Aggiornato a ottobre 2026
Reggio Calabria è la città più popolosa della Calabria e si affaccia sullo Stretto di Messina, di fronte alla Sicilia. Fondata dai Greci intorno al 730 a.C. con il nome di Rhegion, è una delle città più antiche d'Europa. Il terremoto e il maremoto del 28 dicembre 1908 la distrussero quasi del tutto: per questo oggi ha un aspetto ordinato e moderno, con strade dritte e palazzi del primo Novecento.
Molti la scoprono per i Bronzi di Riace, ma la città merita più di una sosta: il lungomare con la vista sulla Sicilia e sull'Etna, i resti greci e romani, il castello aragonese, il bergamotto e le gite verso la Costa Viola e l'Aspromonte.
Da non perdere: il Museo Archeologico Nazionale con i Bronzi di Riace e le teste di Porticello, il lungomare Falcomatà al tramonto, le mura greche e le terme romane, il castello aragonese, il Duomo. Gite: Scilla, l'Aspromonte, Messina in aliscafo. Per il museo basta mezza giornata; per la città e una gita servono due o tre giorni.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) ha sede in piazza De Nava, nel palazzo progettato da Marcello Piacentini. È uno dei grandi musei della Magna Grecia: racconta la Calabria dalla preistoria all'età romana, con reperti da Reggio, Locri, Kaulonia e dagli altri centri greci della regione. Dopo un lungo restauro ha riaperto per intero nel 2016.
I Bronzi di Riace sono due statue greche di guerrieri del V secolo a.C., ritrovate il 16 agosto 1972 dal subacqueo Stefano Mariottini nel mare di Riace Marina, sulla costa ionica. Dopo i restauri, anche a Firenze, sono esposti in una sala dedicata a microclima controllato: si entra a piccoli gruppi, dopo una sosta in una «camera filtro». Le statue poggiano su basi antisismiche in marmo. Chi fossero i personaggi raffigurati e chi li abbia realizzati è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi.
Nella stessa sala si vedono i bronzi del relitto di Porticello, una nave antica trovata nel 1969 nei fondali dello Stretto, al largo di Porticello, presso Villa San Giovanni: tra questi la testa del Filosofo, un uomo maturo dalla lunga barba, e la testa di Basilea, così chiamata perché finì illegalmente in Svizzera e fu restituita all'Italia nel 1993.
Il percorso prosegue su più livelli: da non perdere i pinakes di Locri, tavolette votive in terracotta dal santuario di Persefone, il gruppo dei Dioscuri da Locri, il kouros in marmo di Reggio e un'area archeologica con resti della città antica all'interno del museo.
I biglietti si comprano in museo oppure online dal sito ufficiale del museo, dove si trovano anche orari, giorni di chiusura e aperture gratuite: conviene controllarli prima di partire e, nei periodi di maggiore afflusso, acquistare in anticipo. Zaini e borse grandi vanno lasciati al guardaroba; le foto sono ammesse senza flash.
Avviso (ottobre 2026): dal 28 settembre 2026 sono in corso lavori di manutenzione delle facciate di Palazzo Piacentini; dal 22 ottobre al 31 dicembre 2026 il museo ospita la mostra «Ispirazioni. Vite italiane dell'arte greca». Verifica sul sito eventuali chiusure parziali di sale.
Il lungomare Italo Falcomatà, intitolato al sindaco che ne promosse il rinnovamento, è una passeggiata di circa 1,7 km su più livelli, tra palme, magnolie, piante esotiche e palazzi liberty. Di fronte si vedono la costa siciliana e, nelle giornate limpide, l'Etna. Viene spesso chiamato «il chilometro più bello d'Italia» con una frase attribuita a Gabriele D'Annunzio, ma l'attribuzione non ha riscontri. Lungo il percorso ci sono le sculture di Rabarama e «Opera» di Edoardo Tresoldi, un colonnato di 46 colonne in rete metallica inaugurato nel 2020.
Proprio sul lungomare affiorano due testimonianze della città antica: un tratto delle mura greche del IV secolo a.C. e i resti delle terme romane, piccole ma leggibili, con le vasche per il bagno caldo e freddo e un pavimento a mosaico bianco e nero. Si vedono anche dall'esterno, passeggiando.
