Aggiornato a ottobre 2026
La Costa Viola è il tratto di costa tirrenica della provincia di Reggio che dalla Piana di Gioia Tauro scende verso lo Stretto di Messina, per una trentina di chilometri. Qui le ultime propaggini dell'Aspromonte cadono quasi a picco sul mare, tra macchia mediterranea, vigne terrazzate e paesi di pescatori: una delle zone più spettacolari della Calabria.
Questa guida è dedicata ai due centri principali della costa oltre a Scilla: Bagnara Calabra, il paese del pesce spada e del torrone, e Palmi, la città del Monte Sant'Elia, delle spiagge della Tonnara e della Varia, la grande festa riconosciuta dall'UNESCO. Nei dintorni: Favazzina e Seminara.
Da non perdere: il belvedere del Monte Sant'Elia al tramonto, la spiaggia della Tonnara con lo scoglio dell'Ulivo, la Casa della Cultura di Palmi con i suoi musei, il mausoleo di Francesco Cilea, il lungomare di Bagnara con le barche per il pesce spada e il torrone di Bagnara IGP. Periodo migliore: da giugno a settembre per il mare, primavera e autunno per le passeggiate.
Il nome viene dai riflessi violacei che il mare e le montagne assumono in certe ore, soprattutto al tramonto. Si legge spesso che il nome risalga a Platone, ma la citazione non ha riscontri: è solo una tradizione. Il paesaggio è segnato dai terrazzamenti, sostenuti da muretti a secco, dove si coltiva la vite: i vini della zona sono tutelati dall'indicazione geografica Costa Viola, che comprende i comuni di Bagnara Calabra, Palmi, Scilla e Seminara.
Bagnara Calabra si stende lungo una baia chiusa da alte pareti rocciose, pochi chilometri a nord di Scilla. Il primo nucleo documentato risale all'epoca normanna, intorno al 1085, legato a un'abbazia sulla rupe di Marturano distrutta dal terremoto del 1783; anche il sisma del 1908 colpì duramente il paese, che oggi ha un aspetto in gran parte moderno. Da vedere la chiesa di Maria Santissima del Rosario e la torre aragonese detta di Re Ruggero, un tempo torre di avvistamento contro le incursioni dal mare.
In piazza Marconi una statua ricorda le bagnarote, le donne di Bagnara che un tempo vendevano il pesce fresco porta a porta, portandolo in ceste sulla testa.
Bagnara è, con Scilla, uno dei centri storici della pesca del pesce spada nello Stretto. Un tempo si usavano piccole barche a remi, i luntri, con un uomo di vedetta e un arpioniere. Oggi si vedono le passerelle (o feluche): barche a motore con un'altissima torre di avvistamento e una lunghissima passerella che sporge dalla prua, da cui l'arpioniere lancia la fiocina; la passerella comparve negli anni Cinquanta del Novecento. La pesca si concentra tra la tarda primavera e l'estate.
Il torrone di Bagnara è riconosciuto come IGP dal 2014 e si può produrre solo nel comune di Bagnara Calabra. È fatto con mandorle tostate, miele, zucchero e albume, profumato con spezie, e si distingue per la copertura esterna: nella versione Martiniana è ricoperto di granelli di zucchero, in quella torrefatto glassato di zucchero e cacao. Già nel Settecento i monaci dell'abbazia preparavano un torrone detto «martiniana»; la produzione artigianale si sviluppò dall'Ottocento.
Alle spalle della città si alza il Monte Sant'Elia, poco meno di 600 metri, l'ultimo sperone dell'Aspromonte verso la Piana di Gioia Tauro. In cima ci sono la chiesa di Sant'Elia e un belvedere con terrazze sul vuoto e tre croci bianche. Il panorama abbraccia la costa tirrenica da Capo Vaticano allo Stretto, le isole Eolie con lo Stromboli e, nelle giornate limpide, l'Etna. Si sale in auto con una strada che parte dalla statale 18; per gli escursionisti c'è il sentiero del Tracciolino, a mezza costa sopra il mare.
