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Samobor e lo Zagorje: castelli, colline e terme vicino a Zagabria

Aggiornato a ottobre 2026

Il castello di Trakošćan su una collina boscosa che si specchia nel lago, con i colori dell'autunno

Intorno a Zagabria (Zagreb) c'è una Croazia diversa da quella del mare: colline coperte di vigneti e boschi, piccoli paesi, castelli e chiese barocche. A ovest della capitale, a circa 20 km e vicino al confine con la Slovenia, c'è Samobor, cittadina nota per la sua piazza, la kremšnita e il carnevale. A nord, oltre il monte Medvednica, si apre lo Zagorje (in croato Hrvatsko zagorje, «la terra dietro i monti»), una regione storica che arriva fino al confine con la Slovenia.

Sono luoghi che si visitano in gite di un giorno da Zagabria, ma che meritano anche un soggiorno di due o tre giorni, magari unito a qualche ora alle terme. La cucina è quella dell'entroterra, con formaggi freschi, štrukli, carni e funghi.

In breve

Da non perdere: la piazza di Samobor con una kremšnita, il castello di Trakošćan sul suo lago, il castello di Veliki Tabor, il Museo dei Neanderthal di Krapina, il villaggio-museo di Kumrovec e il santuario di Marija Bistrica. Periodo migliore: da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando i boschi cambiano colore. A Samobor il carnevale si tiene nei giorni prima del Mercoledì delle Ceneri.

Cosa vedere a Samobor

La piazza e il torrente Gradna

Il cuore di Samobor è la piazza di re Tomislav (Trg kralja Tomislava), che porta questo nome dal 1925. È circondata da case tardo-barocche e neoclassiche tutelate come beni culturali, tra cui il municipio. Sulla piazza ci sono i caffè e le pasticcerie storiche. Accanto scorre il torrente Gradna, con piccoli ponti e una passeggiata lungo l'acqua.

Le rovine del castello

Sulla collina del Tepec, a una decina di minuti a piedi dal centro, ci sono le rovine del castello di Samobor (Stari grad). Fu costruito negli anni Sessanta del Duecento dai sostenitori del re di Boemia Ottocaro II, durante la sua guerra con il re d'Ungheria. Passò poi a molte famiglie nobili, che lo ampliarono e lo trasformarono. Abbandonato alla fine del Settecento, andò in rovina; restano il fossato, l'ingresso e gran parte delle mura. Il Comune avverte che tra le rovine si entra a proprio rischio: fai attenzione, soprattutto con i bambini.

La kremšnita, il bermet e la senape

La samoborska kremšnita è il dolce simbolo della città: due strati sottili di pasta sfoglia con in mezzo una crema leggera alle uova. La ricetta di Samobor risale agli anni Venti del Novecento ed è attribuita al pasticcere Đuro Lukačić; dal 2021 la sua preparazione è iscritta tra i beni culturali immateriali della Croazia.

Due altri prodotti tipici sono il bermet, un aperitivo a base di vino rosso, frutta ed erbe, e la muštarda, una senape densa e piccante fatta con semi di senape e mosto, che si serve con il lesso e le salsicce, come la češnjovka all'aglio. Secondo la tradizione le ricette furono portate dai soldati francesi in epoca napoleonica, ma alcune fonti dicono che a Samobor si preparavano già prima.

Il carnevale di Samobor

Il Samoborski fašnik è il carnevale più grande di questa parte della Croazia. Il primo fu organizzato nel 1827 e nel 2026 si è tenuta la 200ª edizione. Ha un tono satirico, con carri allegorici; il personaggio principale è il Principe Carnevale, che viene «sacrificato» alla fine della festa, il Mercoledì delle Ceneri. Le date cambiano ogni anno con la Pasqua: controllale sul sito della città di Samobor.