Nel centro, in piazza Castello, restano le due grandi torri cilindriche del castello aragonese, fortezza rafforzata dagli Aragonesi nel XV secolo e in gran parte demolita tra Ottocento e Novecento. Oggi ospita mostre ed eventi e dalle torri si gode una bella vista sulla città e sullo Stretto. Leggi la guida al castello aragonese di Reggio Calabria.
La cattedrale di Maria Santissima Assunta, in piazza Duomo, fu ricostruita dopo il terremoto del 1908 in stile neoromanico e consacrata nel 1928; è la chiesa più grande della Calabria. All'interno si conserva la barocca cappella del Santissimo Sacramento, sopravvissuta al sisma. Sulla scalinata, le statue di San Paolo e di Santo Stefano di Nicea ricordano la tradizione secondo cui l'apostolo predicò a Reggio.
Sul lungomare, l'Arena dello Stretto è un teatro all'aperto a gradinate, ispirato ai teatri greci, che d'estate ospita concerti e spettacoli. Sul molo davanti si alza il monumento con la statua bronzea di Atena Promachos, che ricorda lo sbarco a Reggio di Vittorio Emanuele III nel 1900, appena salito al trono.
Lo Stretto è famoso per la Fata Morgana, un raro tipo di miraggio. Non si tratta semplicemente di vedere la Sicilia vicinissima in una giornata limpida: il fenomeno si forma quando sopra il mare freddo si stende uno strato d'aria più calda (un'inversione termica). La luce si piega attraversando gli strati e la costa di fronte appare sollevata sull'orizzonte, allungata in verticale e talvolta ripetuta capovolta, come una città di torri sospesa sull'acqua. Si osserva dalla costa calabrese, soprattutto nelle mattine calme d'estate, ma è un evento raro e imprevedibile. Il nome viene dalla fata Morgana delle leggende di re Artù, a cui la tradizione attribuiva questi castelli incantati.
Reggio è la terra del bergamotto, un agrume che cresce quasi esclusivamente in una stretta fascia costiera della provincia, da Villa San Giovanni a Gioiosa Ionica. Il suo olio essenziale, tutelato dalla DOP «Bergamotto di Reggio Calabria», è usato in profumeria e per aromatizzare il tè; in città lo si trova in dolci, gelati, canditi e liquori. Sulle tavole dello Stretto è protagonista il pesce spada. Leggi la guida alla cucina calabrese.
In aereo: l'Aeroporto dello Stretto «Tito Minniti» si trova circa 5 km a sud del centro ed è collegato alla città con autobus urbani e taxi. Il 16 maggio 2026 è stato inaugurato il nuovo terminal partenze, primo lotto dell'ampliamento dello scalo. Le rotte cambiano spesso tra una stagione e l'altra: controlla i voli disponibili prima di organizzare il viaggio. In alternativa c'è l'aeroporto di Lamezia Terme, più lontano.
In treno: la stazione principale è Reggio Calabria Centrale, servita anche da treni a lunga percorrenza da Roma e Napoli. La fermata Reggio Calabria Lido è vicina al lungomare.
In auto: l'autostrada A2 del Mediterraneo termina a Reggio.
Dalla Sicilia: tra Messina e il porto di Reggio viaggiano aliscafi per soli passeggeri (circa mezz'ora di traversata). Con l'auto si attraversa di solito tra Messina e Villa San Giovanni, a nord di Reggio, con traghetti frequenti durante tutto il giorno.
Il centro, il lungomare, il museo, il castello e il Duomo si visitano comodamente a piedi: corso Garibaldi, la strada principale dello shopping, corre parallelo al mare. Per l'aeroporto, il porto e i quartieri periferici ci sono gli autobus urbani; per l'Aspromonte e i borghi dell'interno serve l'auto.
Il museo si visita tutto l'anno. I mesi più piacevoli sono maggio-giugno e settembre-ottobre, con giornate lunghe e caldo sopportabile. In estate il lungomare è animatissimo la sera e l'Arena ospita spettacoli. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a ottobre.