più in basso e si possono vedere i loro combattimenti. In inverno le valli sono adatte a fondo e ciaspole.

Dove dormire

Regole e consigli pratici

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