Aggiornato a ottobre 2026
Catanzaro è il capoluogo della Calabria dal 1970. Il centro storico è arroccato su un crinale tra due valli, a qualche chilometro dal mar Ionio e dal golfo di Squillace, e si allunga fino al mare con il quartiere di Catanzaro Lido. È chiamata la città dei tre colli: San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (dove sorge il Duomo) e il colle del Castello (dove si trova il complesso del San Giovanni).
Un detto la riassume con le «tre V»: Vitaliano, il santo patrono; il velluto, ricordo della lavorazione della seta che rese famosa la città; il vento, che soffia dallo Ionio e dalla Sila.
Da non perdere: il ponte Bisantis di Riccardo Morandi sul vallone della Fiumarella, una passeggiata su corso Mazzini, il Duomo, la chiesa del Rosario, il complesso del San Giovanni, i giardini di Villa Trieste, il museo MARCA e il Parco della Biodiversità mediterranea. Da assaggiare: il morzello nella pitta. Nei dintorni: il mare di Catanzaro Lido, il parco archeologico di Scolacium e Taverna, il paese di Mattia Preti. Per la città basta un giorno.
Il simbolo moderno della città è il viadotto Bisantis, chiamato da tutti ponte Morandi: un ponte ad arco unico in cemento armato che scavalca il vallone del torrente Fiumarella alle porte del centro. Progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi e inaugurato nel 1962, ha un arco di 231 metri di luce: all'epoca era il secondo al mondo per ampiezza tra i ponti di questo tipo ed è ancora oggi uno dei più alti d'Europa. Si apprezza meglio da lontano, dai punti panoramici del centro.
Corso Mazzini è la strada principale del centro storico e il luogo del passeggio. Fu aperto a partire dal 1870, demolendo e tagliando alcuni palazzi per creare un asse più ampio e rettilineo. Vi si affacciano edifici di pregio come Palazzo Grimaldi-Montuori, sede della camera di commercio.
La cattedrale di Santa Maria Assunta e dei Santi Pietro e Paolo sorge sul colle del Vescovato, dove i Normanni costruirono la prima chiesa nel 1121. Dopo terremoti e rifacimenti, nell'agosto del 1943 i bombardamenti fecero crollare il transetto sinistro e la cattedrale fu ricostruita nel dopoguerra. All'interno, la cappella di San Vitaliano custodisce le reliquie del patrono; di fronte c'è la cappella del Santissimo Sacramento.
Alle spalle del Duomo si trova la chiesa del Santissimo Rosario, detta anche di San Domenico, consacrata nel 1499 e più volte ristrutturata dopo i terremoti. Tra le opere conservate spiccano la Madonna del Rosario del pittore olandese Dirk Hendricksz (1615) e la Madonna della Vittoria, dipinto che ricorda la battaglia di Lepanto.
Sul colle del Castello, dove sorgeva il castello normanno, si trova il complesso monumentale del San Giovanni. Oggi ospita anche l'Archivio di Stato; sotto il complesso si aprono cunicoli sotterranei che in alcuni periodi si possono visitare. Verifica aperture e visite guidate prima di andare.
Villa Trieste, un tempo chiamata Villa Margherita, è il giardino storico del centro: fu realizzata tra il 1878 e il 1880 e aperta al pubblico nel 1881. Tra vegetazione rigogliosa e sculture, è il posto giusto per una pausa all'ombra; dai suoi viali lo sguardo arriva fino alla costa ionica e, sul lato opposto, alla Sila. Nella villa ha sede la biblioteca comunale.
Il MARCA, il Museo delle arti di Catanzaro, ha sede nel centro storico, in via Alessandro Turco, ed è stato fondato nel 2008. La collezione permanente riunisce soprattutto artisti del Sud Italia dal Cinquecento al Novecento, tra cui Battistello Caracciolo, Mattia Preti e Andrea Cefaly, accanto a opere contemporanee e a una gipsoteca.