I monti di Samobor e il Žumberak

Alle spalle della città si alzano i monti di Samobor (Samoborsko gorje) e, più a ovest, il Žumberak. Dal 1999 formano il Parco naturale Žumberak - Samoborsko gorje, di circa 333 km², con boschi, prati, torrenti e piccoli villaggi. La cima più alta è la Sveta Gera (1.178 m); un'altra cima nota è il Japetić (880 m). Ci sono sentieri, rifugi e percorsi in bicicletta.

Cosa vedere nello Zagorje

Il castello di Trakošćan

Il castello di Trakošćan sorge su una collina boscosa sopra un lago, vicino a Bednja, nella regione di Varaždin. Dalla seconda metà del Cinquecento al 1945 appartenne alla famiglia nobile Drašković, che a metà Ottocento lo trasformò in residenza in stile neogotico e sistemò intorno un parco romantico con il lago, usato anche come peschiera. Dopo la guerra il castello fu nazionalizzato e dal 1953 è un museo, con sale arredate, armi e ritratti di famiglia.

Avviso (ottobre 2026): il lago è stato svuotato per un lungo intervento di risanamento ed è tornato aperto al pubblico nell'autunno 2024. Un tratto del sentiero intorno al lago è chiuso per una frana: il giro si può fare comunque seguendo le indicazioni sul posto. Controlla gli orari sul sito del castello di Trakošćan.

Il castello di Veliki Tabor

Vicino a Desinić, su un colle, c'è Veliki Tabor, uno dei castelli tardo-medievali e rinascimentali meglio conservati della Croazia continentale. Il nucleo pentagonale è del Quattrocento, le quattro torri semicircolari del Cinquecento. Dal Cinquecento al 1793 appartenne alla famiglia Ratkaj. Al castello è legata la leggenda di Veronika di Desinić (Veronika Desinićka), ragazza povera amata dal figlio del conte Ermanno II di Celje, che per questo la fece accusare di stregoneria e annegare. Il castello, gestito dai Musei dello Zagorje, è chiuso il lunedì.

Krapina e il Museo dei Neanderthal

Krapina è il capoluogo storico dello Zagorje, a circa 55 km da Zagabria. Qui nacque Ljudevit Gaj, il riformatore della lingua croata. Sulla collina di Hušnjakovo, tra il 1899 e il 1905, il paleontologo Dragutin Gorjanović-Kramberger scavò un riparo sotto roccia dove trovò circa 900 resti umani di uomini di Neanderthal di decine di individui, vissuti circa 120.000-130.000 anni fa. È il primo monumento naturale paleontologico protetto in Croazia.

Accanto al sito, nel 2010 è stato aperto il Museo dei Neanderthal di Krapina (Muzej krapinskih neandertalaca), con un percorso sull'evoluzione dell'uomo e ricostruzioni a grandezza naturale. Fino al 2027 è in corso un progetto di ampliamento: controlla orari e aperture sul sito dei Musei dello Zagorje.

Kumrovec e il museo Staro selo

Kumrovec è un villaggio sul fiume Sutla, che qui segna il confine con la Slovenia. Nel 1892 vi nacque Josip Broz Tito. Il villaggio vecchio è diventato il museo Staro selo («villaggio vecchio»), un museo etnografico all'aperto fondato nel 1952, con una quarantina di case e edifici rurali restaurati che mostrano la vita e i mestieri dello Zagorje tra Ottocento e primo Novecento. La casa natale di Tito ospita mostre sulla sua famiglia e sulla sua vita; accanto c'è la statua di Tito di Antun Augustinčić, del 1948.

Marija Bistrica, il santuario

Sulle pendici settentrionali del Medvednica c'è Marija Bistrica, sede del santuario nazionale croato della Madonna di Bistrica. Vi si venera una statua lignea della Madonna nera con il Bambino. Secondo la storia del santuario, verso il 1545 fu nascosta per proteggerla dai turchi e fu ritrovata più volte, l'ultima nel 1684. Il 3 ottobre 1998 papa Giovanni Paolo II vi beatificò il cardinale Alojzije Stepinac. Ogni anno arrivano centinaia di migliaia di pellegrini.

