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Locri: la città di Zaleuco e il parco archeologico di Locri Epizefiri

Aggiornato a ottobre 2026

Colonne e fondamenta in pietra dell'antica Locri Epizefiri tra gli ulivi, con il mar Ionio azzurro sullo sfondo

Locri è la cittadina principale della Locride, sulla costa ionica della provincia di Reggio, nel sud della Calabria. Porta il nome di una delle colonie più importanti della Magna Grecia, Locri Epizefiri, i cui resti si stendono pochi chilometri a sud del centro, tra la statale 106 e le colline: mura, santuari, un teatro e il quartiere abitato vicino al mare, oggi riuniti nel Museo e Parco archeologico nazionale.

La città moderna è nata nell'Ottocento come Gerace Marina, il borgo sul mare di Gerace: divenne comune autonomo nel 1905 e prese il nome di Locri nel 1934. Oggi è un centro vivace, con un lungo litorale di sabbia e ciottoli sulla Riviera dei Gelsomini, ed è una buona base per scoprire i borghi dell'interno e il resto della costa ionica.

In breve

Da non perdere: il parco archeologico con il teatro, il tempio di Marasà e il quartiere di Centocamere, il Museo archeologico nazionale e il Casino Macrì, il Museo del territorio a Palazzo Nieddu del Rio, il lungomare e le gite a Gerace, Roccella Ionica e Stilo. Periodo migliore: maggio, giugno e settembre.

Un po' di storia: Locri Epizefiri e Zaleuco

La colonia fu fondata nel VII secolo a.C. da Greci della Locride, che si fermarono prima presso il capo Zefirio (l'attuale Capo Bruzzano), da cui il nome «Epizefiri», e poi si spostarono più a nord, nel sito attuale. Secondo la tradizione, Locri fu la prima città greca ad avere un codice di leggi scritte, attribuito al legislatore Zaleuco: le pene erano stabilite per ogni reato, così da limitare l'arbitrio dei giudici. Della sua vita non si sa quasi nulla di certo.

Alleata di Reggio, Locri sconfisse Crotone nella battaglia del fiume Sagra nel VI secolo a.C.; più tardi si legò ai tiranni di Siracusa. Qui visse la poetessa Nosside, ricordata da un monumento sul lungomare. Nel 205 a.C. la città passò ai Romani e iniziò un lento declino; nell'alto Medioevo, per le incursioni dal mare e l'insalubrità della costa, gli abitanti si spostarono sull'altura di Gerace.

Cosa vedere a Locri

Il parco archeologico di Locri Epizefiri

Il parco, tra i più estesi della Calabria, si trova lungo la statale 106 a circa 5 km dal centro. L'antica città era chiusa da una cinta di mura lunga circa 7 km, di cui restano vari tratti con torri e porte. Alcune aree sono distanti tra loro: conviene spostarsi in auto e portare acqua e cappello. Verso la costa si trova il quartiere di Centocamere, la parte bassa della città, con case e botteghe disposte su una griglia regolare di strade e l'area sacra di Afrodite.

Il tempio di Marasà

In contrada Marasà, vicino a un tratto delle mura, si vedono le fondazioni di un grande tempio ionico, ricostruito nella prima metà del V secolo a.C. al posto di un edificio più antico. Dal tempio proviene il celebre gruppo in marmo dei Dioscuri a cavallo, oggi al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, insieme al «cavaliere» in terracotta dal tempio di Casa Marafioti.

Il teatro greco-romano

Sul pendio della collina, in località Pirettina (nel territorio del vicino comune di Portigliola), c'è il teatro: costruito nel IV secolo a.C. sfruttando una conca naturale, poteva accogliere circa 4.500 spettatori e fu modificato in età romana. La cavea, scavata nella tenera arenaria locale, è molto consumata, ma il colpo d'occhio verso il mare ripaga la salita. Nella stessa zona, nel 1958, furono trovate le 39 tavole bronzee dell'archivio del santuario di Zeus, con i registri dei prestiti del tesoro sacro alla città (IV-III secolo a.C.), oggi a Reggio Calabria.