Sotto la città si apre la baia della Tonnara, che prende il nome da una tonnara sorta nel primo Novecento: una spiaggia chiara chiusa dalle pareti del Monte Sant'Elia, con acqua limpida. A pochi metri dalla riva emerge lo scoglio dell'Ulivo, simbolo di Palmi: sulla sua cima cresce un olivo selvatico probabilmente secolare, messo in sicurezza nel 2012. Più a nord c'è la baia della Marinella.
La Casa della Cultura «Leonida Repaci», in via Felice Battaglia, riunisce in un solo edificio la biblioteca comunale e diversi musei: il Museo di etnografia e folklore «Raffaele Corso»; la Pinacoteca «Leonida e Albertina Repaci»; la Gipsoteca «Michele Guerrisi»; il Museo musicale «Cilea e Manfroce»; l'Antiquarium «Nicola De Rosa», con reperti dell'antica Tauriana e dei fondali della Costa Viola. Gli orari sono ridotti e possono cambiare: controllali sul sito della Casa della Cultura prima di andare.
A Palmi nacque nel 1866 Francesco Cilea, compositore dell'Arlesiana (1897) e soprattutto di Adriana Lecouvreur (1902), che diresse poi i conservatori di Palermo e di Napoli. Morì a Varazze nel 1950 e riposa nella sua città, nel mausoleo di piazza Pentimalli, inaugurato nel 1962: una parete con bassorilievi in marmo di Michele Guerrisi sul mito di Orfeo ed Euridice e, al centro, la statua in bronzo della musa Erato.
Distrutta dai terremoti del 1783 e del 1908, Palmi ha un centro ricostruito con strade regolari e il lungo corso Garibaldi, dove sfila la Varia. A Taureana c'è il parco archeologico dei Tauriani.
La Varia è la festa in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona di Palmi. Il suo cuore è un gigantesco carro votivo, alto oltre 15 metri e pesante una ventina di tonnellate, che rappresenta l'universo e l'Assunzione: in cima siede l'Animella, una bambina che impersona la Madonna. La macchina è portata a spalla lungo corso Garibaldi da circa duecento 'mbuttaturi, divisi nelle antiche corporazioni di marinai, contadini, bovari, artigiani e carrettieri. La festa è legata alla reliquia del Sacro Capello della Vergine, che Messina donò a Palmi nel 1582.
Nel 2013 la Varia è stata iscritta dall'UNESCO nel patrimonio culturale immateriale dell'umanità, insieme alle altre feste della Rete delle grandi macchine a spalla italiane: la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, i Gigli di Nola e i Candelieri di Sassari.
Attenzione: la Varia si svolge l'ultima domenica di agosto ma non ogni anno: non ha una cadenza fissa e tra un'edizione e l'altra possono passare anche diversi anni. Le edizioni più recenti si sono tenute nel 2019, nel 2023 e nel 2024. A ottobre 2026 non risulta ancora annunciata la data della prossima: se vuoi organizzare il viaggio per la festa, verifica sul sito del Comune di Palmi.
I piatti simbolo sono il pesce spada, alla griglia, a involtini o in umido, e il torrone di Bagnara, che si compra nelle botteghe del paese. Da assaggiare anche i vini della Costa Viola. Leggi la guida alla cucina calabrese.
In treno: Bagnara e Palmi hanno una stazione sulla linea tirrenica tra Lamezia e Reggio Calabria, servita dai treni regionali. La stazione di Palmi è fuori dal centro: per raggiungere la città ci sono gli autobus urbani.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono quello di Reggio Calabria e quello di Lamezia Terme.
In auto: l'autostrada A2 del Mediterraneo corre alle spalle della costa, con uscite per i paesi della Costa Viola; la statale 18 li collega lungo il mare.
L'auto è la soluzione più comoda, soprattutto per il Monte Sant'Elia e Seminara. Tra Palmi, Bagnara, Favazzina e Scilla si può usare anche il treno regionale. Alcune calette, come Cala Janculla, si raggiungono quasi solo dal mare.
Per il mare i mesi migliori sono giugno e settembre, quando l'acqua è calda e c'è meno gente che ad agosto. Primavera e autunno sono ideali per i sentieri e il belvedere del Monte Sant'Elia. Per altre idee leggi dove andare a giugno e dove andare a settembre.