Nella zona nord della città, il Parco della Biodiversità mediterranea, inaugurato nel 2004, è un parco urbano di circa 13 ettari. Ospita il Parco internazionale della scultura, un museo all'aperto con opere di artisti contemporanei come Mimmo Paladino, e il MUSMI, il Museo storico militare dedicato alla Brigata Catanzaro, con cimeli dall'età napoleonica alla Seconda guerra mondiale.
Per secoli Catanzaro è stata uno dei centri della seta in Italia. L'arte arrivò in epoca bizantina e nel 1519 l'imperatore Carlo V riconobbe il Consolato dell'arte della seta. Velluti, damaschi e broccati catanzaresi erano noti in Europa e la sigla «VVV» li identificava sui mercati. Il declino arrivò anche con l'espulsione degli ebrei dai territori spagnoli, che avevano un ruolo importante nella manifattura. Oggi ne resta il ricordo nel nome del quartiere Filanda e, appunto, nel velluto delle «tre V».
Il piatto simbolo della città è il morzello, in dialetto «morzeddhu»: uno spezzatino di frattaglie di vitello (trippa, cuore, polmone, milza, fegato) cotto con concentrato di pomodoro e peperoncino piccante. Per tradizione si mangia caldo dentro la pitta, il pane a ciambella tipico della zona; un tempo era lo spuntino mattutino di operai e manovali. Per gli altri piatti della regione leggi la guida alla cucina calabrese.
Catanzaro Lido è il quartiere marinaro della città, sul golfo di Squillace: il territorio comunale ha circa 8 km di spiaggia, un porto turistico, un lungomare e, nelle vicinanze, la pineta di Giovino. La festa più sentita è quella della Madonna di Porto Salvo, protettrice dei pescatori, con la processione in mare. Più a sud, la costa prosegue verso Copanello e Squillace e Soverato.
Il patrono San Vitaliano è celebrato con riti religiosi molto partecipati. Il momento più sentito della Settimana santa è la «Naca», la processione del Venerdì santo, di origine medievale, che richiama ogni anno moltissimi fedeli anche dalla provincia.
In aereo: l'aeroporto più vicino è Lamezia Terme, circa 35 km a ovest della città, collegato alla città anche con autobus.
In treno: i treni a lunga percorrenza fermano a Lamezia Terme Centrale, sulla linea tirrenica; da lì i regionali attraversano l'istmo fino alla stazione di Catanzaro, nel quartiere Germaneto, a qualche chilometro dal centro, e poi a Catanzaro Lido, sulla linea ionica verso Crotone e Reggio Calabria. Dalle stazioni al centro storico ci sono autobus urbani.
In auto: dall'autostrada A2 del Mediterraneo si esce a Lamezia Terme e si prosegue sulla statale dei Due Mari verso Catanzaro.
Il centro storico si gira a piedi, ma è in salita e i parcheggi sono pochi. Tra il centro e il mare c'è il servizio ferroviario urbano di Ferrovie della Calabria, chiamato in città «metropolitana»: una linea a scartamento ridotto che scende dal centro verso la costa.
Avviso (ottobre 2026): dopo la sospensione per lavori iniziata nell'aprile 2022, nel 2026 il servizio è ripartito sulla tratta tra piazza Matteotti e Catanzaro Lido (orario in vigore dal 27 luglio 2026). La diramazione verso Germaneto, la stazione ferroviaria, l'università e la cittadella regionale è ancora in costruzione. In caso di guasti le corse possono essere sostituite da autobus: verifica orari e avvisi sul sito di Ferrovie della Calabria prima di spostarti.
Per Scolacium, Taverna e la Sila serve l'auto.
La città si visita tutto l'anno. I mesi più piacevoli sono maggio-giugno e settembre-ottobre; in estate si può alternare la visita del centro con il mare del Lido. Ricorda che Catanzaro è spesso ventosa: anche d'estate una giacca leggera per la sera può servire. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.