Il santuario di Persefone e i pinakes

Ai piedi del colle della Mannella, appena fuori dalle mura, Paolo Orsi scavò all'inizio del Novecento il santuario di Persefone, che lo storico Diodoro Siculo ricordava tra i più celebri dell'Italia meridionale. Il sito non aveva un tempio monumentale e oggi se ne vedono soprattutto i muri di sostegno, in un'area poco agevole e coperta di vegetazione. Da qui vengono i pinakes, migliaia di tavolette votive in terracotta della prima metà del V secolo a.C., con scene del mito di Persefone, processioni e offerte: la raccolta maggiore è a Reggio Calabria, una parte è esposta a Locri.

Avviso (settembre 2026): nel santuario di Demetra e Persefone detto Thesmophorion, nell'area del parco, sono in corso indagini archeologiche; dal 2024 vi lavora una missione del Ministero della cultura e dell'Università di Bologna. Chiedi in biglietteria quali aree sono aperte al momento della visita.

Il Museo archeologico nazionale e il Casino Macrì

Il Museo archeologico nazionale, all'interno del parco, è stato aperto nel 1971 e ha riaperto con un nuovo allestimento nel 2022: racconta la vita della città greca, dai santuari alle necropoli, con specchi in bronzo, ceramiche e una selezione di pinakes. Poco distante, il Casino Macrì è una masseria dell'Ottocento costruita sui resti di un complesso termale romano: ospita il museo della Locri romana, con la statua del «Togato», una vasca in breccia e una lamina d'oro con l'Adorazione dei Magi. Orari e informazioni sono sul sito del Ministero della cultura.

Palazzo Nieddu del Rio e la città moderna

In corso Vittorio Emanuele, nel centro di Locri, il palazzo ottocentesco Nieddu del Rio ospita dal 2018 il Museo del territorio, dedicato ai popoli che abitavano la Locride prima dei Greci, con corredi funerari dell'età del Ferro, e la biblioteca comunale. La città moderna ha un impianto ordinato, con piazza dei Martiri, la cattedrale novecentesca e un lungo lungomare dedicato a Zaleuco.

Il mare e la Riviera dei Gelsomini

Locri si trova sulla Riviera (o Costa) dei Gelsomini, circa 90 km di litorale ionico tra la zona di Riace e Capo Spartivento, che prende il nome dalle coltivazioni di gelsomino. Le spiagge sono lunghe, di sabbia e ciottoli, con tratti attrezzati e tratti liberi; il mare è limpido e meno affollato che sul Tirreno.

Bandiera Blu 2026: per la prima volta il riconoscimento è andato anche a Locri (lungomare Zaleuco), oltre che a Siderno, Roccella Ionica e Caulonia. L'elenco viene rinnovato ogni anno.

Dintorni e gite da Locri

Cosa mangiare

La cucina della Locride è quella della tradizione calabrese: pesce, salumi piccanti, formaggi, verdure sott'olio e dolci delle feste. Leggi la guida alla cucina calabrese.

Come arrivare

In treno: Locri ha una stazione sulla linea ionica, con treni regionali (non frequentissimi) da Reggio Calabria e da Catanzaro Lido.

In aereo: gli aeroporti più comodi sono Reggio Calabria e Lamezia Terme, da cui si prosegue in treno o in auto.

In auto: la costa è percorsa dalla statale 106 Jonica. Dall'autostrada del Mediterraneo si esce a Rosarno e si prende la superstrada Jonio-Tirreno, che attraversa l'Aspromonte e scende sullo Ionio tra Marina di Gioiosa Ionica e Siderno.

Come muoversi

Il centro di Locri si gira a piedi. Per il parco archeologico, Gerace e Stilo l'auto è quasi indispensabile; lungo la costa, verso Siderno e Roccella, si può usare anche il treno.

Quando andare

Per il mare i mesi migliori sono giugno e settembre. Per il parco archeologico sono ideali la primavera e l'autunno: d'estate fa molto caldo e le aree sono quasi tutte all'aperto. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a settembre.

Dove dormire

Consigli pratici

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