Matija Gubec e la rivolta contadina del 1573

Nel 1573 i contadini dello Zagorje e della vicina Slovenia si ribellarono ai signori feudali. Uno dei capi era Matija Gubec, servo della gleba. Il 9 febbraio 1573 l'esercito dei contadini fu sconfitto nella battaglia di Stubičko polje dalle truppe guidate dal vescovo Juraj Drašković. Gubec fu catturato e il 15 febbraio fu giustiziato a Zagabria con una corona di ferro rovente.

A Gornja Stubica, sulla collina accanto al castello barocco degli Oršić, c'è il grande monumento alla rivolta di Antun Augustinčić, inaugurato nel 1973 per i 400 anni. Nel castello ha sede il Museo delle rivolte contadine (Muzej seljačkih buna). Avviso (ottobre 2026): il museo è chiuso dal marzo 2024 per lavori di ristrutturazione e per il nuovo allestimento, con riapertura prevista nella primavera 2027; il monumento all'aperto si può vedere.

Le terme

Lo Zagorje ha diverse sorgenti di acqua calda, usate da secoli. Le più note sono:

Servizi e accesso alle piscine cambiano: informati presso le strutture prima di andare.

Cosa mangiare

Il piatto più famoso sono gli zagorski štrukli: una pasta sottile ripiena di formaggio fresco con uova e panna, arrotolata e tagliata, che si fa bollita (kuhani) o gratinata al forno con la panna (pečeni). Dal 2007 la loro preparazione è bene culturale immateriale della Croazia. Si mangiano anche il tacchino con i mlinci (sfoglie di pasta), le zuppe di funghi e le trote. Per gli altri piatti leggi la guida alla cucina croata.

Il cuore di licitar

Il licitar è un dolce di pan pepato modellato in stampi, cotto, asciugato e dipinto con colori alimentari e decorato con disegni, piccoli specchi e versi. La forma più comune è il cuore, regalato agli innamorati e nei matrimoni, con i nomi degli sposi. Nel 2010 l'UNESCO ha iscritto l'arte del pan pepato della Croazia settentrionale nel patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

Come arrivare

Dall'Italia: in auto si arriva a Zagabria attraverso la Slovenia, passando per Lubiana; Samobor si trova poco prima della capitale, venendo da ovest. Per lo Zagorje si prende da Zagabria l'autostrada A2 verso Krapina. L'aeroporto più comodo è quello di Zagabria.

Da Zagabria a Samobor: in auto sono circa 20 km. Gli autobus partono dalla stazione centrale degli autobus di Zagabria e il viaggio dura circa mezz'ora o poco più.

Da Zagabria allo Zagorje: con l'auto si visita tutto in libertà. Da Zagabria a Trakošćan o a Veliki Tabor ci vuole circa un'ora; Kumrovec è a circa 65 km. Ci sono autobus per Krapina, Marija Bistrica, le terme e altri centri, e qualche treno regionale, ma i castelli sono in campagna e i collegamenti sono scarsi, soprattutto nei fine settimana. Orari e linee cambiano: verificali prima di partire.

Come muoversi

Samobor si gira a piedi; per i sentieri dei monti serve l'auto o un autobus locale. Nello Zagorje i luoghi sono sparsi su colline e strade strette: conviene noleggiare un'auto a Zagabria e unire due o tre tappe al giorno, per esempio Krapina e Trakošćan, oppure Kumrovec e Veliki Tabor, oppure Marija Bistrica e Gornja Stubica. Da Trakošćan si prosegue facilmente verso Varaždin (Varasdino); da Zagabria, verso sud, si raggiungono invece i laghi di Plitvice.

Quando andare

La primavera e l'autunno sono le stagioni migliori: in maggio le colline sono verdi, in settembre c'è la vendemmia e in ottobre i boschi intorno a Trakošćan prendono i colori dell'autunno. D'inverno fa freddo e alcuni musei hanno orari ridotti, ma è il periodo delle terme e, a febbraio o marzo, del carnevale di Samobor.

Dove dormire

Consigli pratici

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