Aggiornato a ottobre 2026
Gerace è uno dei borghi più belli della Calabria: una piccola città di pietra costruita su una rupe a circa 500 metri di altezza, nell'entroterra della Locride, una decina di chilometri sopra la costa ionica. Dall'alto si vedono da una parte il mare e dall'altra le montagne dell'Aspromonte, nel cui parco nazionale ricade il territorio comunale.
Il borgo nacque nell'alto Medioevo, quando gli abitanti dell'antica Locri lasciarono la costa, esposta alle incursioni dal mare, e si rifugiarono su questa altura. Una leggenda racconta che furono guidati da uno sparviero (in greco ierax), da cui deriverebbe il nome. Sotto Bizantini e Normanni Gerace divenne un importante centro religioso, ricordato come la «città delle cento chiese». Oggi è Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
Da non perdere: la Cattedrale con la cripta e il museo diocesano, la piazza delle Tre Chiese con San Francesco e San Giovannello, i resti del castello e il piazzale del Baglio, il belvedere delle Bombarde, le porte medievali e il Borgo Maggiore con le grotte dei vasai. Nei dintorni: il parco archeologico di Locri Epizefiri e la Cattolica di Stilo. Periodo migliore: primavera e inizio autunno.
La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta è considerata la chiesa più grande della Calabria. Secondo la tradizione fu consacrata nel 1045 e consacrata di nuovo nel 1222, al tempo dell'imperatore Federico II. L'edificio poggia in parte sulla roccia e in parte su una cripta di origine bizantina, collegata a grotte scavate nella rupe.
L'interno ha tre navate divise da venti colonne di granito e marmo, di forme e capitelli diversi, recuperate in gran parte dalle rovine di Locri. Il campanile fu danneggiato dal terremoto del 1783, che colpì duramente tutta la città. Nel 2018 la chiesa è stata elevata a basilica minore.
Il museo diocesano, chiamato anche Tesoro della Cattedrale, conserva argenti, paramenti sacri, sculture in legno e arredi provenienti dalla Cattedrale e da altre chiese della diocesi. Il pezzo più prezioso è una stauroteca (reliquiario della Croce) in argento dorato con pietre e perle, datata al XII secolo. Il museo si trova negli ambienti sotto la Cattedrale; la sede potrebbe cambiare, perché è previsto il trasferimento nei locali restaurati del Seminario vescovile: verifica prima della visita.
Dalla Cattedrale una breve passeggiata porta alla piazza delle Tre Chiese, dove si affacciano tre edifici di epoche diverse:
Nel punto più alto della rupe restano i ruderi del castello: una grande torre e tratti di mura in parte ricavati dalla roccia. La fortezza, di origine bizantina, fu rafforzata dai Normanni intorno all'XI secolo e rovinata dai terremoti, l'ultimo dei quali, nel 1783, le diede il colpo finale. Davanti al castello si apre il Baglio, un ampio piazzale da cui lo sguardo spazia sulla valle, sul mar Ionio da una parte e sull'Aspromonte dall'altra. L'accesso all'interno dei ruderi non è sempre possibile: informati sul posto.
La città alta era chiusa da una cinta di mura con numerose porte, alcune delle quali si sono conservate. Si entra nel centro storico attraverso la Porta del Sole, mentre accanto alla Cattedrale si trova la Porta dei Vescovi. Il cuore della vita cittadina è la piazza del Tocco, dove convergono più strade e si trova il municipio. Nel centro storico merita una sosta anche la chiesa di Santa Maria del Mastro risale all'epoca normanna.
Il belvedere più famoso è quello delle Bombarde, lungo via Roma: terrazze dove un tempo erano piazzati i cannoni e che oggi offrono una vista aperta sulle colline e sulla costa ionica.
Il Borgo Maggiore è il quartiere più basso, sviluppato fuori dalle mura e in parte addossato alla roccia. Qui si trovano diverse chiese, la fontana pubblica del 1606 e, alla base della rupe, le grotte dei vasai: botteghe scavate direttamente nell'arenaria, dove per secoli si è lavorata l'argilla.
Gerace è stata uno dei centri più importanti della ceramica calabrese. Nel Cinquecento i vasai locali adottarono la tecnica della maiolica, favoriti dalla buona qualità dell'argilla, e producevano mattonelle, vasi da farmacia e oggetti di uso quotidiano. Nel 1617 il vasaio Iacovo Cefalì firmò una serie di vasi usciti dalla sua bottega nel Borgo Maggiore. La tradizione durò per più di due secoli e poi si spense. Nel 2023 una prima esposizione di maioliche geracesi è stata allestita nella Cittadella vescovile come primo passo verso un museo della ceramica: verifica sul posto se è visitabile.
La cucina di Gerace è quella dell'entroterra calabrese: pasta fatta in casa, melanzane ripiene ('mbuttunate), olio d'oliva locale. Da assaggiare il Greco di Bianco, vino dolce prodotto nella vicina zona di Bianco. Per saperne di più leggi la guida alla cucina calabrese.
Le date cambiano ogni anno: verificale prima di partire.
In treno: la stazione più vicina è Locri, sulla ferrovia Jonica, servita da treni regionali e Intercity; da lì a Gerace ci sono circa 10 km, da percorrere in autobus o in taxi.
In aereo: gli aeroporti più comodi sono Reggio Calabria e Lamezia Terme; da entrambi serve poi l'auto o il treno fino a Locri. Leggi anche la guida a Reggio Calabria.
In auto: dalla costa ionica si arriva a Locri con la statale 106 e si sale a Gerace con la statale 111. Dall'autostrada del Mediterraneo (A2) si può attraversare la Calabria uscendo a Rosarno e seguendo la statale 682 Jonio-Tirreno, che sbuca sulla costa ionica tra Marina di Gioiosa Jonica e Siderno.
Gerace si visita a piedi: il centro storico è raccolto, ma le strade salgono e scendono tra i quartieri, con tratti acciottolati e scalinate. Conviene lasciare l'auto nei parcheggi ai margini del borgo e camminare. Il Borgo Maggiore è più in basso rispetto alla città alta: calcola la risalita.
I periodi migliori sono la primavera e l'inizio dell'autunno, con temperature miti e luce bella sulla pietra; leggi anche dove andare a maggio e dove andare a ottobre. In estate Gerace è più fresca della costa e si può abbinare al mare; a fine luglio c'è il Borgo Incantato, con molta gente. In inverno il borgo è tranquillo, ma alcuni luoghi possono avere aperture ridotte.