Aggiornato a ottobre 2026
L'Aspromonte è il massiccio all'estremità meridionale della Calabria, alle spalle di Reggio, stretto tra il mar Tirreno, lo Stretto di Messina e il mar Ionio. La vetta più alta è il Montalto, a circa 1.955 metri. Dall'alto si vedono i due mari, la Sicilia e, con il cielo limpido, l'Etna. È una montagna di rocce antiche, boschi di faggi, abeti e pini, e di fiumare: larghi letti di ghiaia, quasi asciutti d'estate e impetuosi dopo le piogge, che scendono fino al mare.
Il territorio è protetto dal Parco nazionale dell'Aspromonte e dal 2021 è anche Geoparco mondiale UNESCO, per le sue rocce e le sue forme del paesaggio, come i grandi monoliti. Sul versante ionico sopravvive l'area grecanica, dove in alcuni paesi si parla ancora il greco di Calabria. È una montagna poco turistica, con strade lente e servizi scarsi: va preparata, ma ripaga con paesaggi e silenzi rari nel Sud.
Da non perdere: la salita al Montalto, il monolite di Pietra Cappa, le cascate e le fiumare, i borghi greci di Bova e Gallicianò, il borgo di Pentedattilo, il santuario di Polsi. Base principale: Gambarie. Periodo migliore: primavera e autunno per camminare, l'estate per il fresco in quota. Le piste da sci di Gambarie aprono solo in alcuni inverni: verifica prima.
Gambarie, nel comune di Santo Stefano in Aspromonte, a circa 1.300 metri, è la principale località turistica della montagna, a meno di un'ora di strada da Reggio. È circondata da boschi e da qui partono sentieri e strade verso il Montalto, sulla cui cima c'è una grande statua del Cristo Redentore. D'inverno, quando c'è neve e gli impianti sono in funzione, si scia sulle piste servite da seggiovia; negli ultimi anni la gestione è stata difficile e in alcune stagioni le piste sono rimaste chiuse. Controlla l'apertura sul sito del Comune o sulle notizie locali.
Sul versante ionico, nel territorio di San Luca, la valle delle Grandi Pietre è punteggiata da enormi blocchi di roccia isolati. Il più grande è Pietra Cappa, considerato uno dei monoliti più grandi d'Europa, che si alza tra i boschi. Intorno si trovano altre rocce dalle forme curiose, come le Rocche di San Pietro, con le grotte dove nell'alto Medioevo si rifugiavano gli eremiti basiliani, e i ruderi di piccole chiese. Ci si arriva a piedi, meglio con una guida locale.
L'Aspromonte è ricco di cascate, spesso nascoste in fondo a valli strette. Tra le più conosciute ci sono le cascate del Maesano, raggiungibili a piedi lungo il Sentiero del Brigante, e quelle dell'Amendolea. Le fiumare sono un paesaggio tipico: d'estate si risalgono a piedi, ma dopo forti piogge diventano pericolose. Non camminare nei greti se è previsto maltempo.
Nella Bovesìa, sul versante ionico, sopravvive una minoranza di lingua greca: il greco di Calabria, o grecanico, è oggi parlato da poche persone, soprattutto anziane. Bova, arroccata su uno sperone con la vista sullo Ionio, è il centro storico di quest'area, con i cartelli stradali in due lingue. Gallicianò, piccolo borgo sopra la fiumara Amendolea, è uno dei paesi dove la lingua è più viva. Roghudi vecchio, su una cresta rocciosa, è stato abbandonato dopo le alluvioni degli anni Settanta e la popolazione si è trasferita verso la costa.
Pentedattilo è un borgo costruito ai piedi di una roccia che ricorda una mano con cinque dita, da cui il nome greco. Abbandonato nel Novecento, oggi è in parte recuperato da associazioni e artigiani ed è il punto di partenza del Sentiero dell'Inglese.
In fondo a una valle isolata, il santuario della Madonna della Montagna di Polsi è uno dei luoghi di pellegrinaggio più sentiti della Calabria, soprattutto nei giorni della festa di settembre. Si raggiunge con strade di montagna lunghe e strette o a piedi, con un itinerario che scende dal Montalto.
Il parco è attraversato da sentieri segnati di varia difficoltà e dal Sentiero Italia del CAI. Il cammino più noto è il Sentiero dell'Inglese, ispirato al viaggio a piedi del pittore e scrittore inglese Edward Lear, che nel 1847 attraversò la Calabria greca: circa 110 chilometri in sei tappe, da Pentedattilo a Staiti, passando per Bagaladi, Amendolea, Bova e Palizzi, con pernottamento nei paesi. Altri itinerari portano da Gambarie al Montalto e da qui a Polsi. Nelle zone più isolate il telefono spesso non prende: affidati a guide del parco o ad associazioni locali.
La cucina dell'Aspromonte è quella dei pastori e dei boschi: capra e agnello in umido o alla brace, formaggi di capra e pecora, salumi piccanti, funghi, castagne e i maccheroni fatti in casa con il sugo di carne. Scendendo verso Reggio si incontrano il bergamotto e il pesce spada dello Stretto. Leggi la guida alla cucina calabrese.
In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Reggio Calabria; più a nord c'è quello di Lamezia Terme.
In treno: la linea tirrenica arriva a Reggio Calabria e a Villa San Giovanni; la linea ionica tocca Melito di Porto Salvo, Bova Marina e Locri, vicini all'area grecanica e al versante orientale.
In auto: l'autostrada del Mediterraneo arriva a Reggio; da qui una strada di montagna sale a Gambarie. Per il versante ionico si segue la statale 106 lungo la costa e si sale verso i paesi interni. Sul posto l'auto è indispensabile: i mezzi pubblici verso l'interno sono pochi. Le strade di montagna sono strette e lente; dopo forti piogge possono essere interrotte da frane.
Primavera e autunno sono le stagioni migliori per camminare: temperature miti, boschi verdi o colorati, cascate ricche d'acqua. D'estate in quota fa fresco, ma sulle fiumare e nelle valli basse il caldo è forte e il rischio di incendi è alto. D'inverno sopra i mille metri può nevicare abbondantemente.